Fiorentina, Italiano: “La Juve non muore mai, ma ispiriamoci a quello 0-3…”

FIRENZE – Cristiano Biraghi, il capitano della Fiorentina, a Repubblica l’ha paragonato niente meno che ad Antonio Conte. Per il suo essere esigente con sè stesso e con la squadra. Un martello, sia in allenamento che in partita. E’ Vincenzo Italiano, il tecnico dei viola che sabato 6 novembre (ore 18) affronterà all’Allianz Stadium una Juventus reduce da due sconfitte di fila in campionato, spezzate però dalla fondamentale vittoria in Champions in settimana. Italiano dovrà fare a meno di Gonzalez ancora positivo al covid e degli infortunati Pulgar, Kokorin e Dragowski. Ci sarà però Vlahovic, forte della sua tripletta messa a segno nell’ultima gara contro lo Spezia. Queste le parole del tecnico alla vigilia della sfida più sentita a Firenze.

Qual è la vera Juventus e come si affronta?
“Nel bene o nel male la Juve è sempre una squadra che ha qualità, che non muore mai e si è visto anche in Champions con una grande prestazione. Arriva con una fiducia diversa in campionato e affrontiamo una squadra che davanti ha una qualità esagerata, con giocatori veloci, tecnici. Dovremo stare attenti ma l’affronteremo come abbiamo fatto in queste prime undici gare che abbiamo approcciato sempre bene. Dovremo essere quasi perfetti perché ogni volta che si arriva prima della sosta, chiedo di dare qualcosa in più. Sappiamo dell’importanza della gara”.

Con la Juve la sua 50 esima panchina in Serie A: che bilancio?
“Sono contento di quello che ho ottenuto in un anno e mezzo nella massima serie. Penso sia uno dei campionati più difficili, dove se non ti prepari bene rischi di perderle tutte. La preparazione in Italia è diversa rispetto alle altre nazioni. Sono felicissimo dell’esperienza che ho fatto, spero di togliermi ancora tante soddisfazioni con questa maglia, con questi ragazzi, con questo ambiente. Batterò su questo perché ottenere risultati non è facile ma quando ci riesci, sono gioie indescrivibili”. 

E’ l’esame di laurea per la sua squadra?
“So quanto ci tenga la piazza a questa gara contro la Juve, lo percepisco anche dai ragazzi che sono qui da qualche anon. L’abbiamo preparata bene, è un test difficile ma è ancora presto. Cercheremo di arrivare pronti a questo test, cercando di dare il massimo”. 

Allegri pensa a una squadra più offensiva: vi teme?
“La Juve ha tante qualità, tante alternative nei singoli. Vorrà cercare di vincere la partita ma noi dovremo essere sempre gli stessi, con le nostre qualità. Se uno vuole intraprendere una squadra, deve andare a Torino e cercare di fare quel che prova in settimana. Se poi loro sono bravi a pressarci, ci dovremo stare. Ma vogliamo stare il meno possibile nella nostra metà campo, sia con una Juve offensiva che meno. La Fiorentina farà quello che ha sempre fatto, sperando di crescere ogni settimana. Spero di uscire con tante risposte positive”.

Gonzalez sarà out anche con la Juventus?
“Confermo che non avremo Nico, è una certezza. Dal momento in cui ritornerà ad essere a disposizione, è quasi impossibile rimetterlo subito in campo ma cercheremo di riportarlo a regime e in condizione. Cerchiamo di tenere tutti lontano dagli infortuni, ci spaventano tanto. Quando Nico sarà a disposizione, faremo un percorso per rimetterlo in condizione”.

Riguarderà la gara dell’anno scorso? Il 3-0?
“Me la ricordo bene, fu una grande vittoria per la Fiorentina. La squadra  sfruttò nel migliore dei modi il grande vantaggio della superiorità numerica, So che la vittoria fu festeggiata molto, cercheremo di replicarla. Le partite sono tutte diverse, la Juve rimane una squadra forte e va affrontata bene. Son curioso di vedere cosa ne verrà fuori”. 

Cosa ha capito dell’importanza della gara con la Juventus?
“Al momento del fischio domenica scorsa contro lo Spezia già c’erano dei tifosi che mi dicevano: ‘Mister ricordati che c’è la Juve’. Questo mi fa capire dell’importanza della gara per la nostra gente. Ci teniamo anche noi, per la classifica e per la crescita. Sarà una gara importante, ci sono tre punti a disposizione: ci interessano quelli. E’ presto adesso per collocarci in una dimensione diversa da quella che vogliamo ricercare: ovvero crescere e maturare. Col cambio di tanti allenatori, alcune squadre stanno ricercando la loro identità: noi siamo un cantiere aperto, è una gara importante. Ma lo è ancora di più pensando alla nostra crescita”. 

Vlahovic e il suo momento di forma eccezionale: che si aspetta?
“Pariamo di un ragazzo che in 11 partite ha fatto 8 gol. In qualche gara non siamo riusciti a servirlo bene, per sfruttare tutto il suo potenziale. Si è sempre impegnato, in campo dà l’anima, senza palla rincorre tutti, quando siamo in possesso cerca di dettare i tempi. In una gara siamo riusciti a metterlo nelle condizioni di lavorare in area di rigore. Un attaccante che arriva da una tripletta, su autostima e fiducia sarà al massimo: vedere arrivare Dusan a questa gara con questo entusiasmo per me e per tutti noi ci dà fiducia. Non leggo tantissimo ma quelle poche volte ho letto di Arsenal, Tottenham, City, Juve, di tutto di più. Penso siano solamente voci, sono poco credibili. Dusan è concentrato solo sul campo”.

Biraghi l’ha paragonata a Conte, come un martello…
“Mi fa piacere essere accostato a un tecnico così. Ringrazio Cristiano per il confronto. Perdere non piace a nessuno, uscire sconfitto è qualcosa che mi fa star male. A volte però le sconfitte ti fanno maturare, ti aiutano ad aggiustare dettagli e situazioni. Se i ragazzi hanno percepito questo, mi auguro che non mi facciano più stare male. Lavoriamo per evitare che si verifichino sconfitte come alcune che abbiamo subìto”. 

Che differenze tra allenamento e partita?
“Non è mai uguale alla partita, in allenamento simuliamo quello che succede in gara ma poi in partita bisogna essere più concentrati, avvertire il pericolo. Cosa che puoi solo simulare al campo d’allenamento”. 

Che pensa di Sottil?
“Ha qualità fisiche importanti, ha cambio passo, velocità, uno contro uno che per un esterno offensivo sono qualità decisive. Deve crescere in concretezza, di essere più nel vivo in area di rigore. Spesso non riesce ad arrivare a riempire l’area, a non affiancare l’attaccante. Ne ho visti tanti di calciatori, specie esterni d’attacco, che devono lavorare su questo aspetto. Gli esterni nel nostro sistema sono attaccanti: lui deve migliorare in questo, poteva segnare qualche gol in più. Deve essere più esigente per l’allenatore e per sé stesso. Questo ti porta a essere decisivo, uomo squadra, a indirizzare le partite. Ci arriverà perché intelligente e capisce bene le situazioni”. 

Ha trovato il giusto equilibrio in difesa?
“Si sono tutti guadagnati la conferma. Il reparto difensivo, rispetto agli altri, è più delicato. I ragazzi hanno lavorato bene, lo fanno anche durante la settimana e in questo momento meritavano di essere riproposti. Quando non abbiamo palla lavoriamo bene, occupiamo bene lo spazio, ci sacrifichiamo. Il sacrificio deve essere alla base di tutto. Sta dando buoni risultati: nelle ultime tre gare abbiamo subìto un solo gol. Sono contento e aggiungo che lo sono ancora di più quando i subentrati sono decisivi come Odriozola e Callejon nell’ultima gara. Mi fa felice questo, vuol dire entrare con la giusta applicazione e questo è un altro step che se riusciamo ad aggiungere, possiamo ottenere di più ancora”. 

Fonte Repubblica.it

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