Fame, entusiasmo e talento: i segreti del primato del Napoli

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NAPOLI – Cinque vittorie consecutive tra campionato e Champions League, che sono valse al Napoli il momentaneo e meritato primo posto in classifica in entrambe le competizioni. La doppia trasferta ravvicinata a Ibrox e San Siro era un esame di laurea e la squadra di Luciano Spalletti l’ha superato a pieni voti: imponendosi con relativa facilità in Scozia contro i Rangers e con molte più difficoltà in casa dei campioni d’Italia del Milan, facendo tra l’altro bottino pieno nonostante l’assenza pesante per infortunio di Victor Osimhen. Gli azzurri hanno saputo fare a meno del bomber nigeriano e alla ribalta sono saliti proprio i suoi sostituti: Giacomo Raspadori e Giovanni Simeone, autori di due gol a testa nelle ultime quattro partite. L’argentino ha deciso la sfida al vertice con i rossoneri e dato continuità alla partenza a razzo dei nuovi acquisti estivi, che hanno realizzato finora esattamente la metà delle 22 reti complessive della loro squadra. È la prova più concreta dell’ottimo lavoro svolto nei mesi scorsi dalla società di Aurelio De Laurentiis, che sta trasformando in un trampolino di lancio la rivoluzione compiuta sul mercato.

Simeone riserva di lusso

Il nuovo Napoli ha infatti già spazzato via i rimpianti per gli addii di Koulibaly, Insigne, Mertens, Ospina e Fabian. A San Siro c’erano al seguito oltre 5 mila tifosi e l’entusiasmo che circonda la squadra ha spinto il club a riaprire a grande richiesta perfino la campagna abbonamenti. Agli exploit iniziali di Kim e soprattutto di Kvaratskhelia, la vera sorpresa di questo inizio di stagione, si sono aggiunti strada facendo quelli di Raspadori e Simeone, che hanno deciso con un gol a testa nel finale le ultime due partite di campionato contro Spezia e Milan. Il centravanti argentino aveva segnato 17 gol (senza rigori) nel torneo scorso con la maglia del Verona e sta diventando riduttivo definirlo una riserva, sia pure di lusso. Spalletti sa di avere molte frecce nel suo attacco e sta lavorando per migliorare le rotazioni anche in difesa e a centrocampo, con Olivera, Ostigard e soprattutto Ndombele che ancora non hanno espresso il loro vero potenziale.

Ancora imbattuto

Il Napoli non è lassù per caso e dà l’idea di avere ancora margini di crescita nel gioco, mentre i risultati (6 vittorie e 2 pareggi nelle prime 6 gare ufficiali della stagione) sono già da grande squadra. Non hanno pesato nemmeno gli impegni ravvicinati in Champions contro Liverpool e Rangers, da cui gli azzurri sono anzi usciti a punteggio pieno e con tanta autostima in più, che si è rivelata decisiva nella sfida ad alta quota con il Milan. Il gruppo di Spalletti ha saputo infatti tenere botta nelle fasi di maggiore difficoltà, aggrappandosi al magic moment dei nuovi acquisti e pure all’esperienza dei superstiti della vecchia guardia: Lobotka, Anguissa, Politano e il capitano Di Lorenzo, bravo a raccogliere il testimone di Insigne.

Kvaratskhelia travolgente

È un Napoli senza primedonne, ma affamato e pieno di entusiasmo, oltre che di talento. Kvaratskhelia è l’uomo simbolo della squadra, travolgente anche nella notte di San Siro. Intorno a lui sta sbocciando però un gruppo omogeneo e compatto, in cui tutti hanno la chance per salire alla ribalta: dal ritrovato portiere Meret al giovane Zerbin, convocati entrambi da Mancini nella Nazionale più azzurra (ben 5 rappresentanti, sommando Di Lorenzo, Politano e Raspadori) della storia. Sulla Serie A soffia il vento della rivoluzione e Spalletti approda alla prima sosta della stagione da capolista, sia pure alla pari con l’Atalanta. Nemmeno la squalifica dell’allenatore è pesata contro il Milan. Superare gli ostacoli sta diventando la specialità della casa.

Fame, entusiasmo e talento: i segreti del primato del NapoliFonte Repubblica.it

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