Dalla Dea ai Blues, Pagliuca non si ferma all’Atalanta: ora vuole il Chelsea

Di giorni importanti l’Atalanta ne ha vissuti parecchi, da quando nel 2017 ha cominciato a frequentare assiduamente l’Europa. Questi, però, li superano tutti. Sul campo la squadra di Gasperini si gioca a Bergamo col Lipsia, dopo l’equilibratissima partita d’andata in Germania, l’ingresso nella semifinale di Europa League, dove troverebbe un’avversaria abbordabile, la vincente di Rangers Glasgow-Braga (andata 0-1). Ma fuori dal campo il momento è perfino più cruciale.

Pagliuca vuole il Chelsea

I tifosi hanno seguito con particolare interesse l’emozionante partita del Chelsea al Bernabeu contro il Real Madrid, perché è ormai sorprendentemente intrecciata ai destini della loro squadra la sorte del club inglese, campione d’Europa e del mondo in carica, a rischio smantellamento per le sanzioni del governo britannico a carico del proprietario legato a Putin, l’oligarca russo Roman Abramovich. Le sanzioni rendono necessaria la vendita del Chelsea e uno tra i più seri candidati a rilevarlo è proprio il nuovo copresidente dell’Atalanta: il finanziere statunitense Stephen Pagliuca, 67 anni, nato a Brooklyn, comproprietario del fondo Bain Capital e copresidente di una tra le più note franchigie del basket della Nba, ha appena rilevato per una cifra ufficiosa di 275 milioni di euro il 55% delle quote di La Dea Srl, che detiene l’86% delle azioni dell’Atalanta e di cui la famiglia Percassi conserva il 45% delle quote.

L’ostacolo delle norme Uefa

L’intreccio è delicato, perché secondo le regole sulle competizioni Uefa due club che siano “direttamente o indirettamente riconducibili alla stessa proprietà” non possono prendere parte allo stesso torneo. Se Pagliuca diventasse il nuovo padrone del Chelsea e se l’Atalanta vincesse l’Europa League e si qualificasse per la Champions, che peraltro frequenta da tre anni, una delle due squadre dovrebbe rinunciare. Una nota stampa serale ha appena smorzato l’apprensione nell’ambiente bergamasco: “Desideriamo riaffermare l’impegno della nostra famiglia e dei nostri partner nei confronti dell’Atalanta e la nostra partnership con la famiglia Percassi. Siamo partner di lungo periodo ed entusiasti di continuare il successo del club”.

La corsa ai Blues

Tuttavia l’offerta per l’acquisto del club londinese è stata annunciata pubblicamente dallo stesso Pagliuca, del quale il Guardian riporta nel dettaglio il manifesto: garantire al Chelsea di continuare a vincere con investimenti pesanti, dire no alla Superlega, restare a Stamford Bridge riqualificando lo stadio, potenziare il settore giovanile, preservare le tradizioni del club. Un impegno dichiarato in maniera tanto circostanziata – tra i presunti soci di Pagliuca nell’operazione ci sarebbe anche Larry Tanenbaum, presidente della Nba – ha fatto temere agli atalantini un disimpegno a Bergamo. Non ci sarà molto da attendere per conoscere gli sviluppi della vicenda, perché il termine per la presentazione delle offerte per l’acquisizione del Chelsea sta per scadere. I concorrenti di Pagliuca sono il comproprietario dei LA Dodgers Todd Boehly, due famosi uomini d’affari britannici come Sir Martin Broughton e il grande mezzofondista Lord Sebastian Coe, e la famiglia Ricketts, proprietaria della squadra i baseball dei Chicago Cubs.

Atalanta nono club straniero della serie A

Certo è che quando Pagliuca trattò con i Percassi l’ingresso nell’Atalanta e quando a fine febbraio ne pose concretamente le basi, la guerra in Ucraina e le sanzioni ad Abramovich non erano immaginabili. Così la trattativa è stata perfezionata e proprio poche ore prima dell’ennesima partita storica dell’Atalanta il Cda ha approvato una serie di rilevanti delibere, finanziarie e di organigramma, a partire dal nuovo assetto societario, che fa dell’Atalanta il nono club straniero della serie A, l’ottavo “americano”, anche se resta centrale il ruolo della famiglia Percassi. Le proprietà straniere sono quelle dell’Inter cinese, del Bologna canadese e delle sei squadre sotto controllo Usa: Milan, Roma, Fiorentina, Genoa, Spezia, Venezia.

Atalanta, bilancio in utile

La più attesa novità riguardava appunto l’ufficializzazione del ruolo di investitore principale di Stephen Pagliuca. Nel nuovo Cda Antonio Percassi, che nel 2010 rilevò il club per 14 milioni, rimane presidente e suo figlio Luca resta l’amministratore delegato. Stephen Pagliuca è copresidente e coopta il figlio Joseph come consigliere, oltre a David Benjamin Gross-Loh. Completano l’assetto gli altri due consiglieri Luca Bassi e Mario Volpi. Non si tratta dell’unico annuncio importante. Per la sesta volta consecutiva l’Atalanta ha chiuso il bilancio (questo era al 31 dicembre 2021) in utile. Stavolta il segno più è di 35,1 milioni di euro, ma il record è nel fatturato, salito a 242,6 milioni, dai 241,9 milioni del 2020. Spiccano i ricavi dai diritti televisivi (115,7 milioni) e quelli dalle plusvalenze sul calciomercato

Dalla Dea ai Blues, Pagliuca non si ferma all'Atalanta: ora vuole il ChelseaFonte Repubblica.it

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