Fiorentina, Italiano: “Vlahovic sa tutto di noi, ma anche noi lo conosciamo..”

FIRENZE – “Non è una gara come le altre”. La Fiorentina ha scelto questo claim per lanciare la vendita dei biglietti per la sfida alla Juventus, semifinale d’andata di Coppa Italia, che segnerà anche il ritorno per la prima volta di Dusan Vlahovic da avversario. Con la maglia bianconera. In palio, oltre alla finale, c’è anche il sogno di tornare ad alzare un trofeo che a Firenze manca da 21 anni. Oltre, ovviamente, all’accesso diretto alla prossima Europa League che è anche un obiettivo che la squadra di Vincenzo Italiano insegue in campionato. L’allenatore viola conosce benissimo Vlahovic, è stato il suo punto di riferimento in attacco fino a un mese fa. Ma quella di mercoledì 2 marzo (ore 21) al Franchi non sarà soltanto la sfida a Vlahovic. Sarà molto di più.

Crede alle parole di Allegri e al turnover che potrebbe mandare in panchina Vlahovic?
“Non so, sono problemi suoi e sono decisioni che prenderà lui ma non sappiamo quando. Comunque noi, qualsiasi formazione ci sarà in campo, dobbiamo cercare di essere squadra vera e affrontare la Juventus con maturità dal momento in cui si giocheranno due gare. La preparazione è iniziata subito dopo la sconfitta col Sassuolo. Essere più arrabbiato mi fa arrivare più attento. So quanto è importante per la città ma anche per noi lo è, perché è una semifinale e sappiamo che dobbiamo affrontarla da squadra attenta a tutte le situazioni”.

Che pensa dell’accoglienza che verrà riservata a Vlahovic? Cosa si aspetta?
“Mi è successo qualcosa di analogo tre settimane fa (il riferimento è al ritorno a Spezia da allenatore avversario, furono fischi e insulti per tutta la gara, ndr) ma stavolta non fa parte delle mie preoccupazioni nella preparazione della partita. Le mie preoccupazioni sono altre: ovvero che loro hanno tante frecce e nell’ultima di campionato hanno segnato con più pedine, che sono forti in difesa e in attacco. Mi auguro che lo stadio spinga noi, come ha sempre fatto, per ottenere un risultato positivo. Quando vuole lo stadio è il dodicesimo uomo in campo: qui quando il clima è caldo, è bellissimo”.

Ha ripensato agli episodi delle espulsioni dei suoi giocatori?
“Dobbiamo distinguere tra situazioni di gioco e altro che invece non deve succedere. Noi battiamo su questo tasto: togliendo le espulsioni per proteste e robe non di campo, siamo in linea con le altre. Un’espulsione come l’ultima non deve esistere e non deve esistere che da qui in avanti un giocatore metta in difficoltà i compagni e il risultato. Ma avendo a che fare con gente intelligente, sono sicuro che non accadrà più se non per falli di gioco. Spero si entri in campo concentrati per 94′ come in campionato. Ma dobbiamo stare molto attenti”.

Cosa può avere in più la Fiorentina rispetto alla Juventus?
“In queste due partite abbiamo in più l’ambiente, il clima di domani, quello che si percepisce. Per l’importanza della partita e per la rivalità tra le due squadre. Cercheremo di onorare al massimo questo tipo di partite perché quando vai a lavorare in un posto devi conoscere certe situazioni. Noi dobbiamo cercare di portare dalla nostra parte il pubblico e sfruttare questo facendo poi una super gara. Non dimentichiamoci poi che si giocano 180 minuti”. 

Come sta la sua squadra?
“Abbiamo cercato di tutelare gente che non era al 100%. Chi è rimasto fuori non poteva darci garanzie, chi va in campo deve dare sempre la stessa impronta. La partita di Sassuolo infatti è stata decisa da due episodi ma ho visto una grande Fiorentina che ha creato tante palle gol. Però a volte manca cinismo sotto porta. Abbiamo recuperato energie comunque”. 

Chi sarà avvantaggiato tra Vlahovic e i suoi difensori che lo conoscono?
“Conosciamo dove vuole e può farci male ma è vero anche il contrario. E’ un 50 e 50. In determinate situazioni siamo però leggeri e percepiamo poco il pericolo. Dusan conosce vita, morte e miracoli di ciò che potremo proporre ma anche noi conosciamo tutti i suoi pregi e difetti. Ecco perché non possiamo sbagliare l’approccio mentale e dovremo essere maturi. Dusan ha una dote: su tre palloni, due li mette dentro. Ma noi dobbiamo dimostrare maturità anche alla luce del ritorno: non bisogna mettere in difficoltà il compagno e rischiare se non è il caso”. 

Fiorentina, Italiano: "Vlahovic sa tutto di noi, ma anche noi lo conosciamo.."Fonte Repubblica.it

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