Ecco Kostic, Allegri ora può cambiare la Juve

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TORINO – È significativo che la Juventus abbia accelerato di colpo su Kostic, forzandone l’arrivo, dopo i problemi emersi nelle ultime amichevoli: a quel punto il mancino serbo è diventato un’urgenza, non più un complemento, e in suo nome Allegri potrà operare la riconversione tattica di una squadra che finora non ha funzionato.

La sinistra scoperta e l’urgenza di avere Kostic

Kostic era nel mirino della Juve da mesi, anche per via del suo costo accessibile e dell’ottimo rapporto qualità-prezzo. Ma se a inizio mercato sembrava vicinissimo al bianconero, a un certo punto c’è stato un progressivo allontanamento perché nel 4-3-3 immaginato da Allegri l’ala sinistra doveva essere più un attaccante di movimento (cioè Morata, o in alternativa Kean) che un’ala pura, in attesa del rientro di Chiesa. Ma Morata non è arrivato né arriverà, Kean ha ricominciato a deludere, le soluzioni di scorta (Cuadrado a sinistra e il giovane Soulé) non hanno convinto, Pogba s’è fatto male e l’intero impianto tattico ha cominciato a scricchiolare. Così è tornato alla ribalta Kostic e nel giro di una settimana la Juventus ha stretto i tempi, superato la concorrenza del West Ham e concluso un’operazione che potrà avere diverse conseguenze.

Con Kostic due sviluppi tattici

In partenza, Kostic sarà l’ala sinistra del 4-3-3, il contrappeso mancino del tridente che a destra prevede Di Maria e al centro Vlahovic, compagno di nazionale dell’ex Eintracht. Ma la Juve sta dimostrando di reggere a fatica questo sistema di gioco e di non riuscire a mettere in pratica i concetti di base su cui Allegri ha insistito durante il precampionato: possesso palla veloce, pressing più alto, avanzamento del baricentro. “Stiamo lavorando per dominare le partite”, ha illustrato Locatelli, ma finora s’è vista una Juve ancora molto somigliante a quella dell’ultimo campionato. Nel corso della tremenda amichevole di domenica contro l’Atletico Madrid, Allegri ha cambiato due volte modulo passando prima al 4-4-1-1 e poi al 3-5-2, accennando dunque alla trasformazione tattica che la presenza di Kostic potrebbe accelerare.

Il 4-4-1-1 con Di Maria “alla Dybala”

La prima alternativa al 4-3-3 è il 4-4-1-1. La difesa resta intatta (Danilo-Bonucci-Bremer-Alex Sandro), mentre il centrocampo cambia perché prevede due esterni specializzati (Cuadrado da una parte e Kostic dall’altra) e due mediani centrali (Locatelli e Zakaria) che possono dividersi i compiti di regia che Locatelli da solo fatica a sostenere. Di Maria viene accentrato alle spalle di Vlahovic, in una posizione di 10 puro (una posizione alla Dybala, verrebbe da dire): come rifinitore Allegri lo apprezza molto. Con questo sistema, improponibile senza uno come Kostic, il gioco scorrerebbe sulle fasce più che per vie centrali e Vlahovic disporrebbe dell’assistenza di due eccellenti crossatori, oltre che delle intuizioni di Di Maria. È un modulo inadatto a Pogba, ma quando tornerà in campo il Polpo?

Il bene rifugio del 3-5-2 con Kostic a tutta fascia

Ma l’approdo definitivo potrebbe essere il caro vecchio 3-5-2, quella sorta di bene rifugio cui Allegri ricorre quando nessun’altra formula gli sembra convincente. In quel modulo Kostic è perfetto, perché da ala pura è troppo poco attaccante e da centrocampista esterno è un po’ sacrificato, mentre se può scavallare a tutta fascia dà il meglio di sé. Dall’altra parte Allegri ha Cuadrado. Di Maria può muoversi alle spalle di Vlahovic, ma anche fare l’incursore di centrocampo, “alla Pogba”. Con questo modulo sarebbe importante avere un perno centrale come Paredes: la Juve ci sta provando. La novità coinvolgerebbe poi soprattutto la difesa, impostata sul trio Danilo-Bonucci-Bremer.

Cambia la difesa: Bonucci e Bremer vanno meglio a 3

La linea a 4 finora ha funzionato così così, sia per la condizione scadente degli esterni (Danilo incluso) sia perché Bonucci e Bremer non si sono ancora amalgamati. Nel Torino, per altro, il brasiliano ha sempre giocato a tre, ed è a tre che Bonucci ha toccato i vertici più alti della sua carriera. Danilo ha invece frequentato poco questa formula ma si è sempre trovato benissimo. L’unico piccolo dubbio riguarda Bremer, che è esploso giocando da centrale e non da “braccetto” e soprattutto in un apparato completamente diverso: con Juric andava ad aggredire il centravanti avversario fin dalla linea di centrocampo, mentre con Allegri il difensore di mezzo è praticamente un libero vecchia maniera. Ma sono dettagli: l’essenziale è che la Juve si sta ancora cercando. E quando ritroverà Pogba e Chiesa, dovrà ricominciare a farlo un’altra volta.

Ecco Kostic, Allegri ora può cambiare la JuveFonte Repubblica.it

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