Fiorentina, Italiano: “Per competere con le grandi dobbiamo sempre andare a mille, Spezia nel mio cuore”

FIRENZE – La partita di Italiano, nell’incrocio con lo Spezia di domani al Franchi (ore 15). Proprio in Liguria il tecnico viola ha fatto la storia, portando prima la squadra in Serie A per la prima volta in assoluto e poi salvandola tramite gioco, idee, identità. La missione di Italiano, versione Fiorentina, è quella di arrivare più in alto possibile tramite proprio le sue sue regole di gioco e identità. Al momento i viola sono ottavi: 5 vittorie, 5 sconfitte nei primi dieci incontri del campionato. Dopo Spezia ecco la gara più sentita contro la Juventus e poi, dopo la sosta per le nazionali, quella interna contro il Milan. Dunque arrivano sfide che sembrano esami: ecco perché i viola non potranno fallire quella coi liguri, per poi provare a sognare.

Assente Gonzalez, ancora positivo al covid. Assente anche l’infortunato Pulgar, mentre Castrovilli si candida per una maglia da titolare a centrocampo. In attacco Vlahovic inamovibile e Saponara che scalpita nel tridente.

Allo Spezia lei ha fatto la storia, che effetto le fa affrontarlo?
“Per me non è una gara come le altre, per quei due anni straordinari dove ho conosciuto un ambiente fantastico, persone stupende. E’ normale che siano partite non belle da affrontare a livello emotivo. Si scende in campo per vincere e sarò avversario per 95′ ma non sarò mai nemico di quella gente. Due anni irripetibili, che mi porterò sempre dentro. Ognuno ha il proprio modo di interpretare il calcio, con le proprie idee: noi cercheremo di riproporle sempre”.
Quanto può incidere lo stadio Franchi nel rinvigorire questa Fiorentina?
“Ho il fuoco dentro perché sto iniziando a non accettare queste sconfitte, secondo me immeritate. Mi brucia dentro ogni volta che sento il triplice fischio: cinque sconfitte su dieci partite, alcune immeritate. Ma perdere mi fa andare in bestia e la partita di mercoledì scorso faccio fatica a digerirla. Se dobbiamo avere un certo tipo di mentalità, allora quelle gare non devi perderle. Quando giocavo al Franchi da avversario, iniziavo a pensarci giorni prima: una sola volta qui ho vinto ma non la conto neanche. Mi auguro che in casa la Fiorentina possa togliersi delle soddisfazioni, che possa imporre la propria identità giocando con personalità come fatto a Roma”.
Sulla situazione in attacco e di Vlahovic…
“Uno degli obiettivi che avevamo era quello di avere il più possibile la palla; abbiamo il secondo miglior possesso palla del campionato. Dobbiamo avere più intraprendenza, voglia di incidere, maggiore concretezza: è un peccato non sfruttare tutto ciò che si crea e così non fare punti. La Fiorentina deve crescere sotto questo punto di vista. Con più convinzione e furore le ultime due trasferte perse 1-0 potevano avere un risultato differente. La responsabilità non è soltanto di Vlahovic: penso agli altri attaccanti e ai centrocampisti, oppure ai terzini. Potevamo far male e non ci siamo riusciti: cercheremo di migliorare”.
Che pensa di Castrovilli finalmente tornato?
“Gaetano è un giocatore con caratteristiche diverse rispetto agli altri compagni di reparto. Ha un cambio di passo e presenza in area, deve avere maggiore intraprendenza, essere più decisivo ed efficace palla al piede. Non deve accontentarsi, deve pretendere di più, essere più esigente con sé stesso. Va recuperato dal punto di vista fisico perché l’infortunio è stato brutto: siamo qui a dargli una mano, adesso sta meglio ma deve iniziare anche lui a incidere. E’ un campione d’Europa e dico questo perché lo vorrei sempre decisivo”.
Quanto è importante Bonaventura nella costruzione del gioco offensivo?
“Bonaventura ha sempre giocato, con la Lazio ho cercato di dargli un tempo di riposo con tre partite in una settimana. È l’unico centrocampista andato in gol, è un giocatore che sa stare in quelle zone e per noi è importante anche se deve pretendere anche lui di più da sé stesso. Poteva fare più gol. Ma come lui gli altri centrocampisti devono imparare ad attaccare meglio”.
Tante gare in pochi giorni: che pensa del calendario?
“L’unica difficoltà che trovo in queste gare ravvicinate è che non si può preparare una partita nel minimo dettaglio. In un allenamento devi prepararti e fare tutto: palle inattive, strategia, conoscenza degli avversari. E poi gestire energie, forze fisiche, recuperi. Mi è dispiaciuto che tutte le volte che venivamo da una vittoria poi dopo pochi giorni dovevamo tornare in campo: potevamo goderci di più i successi. Mi sento più protetto quando si hanno più allenamenti a disposizione per preparare una gara”.
Come sta Saponara?
“Ha già stretto i denti per la gara col Cagliari, dove ha fatto una partita strepitosa. Con la Lazio non volevo rischiarlo dall’inizio, non è al 100%. Adesso sta migliorando e mi auguro che per domani arrivi in una condizione che gli permetta di esprimersi come contro il Cagliari. Può determinare, essere decisivo. Come si esprimono gli attaccanti, i tre davanti, poi condiziona tutta la gara. Il secondo gol è l’esempio: Vlahovic che manda Saponara che poi serve Gonzalez. Se c’è quella determinazione, poi tutta la squadra ne trae vantaggio”.
Per stare al ritmo delle altre la sua Fiorentina deve sempre andare a mille?
“Penso anche io questo. Se vogliamo competere con quelle davanti, dobbiamo andare sempre al mille in ogni gara. Con furore e qualità perché quando rallentiamo, gli altri hanno qualcosa in più e tutto alla fine torna. Ci meritiamo di stare in quella classifica: tutti vorremmo stare in alto e giocare come contro il Cagliari. Forse questo avverrà un giorno, forse sono un sognatore e ci alleniamo per raggiungere quel tipo di prestazioni: ma la Fiorentina deve andare fuori giri per restare al massimo e competere ad alti livelli almeno per ora. Quando non lo fa, perdiamo qualcosa. Vedi Venezia. Questo può essere anche uno stimolo per lavorare sempre al massimo anche durante gli allenamenti. La Fiorentina non deve valutare niente, specie lo Spezia che gioca bene ed è compatto. Se pensiamo che sarà una gara semplice, dimentichiamolo”.
Var e allenatori: cosa pensa?
“Non sono mai stato espulso in quattro anni di professionismo. Ho grande rispetto per l’arbitro e cercherò sempre di essere questo. Abbandonare la squadra per un’espulsione, non potrei sopportarlo. Penso più alla squadra e ad incitare i miei calciatori. Si può essere in disaccordo con loro ma ho rispetto. Se poi ti danno quattro o cinque rigori inesistenti contro, anche io sbroccherei”.

Fonte Repubblica.it

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