Deschamps e la Francia ritrovata, tra leader storici e la chiave Theo Hernandez

TORINO –  La Francia aveva bisogno di dimenticare o forse, al contrario, di ricordarsi nei dettagli, e di stamparselo bene in mente, come non dissipare la più straordinaria concentrazione di talento che ci sia oggi nel calcio mondiale, come invece aveva incredibilmente fatto quest’estate a Euro 2020. 

Dopo lo sfolgorante trionfo del 2018 in Russia, i Bleus hanno rallentato la loro crescita, si sono seduti sugli allori, hanno vinto partite per naturale superiorità ma tante altre volte hanno giochicchiato, pasticciato o semplicemente deluso, come se si fossero progressivamente allineati sul livello del minimo indispensabile. Quando veleggi in acque basse, capita di incagliarsi come è capitato all’Europeo e come stava capitando anche allo Stadium, dopo i 45’ in cui il Belgio aveva accumulato un doppio vantaggio, infierendo su una Francia sempre un po’ sciatta, che faticava a legare i reparti e soprattutto a connettere il tridente con il resto della squadra: l’identico limite che si era visto, e si era imposto, l’estate passata. 

La squadra sulle spalle di Mbappé 

La Francia fa spesso le cose a metà, solo che stavolta la seconda metà è stata sfavillante, appassionante. Nell’intervallo è scattato un clic. I francesi amano romanzare sui retroscena di queste improvvise svolte, ma in realtà ieri è semplicemente successo che Deschamps ha fatto un appello all’orgoglio e i Bleus hanno cambiato marcia. L’uomo della svolta è stato Mbappé, che si è caricato sulle spalle la squadra e l’ha trascinata a forza di scatti e dribbling, finché anche gli altri gli sono andati dietro, persino il grigio Griezmann di questi tempi.  

Pogba leader, Rabiot inutile 

Ha sicuramente giovato l’uscita del solito impalpabile e imbelle Rabiot (l’Équipe in pagella gli ha dato 3), rimpiazzato dall’ultima delle scoperte giovani di un vivaio inesauribile, Tchouaméni del Monaco (classe 2000), ma in generale la Francia ha recuperato tono, aggressività, compattezza. E oltre a Mbappé è emerso Pogba, leader della formazione come mai lo era stato, nemmeno al Mondiale russo: adesso è definitivamente al centro del gioco e il suo duello con il belga Witsel è stata una delle cose più belle di una serata bellissima, di alti contenuti spettacolari. 

La svolta definitiva verso il 3-4-3 

Questa Nations League, intanto, sta consolidando la svolta tattica di Deschamps, ormai convertitosi stabilmente al 3-4-3. All’Europeo basculava ancora tra il nuovo e il vecchio sistema (4-3-3) e i continui sommovimenti non avevano fatto del bene alla squadra. Ora c’è stabilità. La convocazione di Théo Hernandez ha coperto la falla a sinistra (nel ruolo era stato adattato Rabiot) mentre Koundé, impiegato fuori ruolo (terzino destro) quest’estate, sembra perfetto per la difesa a tre così come Lucas Hernandez, che da terzino sinistro spingeva invece ormai poco. Inoltre l’impiego di due soli mediani risolve il problema della coperta corta a centrocampo, dove Tolisso non è mai in salute e Rabiot non è mai efficace: così si può invece puntare sulla coppia Pogba-Kanté (quest’ultimo assente alla Nations League per il coronavirus), lasciare gli altri due di scorta e attendere l’affermazione definitiva di Tchouaméni.  

L’intesa Benzema-Mbappé 

Il tridente d’attacco adesso è configurato con Mbappé a destra, Griezmann a sinistra e Benzema al centro, ma tutti hanno libertà di movimento. Di sicuro, l’intesa è spontanea soprattutto tra Benzema e Mbappé, che hanno affinità elettive evidenti: giovedì sera allo Stadium ognuno ha offerto all’altro otto passaggi, segno che i due si cercano di continuo. Che vadano d’accordo lo dimostra anche il fatto che Benzema abbia lasciato a Mbappé, reduce dall’irredimibile errore dal dischetto contro la Svizzera, il rigore del 2-2: stavolta era il più giovane ad avere più di tutti bisogno del gol. Il parigino è stato incontenibile, ha vinto il 75% dei duelli della serata (record del match), ha spostato ogni equilibrio. Se la Francia scioglie le briglie come riesce a fare il suo fuoriclasse, non ha rivali al mondo. 

Fonte Repubblica.it

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