Dybala e la Juve mai così distanti, storia di un amore che rischia di finire

La storia d’amore tra Paulo Dybala e la Juventus si sta trasformando in un doloroso addio. La crisi del settimo anno tra l’attaccante argentino e la Vecchia Signora assume toni sempre più cupi, con il contratto in scadenza a giugno e l’estenuante trattativa per il rinnovo a fungere da spada di Damocle sulla testa di un binomio che sembrava indivisibile. La Juventus e Dybala, la Joya e il club bianconero: un romanzo di alti e bassi, iniziato con l’assalto al gioiello del Palermo da parte di Marotta, allora alla Juventus. Una storia che, secondo indiscrezioni, potrebbe ripetersi.

Il “picciriddu” e la vecchia signora

Lo chiamavano così, a Palermo, quel ragazzino dal fisico mingherlino ma dal sinistro fatato: “U picciriddu”, il piccolino. Dopo una discreta stagione in Serie B, con 5 gol e 6 assist a contribuire alla promozione, con la maglia rosanero Dybala ha incantato il mondo al suo primo anno in Serie A. Sono stati i 13 gol e i 12 assist ad attirare l’attenzione delle big d’Europa, bruciate tutte dalla rapidità di Marotta e della Juventus, che per mettere le mani sulla Joya ha investito 40 milioni di euro. Un’avventura iniziata a Berlino, durante la finale di Champions persa dalla Juventus con il Barcellona: Dybala in tribuna a tifare per il suo futuro club e a prendere le misure ai blaugrana, contro i quali sfodererà due anni dopo forse la miglior prestazione in maglia bianconera. Fu il primo messaggio ai suoi nuovi tifosi, rapporto proseguito con l’unico linguaggio conosciuto dai campioni, cioè il gol: il primo in maglia bianconera, nella stagione 2015/16, arrivò in Supercoppa contro la Lazio e per par condicio capitolina bissò l’impresa in campionato contro la Roma, trafiggendo il suo futuro compagno di squadra, Szczesny. A fine anno saranno 19 le reti, 23 considerando le coppe, e 7 gli assist: il cuore dei tifosi bianconeri era ormai conquistato.

I primi infortuni

Nel secondo anno in bianconero le aspettative si erano decisamente alzate. A rovinare in parte la storia d’amore arrivò il primo infortunio, uno stiramento che lo costrinse a saltare sei partite in campionato e due in Champions: nel frattempo la Juve continuava a vincere anche senza di lui. La svolta arrivò l’11 aprile 2017, nel match di andata dei quarti di Champions: contro il Barcellona la Joya segnò una splendida doppietta che da alcuni fu interpretata quasi come un passaggio di consegne tra lui e Messi. La sua stagione si sarebbe poi conclusa con la vittoria dello scudetto e della Coppa Italia, segnando 19 gol, ma anche con il ko di Cardiff: nella finale contro il Real, Dybala deluse fallendo l’esame di maturità.

La maglia numero dieci

La cessione di Pogba rappresentò, anche se a scoppio ritardato, la svolta per Dybala: nonostante l’addio ad un suo amico, la partenza del francese permise alla Joya di indossare, nella stagione 2017/18, la maglia numero 10, festeggiata con una doppietta in Supercoppa e con la prima tripletta a Genova contro i rossoblù. La coppia con Higuain funzionava alla perfezione, mixando la tecnica del “diez” e l’istinto per il gol del Pipita: eppure qualcosa si era rotto sia fisicamente, con un nuovo infortunio alla coscia, sia nella centralità del suo ruolo in bianconero. L’arrivo di Cristiano Ronaldo nell’estate 2018 accentuò la marginalità dell’argentino, messo in secondo piano rispetto al fuoriclasse portoghese: non era più la Juve di Dybala ma di CR7. In 42 partite il suo apporto era sceso a 10 gol e 5 assist, indossando però anche la fascia di capitano che, sommata al dieci sulle spalle, lo fece entrare di diritto nella storia della Juventus. Il rapporto con Allegri non era più solido come prima e dopo l’eliminazione dalla Champions contro l’Ajax, in cui Dybala giocò poco e male a causa ancora una volta di un problema fisico, l’arrivo di Sarri rivitalizzò l’argentino.

Il punto di rottura

Tuttavia per trovare il momento in cui l’amore ha iniziato a scemare, bisogna tornare al 4 agosto 2019, quando l’argentino aveva le valigie pronte, schiacciato dalla presenza di Ronaldo e messo ai margini dai programmi bianconeri. I primi dubbi sul reale livello tecnico della Joya avevano preso possesso dei pensieri della dirigenza e con Sarri seduto sulla panchina bianconera la scelta per il ruolo di spalla di CR7 era già ricaduta su Lukaku. La trattativa con il Manchester United era ormai chiusa, con l’ultima parola affidata proprio a Dybala: accettare il trasferimento in Premier o far saltare lo scambio che avrebbe rinvigorito il campo e la borsa dei due club. Scelse la seconda, confermando la sua voglia di restare alla Juventus ma anche elaborando il piano per riprendersi il controllo della sua carriera con la specialità della casa: non le trattative, evidentemente, ma le prestazioni sul campo.

Miglior giocatore del campionato

Con Sarri in panchina la Joya, evitata la cessione, venne eletto miglior giocatore della Serie A: le sue giocate incantavano i tifosi, i 17 gol e i 14 assist spinsero la Juventus alla vittoria del campionato ma ancora una volta gli infortuni lo tennero fuori nel momento chiave della stagione. Contro il Lione, nel match di ritorno, giocò solo 13′ alzando bandiera bianca e mostrando una fragilità preoccupante per chi, come la Juve, pensava di costruire il futuro sul suo talento. Qualche mese prima Dybala aveva messo ordine nella sua vita, scegliendo Jorge Antun, un amico di famiglia, come agente: con lui Paratici iniziò una trattativa per il rinnovo ad ottobre 2019, quando il volume d’affari del calcio era ancora enorme e gli ingaggi faraonici. “Lo vediamo capitano di questa squadra, vuole arrivare tra i primi 5 al mondo e noi lo supportiamo – fu la frecciata di Agnelli un anno dopo -. Oggi non è tra questi, ma lui lo sa. Ho sentito le sue parole d’amore, sentimento ricambiato. Ha già ricevuto un’offerta che lo pone tra i 20 più pagati in Europa, attendiamo serenamente una risposta”.

L’amore si raffredda

Con la nomina di Arrivabene ad amministratore delegato della Juventus, il rapporto con Antun e Dybala si raffredda: “Ora ci aspettiamo il meglio da chi abbiamo e poi faremo le nostre riflessioni. Dybala? Io non mi confronto con nessuno, quello che ho detto per lui vale per tutti. Voglio vedere carattere, grinta e voglia di vincere da chi porta la maglia numero 10 della Juventus”. L’offerta scende a 8 milioni all’anno più 2 di bonus, poi a 7 dopo l’arrivo di Vlahovic, investimento per il futuro visto da molti come un cambio di strategia sul mercato e sui rinnovi. Tanti i club alla finestra, dall’Inter al Manchester City e al Barcellona, rinvigoriti nella caccia alla Joya dalla partita di campionato con l’Udinese: Dybala segna ma l’esultanza è polemica. “Stavo cercando un mio amico in tribuna” è stata la risposta dell’attaccante bianconero a chi gli chiedeva spiegazioni. Marzo è arrivato e la mossa della Juventus di chiedere il rinvio dell’incontro decisivo per il rinnovo ha sfibrato l’entourage del calciatore. Lo spazio di manovra non manca, ma la trattativa si è trasformata da semplice formalità tra innamorati a telenovela tra due realtà mai state così distanti.

Dybala e la Juve mai così distanti, storia di un amore che rischia di finireFonte Repubblica.it

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