De Ketelaere: “Volevo solo il Milan. Kakà? Siamo simili, spero di vincere come lui”

“Le ultime settimane sono state molto intense e difficili. Ho dovuto rinunciare a qualcosa, ma ho espresso ai miei agenti il desiderio di venire al Milan. Per me la cosa più importante era arrivare a questo traguardo”. Ha le idee chiare Charles De Ketelaere, che nel corso della conferenza stampa di presentazione non ha fatto mistero di come l’attesa sia stata snervante anche per lui. Tutt’altro che facile per un ragazzo di 21 anni doversi sedere in panchina o in tribuna e vedere i compagni del Bruges giocare in Supercoppa e in campionato, così come non allenarsi con gli altri perché tutti sono in attesa del via libera per fare le valigie e salire su un aereo per Milano. Quel momento, alla fine, è arrivato, e adesso De Ketelaere – costato 35 milioni – può godersi i suoi primi giorni in rossonero: “Ho fatto solo un paio di allenamenti – ha detto -, mi hanno accolto bene sin da subito. Si interessano a come mi sento, se va tutto bene, quali siano le mie aspettative. Voglio integrarmi il più presto possibile, dopo mi concederò un po’ di riposo”.

Debutto a Vicenza

Difficile, in realtà, perché con un calendario tanto compresso fino a novembre di momenti per rifiatare ce ne saranno pochi. Per lui ancora meno, visto che dovrà abituarsi in fretta al campionato italiano (“In allenamento ho già provato l’intensità, sono prontissimo a seguire questi ritmi a cui sono già abituato, dovrò solo abituarmi ad un livello più elevato”) per strappare la convocazione per i Mondiali con il suo Belgio. Per ora, però, c’è solo il Milan, con cui debutterà, come ha già preannunciato Pioli, per qualche minuto già domani sera a Vicenza, per poi replicare il giorno dopo a Milanello contro la Pergolettese.

L’importanza di Maldini

Primi assaggi di Italia, con gli occhi di tutti addosso, e non potrebbe essere altrimenti. Anche quelli di Paolo Maldini, l’uomo che, insieme a Massara, più di tutti ha resistito alla tentazione di alzarsi dal tavolo dello scorbutico Bruges mandando a monte la trattativa. Lo volevano tutti, e l’attesa è stata ripagata: “Maldini è una grande parte della storia del Milan, ma anche del presente – ha detto di lui De Ketelaere -. Lui influenza un sacco di cose. Quindi ha influenzato anche me, ma il progetto era la cosa più importante”.

Il paragone con Kakà

Inevitabile, guardandolo in faccia, tornare con la mente all’estate del 2003, quando in Italia sbarcava un brasiliano con gli occhialini e la faccia da bravo studente universitario. Ma bastarono un paio di allenamenti per capire che Kakà era un fenomeno sul campo da calcio: “Ho visto un paio di video su Kakà e sì, per certi versi siamo simili – ha ammesso il belga -. Lui è stato un giocatore fantastico. Io però ho le mie caratteristiche, e posso solo sperare di portare al Milan tutto il successo che ha portato lui”. Già, le caratteristiche. Si è detto di tutto, perché in effetti al Bruges ha fatto di tutto. Dal trequartista classico all’esterno, dal centravanti al falso nueve, come dimostrano i 18 gol complessivi messi a segno la scorsa stagione: “Ho buone qualità tecniche, un buon primo tocco. Mi piace correre in profondità e negli spazi. Per quanto riguarda la posizione, nella mia carriera ho giocato da molte parti. Sono partito come un centrocampista offensivo per arrivare all’attacco. Ora mi vedo bene con una punta al mio fianco, da trequartista, quasi come un vero 9”.

Aspettando Zlatan

Un pizzico di scaramanzia non guasta (“Il 90 l’ho indossato al Bruges, e visto che mi ha portato al successo ho pensato di mantenerlo al Milan”), ma poi la testa torna a quello che lo aspetta, dalla Champions League (“Uno degli obiettivi della squadra sarà andare oltre i gironi. Sicuramente non sarà facile, ma abbiamo il dovere di provarci”) a quando incontrerà di persona Zlatan Ibrahimovic, atteso a Milanello entro un paio di settimane: “Penso di poter imparare tanto da lui. Ha tanta esperienza nel calcio europeo. Non vedo l’ora di allenarmi con lui e conoscerlo nello spogliatoio”. E chissà come la prenderà lo svedese nel sapere di non essere stato lui l’idolo giovanile di De Ketelaere: “Era Cristiano Ronaldo, quando giocava per lo United e per il Real”. Lo perdonerà?

De Ketelaere: "Volevo solo il Milan. Kakà? Siamo simili, spero di vincere come lui"Fonte Repubblica.it

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