Fiorentina-Milan 4-3, Vlahovic e Ibra a suon di doppiette: ma la vetta rossonera è a forte rischio

FIRENZE – Il timore della prima sconfitta del Milan in campionato si era già avvertito nel quarto d’ora iniziale di una serata approcciata con inusuale mollezza e con alcuni accorgimenti tattici che hanno frenato l’abituale impeto offensivo, favorendo la coraggiosa Fiorentina di Italiano, allenatore assai indigesto a Pioli: anche nello scorso campionato, a La Spezia, ne spezzò la costante ascesa. Questa volta la batosta si è concretizzata attraverso un 4-3 scoppiettante, ma fatto anche di errori reciproci. E’ stato come se il Milan, nel tentativo di farsi più riflessivo, avesse perso l’istintiva vocazione all’arrembaggio, dote spesso vincente quest’anno. Salutato da un affettuoso striscione della Curva Fiesole, Pioli ha scelto formazione e sistema verosimilmente funzionali alla preparazione del decisivo appuntamento di Champions, mercoledì a Madrid in casa dell’Atletico, dove scoprirsi sarebbe letale e dove la necessità di vincere, per conservare la flebile speranza di entrare negli ottavi di finale, lo obbliga a non lasciare spiragli agli avversari. Ma questo sistema ibrido – aumento della copertura, ritmo più basso – si è rivelato un po’ ingessato: a turno Tonali o Kessié raccoglievano il pallone tra i due difensori Kjaer e Gabbia (in campo per l’infortunio di Tomori e perché Romagnoli è stato preservato per Madrid) e avviavano l’azione, destinata alla coppia d’attacco Ibra (rifinitore)-Leao (seconda punta), alle cui spalle si formava un quartetto poco naturale, con i due terzini Kalulu ed Hernandez ali e con Saelemaekers e Diaz interni. Il rimescolamento si sarebbe potuto trasformare in vortice solo se la staticità degli interpreti non avesse snaturato Saelemaekers, che ha disertato la fascia, e Kessié, privato delle sue incursioni. L’unico a giovarsi della metamorfosi è stato Leao: più vicino all’area, ha fatto razzie in dribbling.

<<La cronaca della gara>>

Emegenza difensiva viola attenuata

Italiano ha attenuato la notevole emergenza difensiva, puntellando il centrocampo col pressatore Duncan. La partita è stata tuttavia indirizzata dal vantaggio fortuito, presto regalato proprio a Duncan, in concorso di colpa, sia dall’ex Tatarusanu, con la mancata presa su corner, sia da Gabbia, il sostituto di Romagnoli (preservato per Madrid dopo l’infortunio di Tomori), che si è meritato il rimprovero di Ibra per la dormita in area. L’avvoltoio Vlahovic di testa si è avvicinato al 2-0, ma le parate di Terracciano su Tonali e Leao e un inconsueto sperpero di Ibra, di testa su cross di Kjaer, parevano i segnali dell’ineluttabile pari. Invece la svagata gestione di un pallone davanti all’area ha offerto all’altro ex Saponara (a Milanello una dimenticabile stagione e mezza) il pezzo forte del repertorio, il destro a girare.

Ibra illude, Vlahovic chiude

 Dopo un’ora, preso atto della precarietà, Pioli ha innestato Giroud, Messias e Florenzi, ma  Duncan ha punito lo sbilanciamento col lancio per lo scatto letale del 3-0 di Vlahovic. Eppure la Fiorentina si è distratta e Ibrahimovic ha illuso e si è illuso con una doppietta in soli 5’, da quarantenne in fiore: nella serata degli ex in chiaroscuro, Bonaventura gli ha servito un assist masochistico. Poco più tardi Hernandez in fuga gli ha porto una palla da scaraventare in porta. I crampi di Leao hanno segnato una pausa nell’assalto al 3-3. Così la supponenza di Hernandez, che si è fatto soffiare palla nei pressi di Tatarusanu, ha permesso a Vlahovic di eguagliare Hamrin per numero di gol (27) di un giocatore della Fiorentina in un anno solare. E ha scritto il risultato: l’immarcabile Ibra (traversa di testa, con carambola su Venuti e autogol) non ha potuto completare la rimonta. Il Milan è un po’ meno primo, mentre aspetta Inter-Napoli e la sua complicata Champions.

Fiorentina-Milan 4-3 (2-0).
Fiorentina (4-3-3): Terracciano, Odriozola, Venuti, Igor, Biraghi, Bonaventura (24′ st Castrovilli), Torreira, Duncan (47′ st Maleh), Callejon (24′ st Gonzalez), Vlahovic, Saponara (25 Rosati, 31 Cerofolini, 19 Frison, 17 Terzic, 24 Benassi, 34 Amrabat, 33 Sottil, 28 Distefano, 67 Munteanu). All.: Italiano.
Milan (4-2-3-1): Tatarusanu, Kalulu (12′ st Florenzi), Kjaer, Gabbia, Hernandez, Kessié, Tonali (29′ st Bennacer), Saelemaekers (12′ st Messias), Díaz (12′ st Giroud), Leao (35′ st Krunic), Ibrahimovic (83 Mirante, 96 Jungdal, 24 Kjaer, 13 Romagnoli, 5 Ballo-Tourè, 41 Bakayoko, 64 Pellegri). All.:Pioli.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata.
Reti: nel pt 15′ Duncan, 46′ Saponara; nel st 15′ e 40′ Vlahovic, 17′ e 22′ Ibrahimovic, 51′ Venuti (aut.).
Angoli: 5 a 5.
Recupero: 1′ e 6′.
Ammoniti: Castrovilli e Hernandez per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 32.567, incasso 862.863 euro. 

Fonte Repubblica.it

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