Empoli-Roma 1-2: Dybala segna e fa segnare Abraham, i giallorossi si rialzano

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Empoli-Roma 1-2: Dybala segna e fa segnare Abraham, i giallorossi si rialzano

EMPOLI – Ci è voluto il miglior Dybala degli ultimi cinque anni per tirare fuori la Roma dalle sabbie mobili in cui s’era infilata. Se la doppietta al Monza era stata il battesimo romano in una sorta di festa organizzata per lui – con madre e fidanzata al seguito – la serata di ieri vale persino di più. Perché stavolta non c’erano volti amici, la partita non era una comoda discesa, ma un cespuglio di spine. E Paulo non solo ha segnato, ma nel momento più complicato, quando le batterie della sua squadra iniziavano a lampeggiare ha trovato in fondo al cilindro da mago il numero da tre punti: un arco capace di sparire davanti alle gambe dei difensori dell’Empoli per comparire sul piede di Abraham a un metro dalla porta: far segnare il pessimo Abraham di ieri è l’altra metà del numero.

<<La cronaca della gara>>

Tre gol nelle prime sei giornate di campionato Paulo non li segnava da 5 anni, quando ne infilò addirittura 8. Poi, tutti bottini più miseri, 2 l’anno scorso, uno nel 2018 e nessuno nel ’19 e nel ‘20. Un passo deciso per meritarsi il numero 10 a cui in estate aveva prudentemente rinunciato in favore del 21 per non ledere la maestà di Totti. La scelta di Mourinho di risparmiargli gli ultimi 10 minuti è una ammissione sconsolata: il destino della Roma oggi dipende da Dybala. Lo ha voluto per questo, esponendosi ferocemente con il general manager Pinto e la famiglia Friedkin. E magari presto chiederà di lasciare all’argentino anche i rigori, visto che dopo la collezione di errori dello scorso anno, anche il primo di questa stagione ha prodotto un rimpianto, calciato da Pellegrini sulla traversa. Per (sua) fortuna, la Roma non ha dovuto rimpiangerlo. Ma solo per la sorte benevola che ha mandato sul palo il tiraccio dell’ex laziale Akpa Akpro, accolto da “buu” romanisti – c’è da augurarsi fossero per il passato e non per il colore della pelle – ed espulso poco dopo per una scarpata a Smalling.

Succede, se ogni partita è una roulette russa. Un anno fa Mourinho aveva puntato tutto sulla partenza bruciante, l’ideale per ricostruire l’autostima sua e dei giocatori, quest’anno invece ogni partita somiglia a un corpo a corpo tra pesi simili, che l’avversario sia la Juventus o l’Empoli. La Roma attacca buttando il pallone avanti e sperando nel talento di Dybala. E difende come se l’area fosse un maniero in preda alle invasioni barbariche: tutti stretti davanti al portiere, uomo su uomo. La condizione ideale perché una mezza incertezza – condivisa da Mancini e Celik – produca la presa nemica. E tra Akpa e Satriano avrebbero potuto fare male davvero. L’Empoli però non ha questo Dybala.

Empoli-Roma 1-2 (1-1).
Empoli (4-3-1-2):
Vicario; Stojanovic, Ismajli, Luperto, Parisi (7′ st Cacace); Haas (17′ st Akpa Akpro), Marin (37′ st Grassi), Bandinelli; Pjaca (17′ st Bajrami); Lammers (37′ st Cambiaghi), Satriano All.: Zanetti.
Roma (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Celik, Cristante, Matic, Spinazzola (53′ st Vina); Pellegrini (51′ st Camara), Dybala (35′ st Bove); Abraham (35′ st Belotti)  All.: Mourinho.
Arbitro: Marinelli di Tivoli.
Reti: nel pt 17′ Dybala, 43′ Bandinelli: nel st 26′ Abraham.
Angoli: 7 a 7.
Recupero: 1′ e 7′.
Espulsi: Akpa Akpro per gioco pericoloso.
Ammoniti: Parisi, Ismajli e Celik (R) per gioco falloso.
Spettatori: 13.420, incasso 220.161 euro (quota abbonati 37.051).

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