Francia-Australia 4-1: Giroud a suon di record, Rabiot e Mbappé. I campioni non sbagliano

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AL WAKRAH – La Francia ha vinto, sì, ma farlo con l’Australia non comporta chissà quale celebrazione. Questo largo 4-1 è piuttosto una sorta di benedizione, con spargimento di incenso e aspersione di acqua sacra, perché il rischio che sui Bleus s’abbattessero pessimismo, vittimismo, ansia e manie di persecuzione era davvero palpabile. Dopo neanche dieci minuti hanno preso un gol perché un giocatore, un altro, il sesto in poche settimane, s’è infortunato, praticamente il colmo dei colmi della sfiga: Lucas Hernandez ha allungato la gamba per provare a fermare Leckie e il ginocchio s’è storto lì, senza speranza (il guaio pare serio assai), mentre l’australiano scappava via e crossava per la spaccata vincente di Goodwin.

<<La cronaca della gara>>

Deschamps ha preso a scuotere la testa con quell’aria di rassegnata accettazione che ti prende quando inizi a pensare “non me ne va mai bene una”, mentre sulla nazionale era pronta ad abbattersi la cosiddetta maledizione del detentore, visto che in questo millennio soltanto una volta (il Brasile nel 2006) la formazione campione in carica aveva vinto la partita d’esordio e tutte (a parte quel Brasile, poi fatto fuori proprio dalla Francia ai quarti) erano poi uscite ai gironi con ignominia. Hai voglia di assicurare che a quelle cose non credi: in quel preciso istante sui francesi era piombata una cappa di negatività che sembrava li potesse soffocare senza rimedio e invece da lì in avanti i problemi si sono trasformati in opportunità. La sfiga ha portato bene.

Al posto di Lucas Hernadez è entrato suo fratello Théo, che ha scosso a modo suo la fascia sinistra, ha scoperto che il suo compagno di fascia Mbappé è un Leao che non s’appisola mai ed è da quella parte lì che la Francia ha cominciato a scuotersi dal malmostoso torpore da cui s’era fatta prendere, mentre i marcantoni australiani scavallavano a tutto campo e affondavano tackle animaleschi approfittando del pallido spavento altrui. Ma poi è arrivato il pareggio con un colpo di testa di Rabiot, il rimpiazzo dell’infortunato Pogba (cross di Théo), e poi ancora il sorpasso di Giroud, la controfigura dell’infortunato Benzema, dopo un’azione cominciata e rifinita dal polipesco Rabiot, e poi, verso la fine, anche la doppietta del milanista, di testa, su invito di Mbappé: la serie A era soltanto la risorsa di riserva della nazionale francese ed è invece diventata quella che l’ha tirata fuori dalla cupezza emotiva nella quale stava precipitando.

Mbappé, l’unico ad aver segnato pur non essendo dei “nostri” (d’altronde non aveva nessun malato da sostituire), è fuori contesto, perché è di un altro mondo: quando la partita ha preso finalmente la piega dell’ottimismo, l’orientamento generale è stato di fargli segnare quante più reti possibili, perché è chiara l’intenzione di imporlo senza discussioni come il giocatore più forte tra gli esistenti, e basta con Messi e Ronaldo. Di gol gliene è venuto uno solo e nella maniera più inusuale, di testa, su cross al bacio del suo omologo Dembélé, che s’è finalmente tolto di dosso tutti i difetti e le pigrizie che avevano compromesso la maturazione del suo giovane talento (nei suoi primi anni a Barcellona trascorreva le notti con videogiochi e junk food, con la conseguenza di passare da un infortunio muscolare all’altro) e adesso risulta l’ideale controsbilanciamento dell’attacco francese: se una fascia è ostruita (gli australiani raddoppiavano, triplicavano) si può sfondare sull’altra, perché il dribbling di Dembélé non è né meno rapido né meno puntuto di quello del compagno, anche se lui ha molta meno confidenza con la porta.

Giroud, in mezzo ai due, ha fatto il suo sporco lavoro di perno, di sponda, di occupatore di spazi, aggiungendo una doppietta (ha raggiunto Henry a quota 51 come miglior marcatore della Francia) e un senso di felicità condivisa che Benzema non esprimeva del tutto. “In effetti ci era venuta paura”, dirà alla fine il milanista, “ma poi Deschamps ci ha detto: mettete la sveglia”. E quindi i francesi hanno renversé la vapeur, per citare alla lettera la frase usata da Giroud, un’immagine appropriata: il vapore ha cambiato direzione perché la Francia ha smesso di giocare (e di pensarsi) controvento.

Fonte Repubblica.it

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