Decreto crescita, la riforma ‘annacquata’ proposta dalla Lega di A

Decreto crescita, la riforma 'annacquata' proposta dalla Lega di A

ROMA – La politica sembra aver deciso: il Decreto crescita, il vettore normativo che ha permesso l’invasione straniera nel calcio italiano, torna in discussione. Ma la Lega Serie A è convinta di spuntare un intervento normativo che di fatto “annacquerebbe” il proposito di riformulare al rialzo la soglia dei vantaggi fiscali per i calciatori stranieri impatriati. Il presidente della Serie A Lorenzo Casini, grazie a un intervento della sottosegretario allo sport Valentina Vezzali è convinto di aver spuntato un’integrazione niente affatto riformista. O, peggio, una riforma soltanto di facciata. Ma andiamo con ordine.  

Decreto crescita: cos’è 

Il Decreto crescita dal 2019 permette ai club di pagare, per calciatori che non risiedevano in Italia negli ultimi due anni, solo il 50% delle tasse rispetto a un calciatore italiano. Repubblica ha rivelato quanto questa norma abbia inciso sull’incremento degli stranieri in Serie A (+6%, più che in qualsiasi Paese d’Europa) e nei campionati Primavera, riducendo drasticamente lo spazio per i giovani italiani e i selezionabili per la Nazionale in Serie A.  

Decreto crescita: la riforma annacquata della Serie A 

La Federcalcio ne ha chiesto, per bocca del presidente Gravina, l’eliminazione. Le grandi del campionato erano favorevoli invece a una soglia “selettiva” di 2 milioni di euro: di fatto, solo chi guadagna quella cifra potrebbe applicarlo. Un modo per renderlo conforme allo spirito della norma, scritta (non per il calcio) per attrarre eccellenze dall’estero. Ma Casini e Vezzali sono pronti a un intervento gattopardesco: abbassare questa soglia ad appena 500 mila euro. Di fatto, taglierebbe fuori la Serie B – tutta o quasi – che i contratti milionari non li può sostenere, ma confermerebbe in sostanza il “liberi tutti” per la Serie A. Proposito fortemente voluto da Lotito, sempre più deus ex machina del presidente di Lega. Riuscirci, vorrebbe dire cancellare il vento riformista sollevato dall’esclusione dell’Italia dai Mondiali: l’Aic in realtà aveva affrontato la questione anche prima. Ma tanti, troppi, dalla politica al calcio, non vedono l’ora che tutto cambi, purché tutto rimanga com’è.  

Decreto crescita, la riforma 'annacquata' proposta dalla Lega di AFonte Repubblica.it

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