Haaland, il cugino Albert Braut Tjaaland segna due gol a partita

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Nati per giocare a calcio, Erling Braut Haaland e il cugino Albert Braut Tjaaland. Meglio, non nati ma costruiti come insinua una petizione online firmata da oltre due milioni di tifosi inglesi: chiedono, scherzosamente, l’esclusione del centravanti del Manchester City dalla Premier League perché sospettano che sia un robot. E il dubbio è lecito, visti i 15 gol in nove partite di campionato. Assemblato in un laboratorio calcistico potrebbe essere anche il suo parente di 18 anni: stesso secondo nome, cognome quasi uguale, fisico altrettanto potente (ma con otto centimetri in meno, 186 contro 194), 64 gol in 37 presenze nelle giovanili del Molde, squadra della Norvegia dove è cresciuto anche Erling. La media-gol di Albert è simile a quella del cugino più celebre, sull’1,7 reti a partita. Differenza più evidente: la punta di Guardiola è una sentenza col mancino, il biondo nato nel 2004 abbatte record di precocità col destro. Stessa potenza nei contrasti, stesso dominio sui palloni alti. Non è da escludere che presto un nuovo vichingo sbarchi in Inghilterra in cerca di fortuna come già fatto dal suo predecessore.

Gli Haaland, famiglia di calciatori

Predecessori, meglio, perché l’albero genealogico degli Haaland unisce le persone con i palloni al posto dei puntini. Alf-Inge, padre di Erling, fu difensore dai modi ruvidi di Nottingham Forest, Leeds e Manchester City negli ultimi Anni 90. Anche per questo, oltre ai quaranta milioni di euro a stagione che arriva a guadagnare grazie ai bonus, l’Haaland più famoso ha scelto di giocare per la sponda azzurra di Manchester. Lui, concepito in uno spogliatoio – leggenda perfetta per accompagnare le gesta dell’eroe – con i quattro gol segnati ai rivali dello United, calpestati 6-2, ha vendicato il padre, costretto a lasciare il calcio a trent’anni per un intervento assassino di Roy Keane, Diavolo Rosso per eccellenza. Ancora una volta, la famiglia di mezzo. “Ammiro mio cugino come un modello – ha raccontato il giovane Albert – quando ci sentiamo mi dà sempre dei consigli”. Magari lo avrà invitato a mangiare una teglia di lasagne dello zio Alfie prima di ogni partita. Con lui funziona a meraviglia.

Jonatan Brunes, l’altro cugino calciatore di Haaland

Ma c’è un altro gigante biondo del clan Haaland che corre e lotta nei campi innevati della Norvegia. Ancora non segnerà gol in sequenza come i cugini Jonatan Brunes, ovviamente Braut di secondo nome, ma mette paura agli avversari solo per la somiglianza col centravanti del City. Sono coetanei, la loro carriera non sarà certo la stessa, ma gli inizi lo sono stati. Alf, Erling, Albert e Jonatan hanno tutti mosso i primi passi nelle giovanili del piccolo Bryne, squadra della Serie B norvegese. Club che ha saputo crescere una stirpe di calciatori. O che la fortuna ha scelto di affidargli. Poco importa, la nebbia della leggenda avvolge il ricordo, mentre un altro vichingo della famiglia Haaland è pronto a salpare per prendersi l’Europa. A suon di gol.

Fonte Repubblica.it

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