Guardiola parte male, Manchester City subito ko: Community Shield al Leicester

LONDRA – Dopo la sberla della finale di Champions persa lo scorso maggio contro il Chelsea, comincia male anche questa stagione del Manchester City di Pep Guardiola, in nuovo look casual, t-shirt bianca e jeans nero. Certo, le assenze. Ma le aveva pure il Leicester che, dopo la vittoria dell’FA Cup proprio qui a Wembley qualche mese fa ancora contro il Chelsea, ora incassa anche la Community Shield, la Supercoppa inglese. Anche stavolta 1-0 per le “volpi” di Brendan Rodgers, con rigore decisivo all’89esimo di Iheanacho, dopo il goffo fallo commesso da Aké che conferma ancora una volta di non valere i quasi 50 milioni di euro spesi dai citizens due anni fa.

Leicester più in palla

Ma, al di là dell’episodio del rigore allo scadere, il Leicester ha meritato di vincere questa partita, nonostante una difesa decimata. Le Foxes hanno avuto le occasioni migliori, soprattutto nella seconda parte del primo tempo, quando Vardy ha sbagliato per due volte di fronte alla porta del secondo portiere del Citizens, l’americano Steffen, prendendo anche il palo. Il resto lo ha fatto l’intelligente 4-2-3-1 adattato di Rodgers (talvolta 3-5-2), nonostante le assenze di Justin e Castagne: centrocampo solido come l’anno scorso (Ndidi e Tielemans) e due schegge impazzite come Maddison e Barnes nella tre quarti. Nel secondo tempo poi è entrato il nigeriano Iheanacho, che già l’anno scorso aveva segnato più gol di Vardy, e così il Leicester del sempre impeccabile capitan Schemeichel si è portato a casa pallone e un altro trofeo della sua incredibile favola.

Dentro anche Grealish

Il City invece non è mai stato davvero in partita. L’impressione è che molti suoi giocatori fossero ancora in vacanza. Mira sempre sballata, da parte di tutti, vecchi come Mahrez e Gundogan, e nuovi come il 18enne Edozie, che un po’ ricorda Sané ma poi deve abbandonare addirittura al 60esimo per crampi. Ecco dunque il momento di Jack Grealish, mister 100 milioni dall’Aston Villa, il fantasista, l’idolo delle folle e il giocatore inglese più costoso della storia, più di Gareth Bale.

Ma Grealish non ha cambiato la partita. Anzi, si è appiattito sull’inconcludenza del resto della squadra, nonostante qualche buono spunto. Ma nulla di decisivo. Del resto, come aveva avvertito Guardiola prima di questa finale, il 25enne aveva fatto solo un allenamento, mentre altri giocatori della nazionale inglese sono ancora fuori, come i gioielli Sterling e Foden, o lo stesso belga De Bruyne. Il ragazzo non doveva neanche giocare, ma il tecnico spagnolo non ha avuto scelta. Certo, però, la storia di Grealish è tutta da scrivere: un sublime anarchico come lui dovrà dimostrare di entrare nei meccanismi delle squadre di Guardiola, di poter giocare stabilmente in una squadra di stelle e non essere l’unica star all’Aston Villa e soprattutto dovrà dimostrare di valere 100 milioni.

Niente Messi, è dura per Kane

Insomma, il City quest’anno non avrà certo vita facile e dovrà sudarsela parecchio per confermare almeno la vittoria del campionato dell’anno scorso, per non parlare della Champions League dove il Psg sembra una squadra “all star” stile Nba potenzialmente imbattibile e devastante. A Guardiola invece è rimasto un po’ l’amaro in bocca per il caso Messi: non ha mai fatto mistero di volersi ricongiungere con la Pulce, ma l’annuncio dell’addio al Barcellona è arrivato poche ore dopo quello dell’acquisto di Grealish. L’operazione sarebbe andata in porto lo stesso con Messi a parametro zero? Chissà. Anche l’acquisto di Kane dal Tottenham, per altri 100 milioni, non sarà facile. Insomma, poteva cominciare meglio per Pep. Vedremo il resto.

Fonte Repubblica.it

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