Di Maria-Juventus, addio a fine stagione. Ma non è escluso che lasci Torino già dopo il Mondiale

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TORINO — La secca smentita arrivata nella notte da parte del suo entourage ha soltanto rinviato il momento dell’addio. Angel Di Maria al termine della stagione ritornerà in Argentina, coronando così il sogno di vestire nuovamente la maglia della squadra che l’ha lanciato, il Rosario Central. L’amore con la Juventus non è mai sbocciato, un po’ per incompatibilità e un po’ per sfortuna, visti i tanti problemi fisici avuti dal Fideo nell’ultimo periodo. Quello in cui i calciatori preparano il Mondiale anche a discapito dell’interesse delle squadre di club.

Di Maria a Lavezzi: “Vorrei tornare in Argentina”

Proprio martedì sera la situazione sembrava essere precipitata, complice anche l’indelicatezza istituzionale da parte della Conmebol. Non una scelta fatta consapevolmente anche se a molti, società bianconera compresa, non è piaciuta l’idea di pubblicare l’intervista al Fideo sul canale ufficiale della confederazione sudamericana pochi minuti dopo l’eliminazione della Juventus dalla Champions. Specialmente ribadendo, con l’amico Lavezzi, il suo desiderio di tornare in Argentina:  “Mi piacerebbe tornare al Rosario – ha spiegato nell’intervista -. So che è difficile, ma come dico sempre, il sogno di tutti quelli che giocano in Argentina è venire a farlo in Europa, il mio è quello di tornare un giorno a vestire maglia del Rosario Central, l’ho sempre detto. Se avrò la possibilità, mi piacerebbe”. Con un ambiente, quello bianconero, mortificato dall’eliminazione diventata ufficiale dopo il 4-3 con il Benfica, ex squadra del Fideo, le parole dell’argentino sono sembrate quasi un saluto, un colpo al cuore per i tifosi che in quel momento avevano bisogno di certezze e non di immaginarsi l’addio a uno dei grandi colpi dell’estate bianconera.

Paredes e Di Maria, a fine anno sarà addio

“Proverò a convincerlo a rinnovare” aveva confidato fiducioso Paredes, il suo amico e compagno di squadra sia al Psg che alla Juventus. A qualche settimana di distanza, la sensazione è che entrambi a giugno faranno le valigie. Di Maria non ha mai nascosto la sua intenzione di finire la carriera nella squadra che lo lanciò nel grande calcio: già quest’estate, nel pieno della trattativa, il Fideo rifiutò i due anni di contratto proposti dalla Juve preferendo un accordo annuale, che gli permettesse a fine stagione di lasciare l’Europa. Una scelta chiara e precisa, che la Juventus ha registrato e accettato ma che ora vuole che venga rispettata. La società bianconera, in caso di partenza di Di Maria, che oggi è infortunato e con tutta probabilità rientrerà solo a ridosso della fine del primo spicchio di stagione, dovrebbe tornare sul mercato. Una strada che sarebbe molto costosa, aggettivo che in questo momento mal si sposa con la situazione del club, che ha perso circa 30 milioni di introiti dalla Uefa per il mancato passaggio agli ottavi di Champions.

Di Maria e Allegri, rapporto mai sbocciato

Rimarrà fino al termine della stagione, ma ovviamente il rapporto già non brillante è compromesso: la gestione dell’infortunio da parte dello staff tecnico è stata la prima frattura tra le parti, il primo argomento divisivo che ha allargato la distanza tra calciatore e club. Il rapporto con Allegri non è mai decollato: “Perché ti ha cambiato?” è stata la domanda fatta da Di Maria a Milik, a favore di telecamere, dopo il ko all’andata con il Benfica. Un gesto che ricorda molto quello di Ronaldo dopo l’eliminazione dalla Champions ai danni dell’Ajax (“ha avuto paura” mimò CR7 rivolto ad Allegri), e che in definitiva costò la panchina alla fine della stagione al tecnico.

Di Maria al Mondiale con l’Argentina

La lesione di basso grado che lo sta affliggendo dovrebbe essere quasi completamente assorbita. Di Maria potrebbe rientrare per affrontare il 2 novembre il Psg, la sua ex squadra, in una partita che conta poco o nulla. Già qualificati i francesi, che inseguono il primo posto, mentre la Juventus è a caccia della qualificazione in Europa League, che sarebbe matematica se il Benfica battesse il Maccabi e la Juve non crollasse in casa con il Psg. Le partite giuste per riacquisire la forma ma anche la fiducia dell’ambiente, sia dal punto di vista emotivo che tecnico, non mancano. Dopo l’ultima di Champions ci sarà il derby d’Italia con l’Inter, una sfida molto sentita dalla tifoseria e che, in caso di prestazione da ricordare, aiuterebbe a ricomporre la frattura con l’ambiente, a riscaldare un rapporto tiepido, quasi freddo. Quattro partite, visto che poi ci saranno anche Verona e Lazio, che saranno indicative sul futuro dell’argentino in bianconero. Il Mondiale è ormai alle porte e Di Maria, per presentarsi al meglio, dovrà dimostrare sul campo le sue qualità, per altro già intraviste contro il Sassuolo e il Maccabi Haifa all’andata. Poi, al suo rientro a gennaio, bisognerà valutare le sue condizioni fisiche dopo un Mondiale lungo e stressante per il corpo e per la mente. In modo da affrontare gli ultimi mesi con il giusto approccio: per concludere degnamente un’avventura iniziata male e proseguita peggio.

Fonte Repubblica.it

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