Crisi United, per tutti paga Solskjaer. Ma sul banco degli imputati c’è Ronaldo

LONDRA – “Di certo il Manchester United giocava meglio senza di lui”. Ad esporsi è Paul Merson, ex centrocampista della nazionale inglese, parlando di Cristiano Ronaldo ieri su Sky News. Anche il campione portoghese è sul banco degli imputati del disastro della squadra di Ole Gunnar Solskjaer, ieri finalmente esonerato dopo una pila di disfatte, ultima quella contro il Watford di Claudio Ranieri sabato per 4-1 fuori casa. I “Red Devils” ora sono all’ottavo posto in Premier League: in 12 partite 17 punti, a 12 dalla capolista Chelsea. Una miseria per una squadra che voleva vincere tutto quest’anno, a maggior ragione con l’arrivo del cinque volte pallone d’oro. Che doveva essere la ciliegina sulla torta. Invece la torta si è clamorosamente liquefatta.

Ovvio che Cristiano Ronaldo non può essere l’unico capro espiatorio dell’attuale catastrofe sportiva dello United. Allo stesso tempo, però, è innegabile che lo United con lui quest’anno è crollato, mentre fino all’anno scorso sembrava in crescita costante, da quando Solskjaer era diventato allenatore. Dopo il naufragio del predecessore Mourinho nel 2018, con il tecnico norvegese pupillo del totem Sir Alex Ferguson sinora era stato un continuo crescendo: sesto nel 2019, terzo nel 2020, secondo la passata stagione. Curiosamente, anche la Juve era una squadra che accumulava progressi e vittorie, prima dell’arrivo del portoghese. Che ha casualmente coinciso con la caduta dei bianconeri dopo molti anni di dominio incontrastato, perlomeno in Italia.

Un caso? Chissà. È interessante poi notare come, alla fine della sua carriera, nelle ultime 4 stagioni le squadre in cui ha giocato Cristiano Ronaldo hanno avuto già ben 5 allenatori: Allegri, Sarri, Pirlo, Solskjaer e ora il suo successore-traghettatore Jamie Carrick. Certo, non li ha “licenziati” il 36enne CR7. Ma si sa che con l’attuale tecnico della Juve – ora ritornato alla base – i rapporti del campione portoghese non erano eccelsi, tanto che si dice che Ronaldo spinse per il suo esonero dopo la sconfitta ai quarti di Champions contro l’Ajax. Mentre divennero addirittura pessimi con Sarri che si permise di sostituirlo per due volte di fila.

In attesa del sesto manager, ossia il vero successore di Solskjaer allo United, che sarà scelto entro l’estate tra Pochettino (il quale verrebbe di corsa dal Psg), Zidane (a lungo corteggiato, ma molto scettico sull’avventura inglese), Ten Haag dell’Ajax e Brandon Rodgers del Leicester (che potrebbe arrivare anche subito), in molti all’Old Trafford si stanno mangiando le mani per essersi fatti sfuggire Antonio Conte passato ad allenare il Tottenham.

L’allenatore pugliese sarebbe andato di corsa all’Old Trafford, ma le esitazioni della dirigenza per i timori di un remake del disastro Mourinho sono state decisive. Inoltre, pare che anche Ronaldo non fosse particolarmente favorevole all’arrivo di Conte. Un tecnico che chiede pressing asfissiante a iniziare dai suoi attaccanti, mentre è oramai risaputo – dati alla mano – che CR7 corre meno del portiere del Wolfsburg e che è praticamente nullo in fase difensiva, sebbene in attacco si sia fatto valere soprattutto in Champions League con gol pesantissimi (5 su 4 apparizioni, vedi Atalanta e Villarreal) mentre in campionato ha inciso molto meno (solo 4 reti su 9 partite).

Questo ovviamente ci porta alla questione Solskjaer e alla sua inadeguatezza nel gestire uno spogliatoio di campioni, quest’anno arricchitosi di una stella e di una multinazionale quale è Cristiano Ronaldo. Si accumulano voci e retroscena sull’esplosivo spogliatoio dei “Red Devils” negli ultimi mesi. Il “Sun” racconta dell’intervallo dell’andata di United-Atalanta di Champions League (0-2 per i bergamaschi a fine primo tempo, ribaltata 3-2 alla fine con supergol finale proprio di Cristiano Ronaldo) quando il portoghese si sarebbe rivolto a tutta la squadra dicendo: “Ma non vi vergognate?”, mentre un passivo Solskjaer ascoltava sulla porta prima di riprendere timidamente la parola. Il “Mirror” scrive oggi che oramai diversi calciatori ascoltavano più indicazioni tattiche da Ronaldo e l’altro attaccante Cavani e non da Solskjaer, che pur sarebbe stato difeso dal portoghese con gli altri compagni.

Il Manchester Evening News racconta oggi invece di altre gravi frizioni nella squadra. Poche settimane fa, un “calciatore di prima linea” che avrebbe rinfacciato a Solskjaer, davanti a tutta la squadra, di “non avere il fegato di compiere scelte importanti”. Poi ci sono i malumori sulla fascia di capitano a Harry Maguire, secondo alcuni compagni “prematura”; lo scontro proprio tra il difensore e Bruno Fernandes, che avrebbe scaricato sul compagno le colpe delle pecche difensive della squadra; un Paul Pogba sempre più spaesato e ai margini, da parte dell’ex allenatore ma anche di alcuni giocatori, nonostante sia la stella e indiscutibilmente il centrocampista più forte e talentuoso in un reparto che fa acqua da tutte le parti.

Eppure, questa squadra è la stessa dell’anno scorso, arrivata seconda dietro l’insuperabile Manchester City, arricchita di grandi acquisti: il difensore francese Varane dal Real Madrid (ai box per infortunio), il ritorno di Lingard dal West Ham (che ora non vede l’ora di andarsene), Sancho pagato quasi 90 milioni dal Borussia Dortmund e che molto spesso ha fatto la panchina a Ronaldo e Rashford. E poi ovviamente CR7, del cui acquisto tutti i commentatori oramai soppesano pregi e difetti.

Il problema è che, nonostante il carisma, la classe e i gol pesanti di quest’anno, il campione portoghese sembra aver frantumato quella alchimia che lo United aveva trovato fino all’anno scorso. I guai, oltre che caratteriali e nello spogliatoio, sono anche tattici. Il Manchester è una squadra che fino alla stagione passata giocava quasi sempre in difesa e contropiede, grazie ai suoi giocatori molto bravi a ribaltare il gioco. Questo non è più possibile con Ronaldo, che vuole spesso la palla tra i piedi e una mentalità più offensiva. I movimenti e le richieste del portoghese ovviamente influenzano anche gli altri giocatori. Bruno Fernandes, da giocatore devastante quale era fino all’anno scorso, si è rattrappito in una mezzapunta timida e fragile e si pesta i piedi con Cristiano. Guardacaso, lo stesso accade in nazionale, dove Bruno non è mai stato incisivo come allo United. Pogba, anche perché doveva correre pure per Ronaldo, è finito in panchina rimpiazzato da un corridore esterno come Rashford o addirittura dal recente 3-5-2, con Shaw sulla sinistra. Sancho, pure lui spesso mai titolare, è già un oggetto misterioso. Per non parlare di Van De Beek, 24enne gioiello dell’Ajax, e sinora utilizzato col contagocce da Solskjaer (suo l’unico gol nell’umiliazione di Watford).

Ovviamente, Ronaldo pare essere solo uno dei tanti problemi dello United: dirigenza autrice di errori enormi di programmazione, Solskjaer probabilmente non all’altezza, calciatori forse sopravvalutati (De Gea, Maguire, Fred, eccetera). Ma oramai è chiaro che, con l’arrivo del fenomeno portoghese, per un motivo o per un altro, si è indiscutibilmente rotto quel fragile equilibrio trovato negli ultimi anni dal Manchester United. Che ora avrà bisogno di tempo per ricostruire quella che oggi sembra una polveriera. E, con un neofita allenatore traghettatore come Carrick che non ha mai lavorato a questi livelli, i “diavoli rossi” navigheranno sempre più a vista, in acque tempestose.

Fonte Repubblica.it

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