Europa League, Lazio-Marsiglia 0-0: attacchi all’asciutto, giusto pari all’Olimpico

Non sarà facile, aveva detto Sarri, aspettandosi le alchimie del Gargamella Sampaoli. Così è stato: zero a zero. Primo tempo “masticato mentalmente” da due teorici, ripresa più scoppiettante, passando dalle armi della diplomazia, a una lotta più fisica. Ma tra Lazio e Olympique Marsiglia, che chiudono il loro girone di andata nel gruppo E di Europa League, non è notte da lunghi coltelli. Rivediamoci, dicono ex compagni di squadra e avversari di campionato; match intenso ma facile da dirigere per il turco tedesco Aytekin. L’approccio delle squadre al match è lento e impreciso. Un quarto d’ora per vedere  la prima sortita, una goffa girata sotto porta di Cengiz Under, alta, mentre Sampaoli sembra un maratoneta in tempo di lockdown, macina metri e metri dentro la sua area tecnica: alla fine, se non ci fosse l’area tecnica, sarebbe già ad Ostia…

<< La cronaca della partita >>

Registi d’autore

La sfida tra i due allenatori che sarebbero potuti finire anche sulle panchine opposte, il Bielsito a Roma e il toscano di Faella ad alzare anelli di fumo davanti al Porto Vecchio, è un duello tra scacchisti, o topi di laboratorio. Molta attenzione e rispetto, tanta densità in mezzo, un rompicapo di pazienza, aspettando la mossa sbagliata. Chimici industriali di pallone che – puta caso – nei primi 45′ di “studio” (!) costruiscono una palla gol a testa sulla casualità.

Felipe, il killer che non ti aspetti

La Lazio con il killer improvvisato, Luiz Felipe, difensore con licenza, che va incontro a un cross mezzo abortito di Zaccagni e lo incorna abbassandosi verso l’incrocio opposto (volo di Pau Lopez), replicato dallo stesso difensore sull’angolo successivo, nuova incornata occasionale ma velenosa, pensate girandosi di spalle per dargli peso, e ancora vincente l’ex portiere della Roma. E Sampaoli, l’altro che studiava pallone dietro una grigia scrivania bancaria?

Strakosha e Istanbul dimenticata

Trae vantaggio da un liscio rischioso del geometra del suo centrocampo, gli ingegneri come Payet sono rimasti al bar, per trovare gli spazi in ripartenza che caricano a pallettoni un altro che sente odore di derby, Cengiz Under, naturalmente fischiato, doppia sterzata del turco al limite e tiro verso l’angolo lontano, con Strakosha bravissimo nel gridare al suo stadio che la sventurata serata di Istanbul è dimenticata.

Milik irritante, Immobile in fuorigioco

Sono due squilli, poi c’è qualcosina d’altro, ma anziché ceffoni sono pizzicotti. Come quelli del centometrista Lazzari o del lungo quattrocestista Luan Peres, o la bella tecnica individuale di Lirola, piazzato all’ala dal giramondo marsigliese. Ma Milik e Immobile, per 45′ sono interpreti distratti, il primo non ha misura, il secondo finisce spesso in fuorigioco. Il match insomma ha registi di razza, ma cerca interpreti da Oscar, fin qui il copione non esalta l’estro interpretativo dei più dotati.

In cerca di attori protagonisti

I provini di Sarri e Sampaoli dunque continuano alla ricerca dell’attore protagonista anche nella ripresa. E la recitazione cresce di intensità ed espressione. Poche stecche, però, specie in difesa. Ma le scene – prima alla Bergman – diventano a sprazzi da western all’italiana. L’atmosfera insomma sembra prossima alla scena madre. Che non arriva. Il primo squillo è francese, un traversone di Under supera Strakosha, ma c’è Felipe ad anticipare un Milik persino irritante. La replica è più concreta, Cataldi ispira allo scatto Immobile, il tiro sotto misura finisce alto. C’è bisogno di volti nuovi. Sarri cambia in mezzo e trova in Akpa e soprattutto in Luis Alberto una maggiore espressività artistica, in Pedro tanta action. Immobile fa esplodere l’Olimpico allo scadere dell’ora di gioco, ma è tradito da un piedino, più avanti di tutti. Sampaoli è chiamato a rispondere al suo illustre avversario. Vede il suo OM appiattirsi, ecco allora Dieng per dargli la profondità perduta. Ma è la Lazio ad accelerare, il ruolo di ospitante lo impone.

Due scosse di assestamento

Quando però si cambia, ci sono scosse di assestamento perigliose, così Under scarica su Strakosha un diagonale ravvicinato e poi Felipe è bravissimo a disinnescare un diagonale di Payet su dannosissima palla perduta da Lazzari al limite dell’area. Lo scampato pericolo ridà brillantezza alla Lazio. Zaccagni, ancora poco incisivo, impegna Lopez dal limite dell’area, Immobile in corsa scheggia la traversa da posizione angolata, Luis Alberto ci prova a giro ma non la colpisce bene. Sampaoli vede i suoi franare in mezzo, Kamara ha bisogno di maggiore sostegno e Guendouzi è in riserva. Ecco allora Gueye, mentre pure Milik chiude la sua prova non sufficiente. Dieng si sposta centravanti perché l’ex romanista Gerson si piazza dietro di lui. Negli ultimi dieci minuti ancora uno slot capitolino, Moro dà verve alla fascia e Leiva fosforo in mezzo, lo spagnolo ha un buon impatto, la Lazio effettua una decina di traversoni da destra e manca, ma è l’OM che si vede regalare un pallone facile facile, Payet si presenta davanti a Strakosha, e Sampaoli non sa che è tempo di effetti speciali. Il ralenty. Felipe così fa in tempo a farsi perdonare un errore grossolano e in spaccata toglie la gioia del gol al capitano ospite. Il film della partita è quasi ai titoli finali, manca solo l’assassino. Ma Pedro, in spaccata su traversone di Marusic e soprattutto davanti a Pau Lopez, non è il maggiordomo. Finisce così un film che prometteva molto. Ma i kolossal sono un’altra cosa…

Lazio-Marsiglia 0-0
Lazio
(4-3-3): Strakosha; Lazzari, Luiz Felipe, Acerbi, Marusic; Milinkovic-Savic (11′ st Akpa Akpro), Cataldi (32′ st Leiva), Basic (11′ st Luis Alberto); Felipe Anderson (11′ st Pedro), Immobile, Zaccagni (32′ st Moro). (25 Reina, 41 Furlanetto, 4 Patric, 5 Escalante, 23 Hysaj, 26 Radu, 94 Muriqi). All.: Sarri
Marsiglia (4-3-3): Pau Lopez; Rongier (40′ st Balerdi), Saliba, Caleta-Car, Peres; Guendouzi (28′ st Gueye), Kamara, Payet; Under, Milik (28′ st Gerson), Lirola (16′ st Dieng). (1 Ngapandouentnbu, 30 Mandanda, 3 Alvaro, 7 Harit, 11 Luis Henrique, 20 De La Fuente, 23 Amavi, 34 Sciortino). All.:
Sampaoli.
Arbitro: Aytekin (Ger).
Angoli: 4-3 per il Marsiglia.
Recupero: 0′ e 4′.
Ammoniti: Payet, Kamara Rongier per fallo di gioco.
Spettatori: 12.000.

Fonte Repubblica.it

Condividi
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x
Available for Amazon Prime