Dybala, altro colpo di scena: la Juve chiede il rinvio dell’incontro, rinnovo ancora più lontano

TORINO – Alla vigilia dell’incontro tra Jorge Antun e la Juventus per il rinnovo di Dybala, arriva il colpo di scena a complicare una trattativa già problematica. Il club ha infatti chiesto un rinvio a fine mese, durante la sosta per la Nazionale, ottenendo naturalmente l’assenso dell’entourage di Dybala ma creando un’evidente frattura. Il futuro bianconero della Joya è sempre più in forte dubbio. Un summit di mercato molto atteso da tifosi, media e dalle parti  in causa, al punto da consigliare al club bianconero un rinvio dopo la sfida di Champions League con il Villarreal. Una scelta che ha indispettito Antun, già atterrato a Torino dopo esser stato convocato proprio dal club bianconero, e che rafforza ulteriormente i dubbi sul lieto fine: il rinnovo della Joya non è in cima alle priorità della Juventus.

La telefonata

Questa mattina, durante l’allenamento in vista della sfida con la Sampdoria, Allegri, Nedved e Cherubini hanno discusso a lungo in disparte mentre la squadra correva nel campo principale. Difficile capire cosa si siano detti, anche  se analizzando i fatti qualcosa si può intuire: nel pomeriggio, infatti, è partita la telefonata diretta ad Antun per chiedere un rinvio dell’incontro. Prevedibile il disappunto del manager dell’argentino, che dopo esser stato convocato dal club bianconero si è visto annullare l’incontro dopo essere atterrato in Italia. Una mossa che ha evidenziato una volta di  più la distanza tra le parti, metaforicamente rappresentata dall’allenamento di ieri della Joya: mentre nel campo principale Allegri dirigeva l’allenamento, il fantasista correva in disparte per recuperare dall’infortunio muscolare. Un ulteriore segnale che in questo momento la Juventus è concentrata su altri fronti e il rinnovo di Dybala non è una questione prioritaria: una scelta plausibile che rischia però di essere  il preludio all’addio a parametro zero della Joya nel mercato estivo.

La trattativa

La discussione sul rinnovo si protrae ormai da un paio di  anni: a metà dicembre l’agente dell’argentino è atterrato a Torino con l’intento di sistemare gli ultimi dettagli alla lunga trattativa, basandosi sull’accordo, raggiunto pochi giorni prima, che prevedeva 8 milioni più 2 di bonus, di cui alcuni legati alle presenze, fino al 2026. Eppure la firma attesa per Natale non è arrivata e con il passare delle settimane le parole sempre più “fredde” di Arrivabene hanno gelato i rapporti. La rottura si è palesata dopo il gol segnato all’Udinese dall’argentino, che ha archiviato momentaneamente la “Dybalamask” scrutando provocatoriamente le tribune per cercare l’ad bianconero: “Cercavo un amico in tribuna” fu la spiegazione del calciatore.

Il futuro

L’accordo di metà dicembre è ormai passato: oggi la Juventus ha fissato in  7 milioni di euro l’offerta per Dybala, decisamente lontana  da quanto richiesto dalla controparte. Quando si incontreranno toccherà alla Joya, che per inciso fino a ieri aveva come priorità la permanenza in bianconero, rispondere all’offerta bianconera. Tra i corteggiatori dell’argentino spiccano Barcellona, Atletico Madrid, Liverpool e Manchester City, oltre naturalmente all’Inter di Marotta, uno dei principali estimatori. Se le strade per Dybala non mancano, altrettanto succede alla Juventus, che per sostituire l’argentino ha già sondato diverse opzioni: l’obiettivo neanche troppo segreto porta a Niccolò Zaniolo, attaccante ma anche esterno d’attacco e trequartista della Roma che piace tantissimo ad Allegri e al vice presidente Nedved. Alta la valutazione del club giallorosso, che chiede 60 milioni di euro per il suo gioiello con cui sta provando da mesi a rinnovare il contratto: anche qui la trattativa è in stallo. Oltre a Zaniolo i nomi che circolano sono quelli di Dembelé del Barcellona, in scadenza a giugno, del brasiliano dell’Everton, Richarlison, ma anche Antony dell’Ajax e Raspadori del Sassuolo.

Dybala, altro colpo di scena: la Juve chiede il rinvio dell'incontro, rinnovo ancora più lontanoFonte Repubblica.it

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