Fenomeno Gavi, a 17 anni ha già stregato la Spagna

Dopo un quarto d’ora del secondo tempo, con la battaglia tra Italia e Spagna ancora nel vivo, mentre il gioco era fermo, un ragazzino di 17 anni, 2 mesi e un giorno si è preso il pallone e ha iniziato a palleggiare di tacco, nell’attesa che il gioco riprendesse. Come avrebbe fatto un bimbo al campetto con gli amici. E in effetti per Pablo Paez Gaviria, per tutti semplicemente Gavi, è così: “E’ come se giocasse nel cortile della scuola”, dice Luis Enrique, l’allenatore che ne ha fatto il più giovane debuttante della storia della nazionale spagnola, 85 anni dopo Angel Zubieta.

Al Barça a 11 anni dopo 95 gol: “Un agonista nato”

“Parliamo di un caso fuori dalla norma, è difficile vedere uno con così tanta qualità”, il battesimo del selezionatore. Di certo, mentre il mondo celebra il funerale sportivo del grande Barça che fu, lui è andato a pescare tra i rottami quei pezzi che fanno al caso della Roja. A marzo era stato il momento di Pedri, che ha appena 18 anni ma pare già un veterano. Adesso di Gavi, ragazzo nato a Los Palacios y Villafranca, non più di 30 chilometri da Siviglia: aveva iniziato in una squadretta locale, il Liara Balompié, per poi trasferirsi nella cantera del Betis di Siviglia. Al Barcellona è arrivato che di anni ne aveva soltanto 11 e dopo una stagione da 95 gol con la formazione pulcini. Per diventare un prodotto della ormai mitica Masia, che produsse la generazione di Puyol, Xavi, Iniesta, Messi, Piqué e Busquets in meno di un decennio. Ora è la volta di questo ragazzino, centrocampista di tecnica formidabile, velocità di esecuzione altissima, gambe potenti, e come dice uno degli allenatori che lo hanno conosciuto meglio, Frank Artiga, “un agonista nato, uno dei più competitivi che abbia mai visto”.

In otto mesi dal Barça B alla nazionale

“Deve stare tranquillo e avere pazienza”, aveva detto Luis Enrique il giorno prima di lanciarlo sul palcoscenico mondiale. Pazienza. Lui che in Nazionale è arrivato dopo appena 6 partite coi grandi e senza nemmeno passare per l’Under 21. Pazienza, sì. All’inizio del 2021 doveva ancora debuttare nel Barça B, la squadra “filial” dei blaugrana. La prima lo scorso febbraio, giusto il tempo di colpire un palo contro l’Espanyol B. “Sapevo avrebbe giocato bene”, disse il tecnico Garcia Pimienta, “ma bisogna avere pazienza, la sua squadra è la Juvenil A”, più o meno la Primavera. Pazienza, sì, come no. Otto mesi dopo Gavi si é preso soltanto un posto nel Barça dei grandi, il debutto nella Liga il 29 agosto col Getafe, in Champions contro il Bayern il 14 settembre, addirittura una maglia della nazionale spagnola. Da titolare, in una semifinale e contro l’Italia campione d’Europa.

Ora rinnovo con clausola da 500 milioni

In Spagna c’è già chi lo paragona a Iniesta, chi per assonanza a Xavi. Un anno fa aveva rinnovato fino al 2023 con clausola da 50 milioni, per bloccare un paio di tentativi inglesi di ingaggiarlo. Cifra irrisoria, che costringerà il Barcellona a ritoccare ancora il suo contratto: l’obiettivo è tenerlo fino al 2026, visto che la legge spagnola lo permette. La Fifa invece sotto i 18 anni ammette contratti al massimo di 3 anni. L’accordo si troverà su un 3+2 con clausola da 500 milioni. Per evitare che qualche sceicco si tolga lo sfizio di un altro, dolorosissimo scippo.

Fonte Repubblica.it

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