I dolori di Mancini, per sostituire Chiesa il jolly è Zaniolo

I dolori di Mancini, per sostituire Chiesa il jolly è Zaniolo

MILANO. Quanto nei play-off di marzo per il Mondiale rischi di essere dolorosa l’assenza di Chiesa, 38 presenze in Nazionale e 4 gol ma soprattutto infiniti scatti, letali per gli avversari e propizi ai compagni, lo attestano la cronaca e la frase tipica del rimpianto, “se ci fosse stato lui”: nello spareggio mondiale con la Svezia e dall’inizio a Basilea con la Svizzera. Quando c’è stato, si è sempre notata la differenza. Esordio con l’Argentina, Di Biagio ct. Esce dopo un’ora, sullo 0-0: finirà 0-2. Quattro giorni dopo a Wembley, conquista il rigore del pari di Insigne. All’Europeo parte dietro Berardi, ma negli ottavi a Londra, entrando dalla panchina, infilza nei supplementari l’Austria. Nei quarti a Monaco fa ammattire i belgi, in semifinale castiga la Spagna e in finale attenua via via il divario atletico con le sue sterzate. Se il livello si alza, emerge il suo. Nations League: in 10 contro la Spagna regge da solo l’attacco, col Belgio guadagna il rigore del 2-0. Non basta con la Bulgaria (l’1-0 però era stato suo), né con Svizzera all’Olimpico e Irlanda del nord a Belfast. Ma la statura internazionale del figlio d’arte, figlio di Enrico azzurro anni 90, non sfugge ai grandi club: il Chelsea lo voleva l’estate scorsa.

Non è questione di gol, ma della soluzione al rebus del calcio moderno: come creare superiorità numerica. Federico è un’ala classica, cerca l’uno contro uno, la linea di fondo o l’area per scaricare il tiro. Può giocare a destra e a sinistra nel 3-2-5 di Mancini e sa fare pure il falso nove. Il sostituto collaudato è Berardi, che si accentra per sparare il sinistro, da omologo di Insigne. Le alternative provate a destra sono Bernardeschi e Politano, mentre a sinistra manca uno alla Chiesa e il ct, se non c’era Insigne rifinitore, ha usato Pellegrini e Bernardeschi, per liberare il corridoio al terzino di nome ala di fatto (Spinazzola o Emerson). 

Ora si affaccia a destra anche la candidatura di Zaniolo, dopo gli infortuni sempre più scattista di potenza: può diventare il jolly d’attacco per il play-off. Dove i titolari saranno quelli dell’Europeo, da Donnarumma a Bonucci, Chiellini, Barella, Jorginho, Verratti, Immobile. Mancini tiene d’occhio tutti gli altri (Scamacca, Raspadori, Kean, El Shaarawy), ma con la Macedonia del nord e a maggior ragione nell’auspicabile spareggio in Portogallo o in Turchia non si preannuncia turnover. Sullo stage di fine gennaio, che al ct sarebbe utile per provare Joao Pedro, nicchiano i club, sotto emergenza Covid. Si decide in queste ore. Buone notizie: la crescita di Tonali e Bastoni, il recupero di Spinazzola a febbraio e il patto tra i veterani, su tutti l’acciaccato Insigne, Immobile e Verratti. Insigne lo ha giurato a Mancini: prima di Toronto, vuole prenotare il Qatar. Chiesa fa il tifo per loro. Cioè anche per se stesso.

Fonte Repubblica.it

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