Continua la favola della matricola Brentford: 2-0 all’Arsenal all’esordio in Premier League

LONDRA. Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Sogno o realtà? Fermi, è tutto vero. Le “api”, le “bees” come vengono chiamati i suoi giocatori, hanno punto, eccome. Due volte. Fiori nei cannoni dei Gunners. Perché il Brentford, nel giorno del ritorno nella massima serie del calcio inglese dopo 74 anni, ha battuto 2-0 l’Arsenal. In un Community Stadium, qui alla periferia ovest di Londra, letteralmente impazzito. Una sbornia di calcio ed emozioni del genere non capitava così da quasi un secolo, da queste parti.

Sì, la meravigliosa favola del Brentford continua. Nessuno poteva immaginarsi esordio migliore in Premier League, nel primo match della stagione. Un 2-0 indiscutibile per concretezza, solidità, concentrazione. L’Arsenal, con le improvvise assenze di Aubumeyang e Lacazette (mercato?), tiene palla, ha più qualità a Brentford. Ma il gioco dei Gunners è sterile, non punge come le “api”. Che quando avanzano, dimostrano di essere letali.

Il Brentford, salito in Premier quest’anno dopo i vittoriosi play-off dell’anno scorso, vince la partita perché è tremendamente sul pezzo. Proclami di gioco offensivo alla vigilia. Gara invece straordinariamente accorta ed efficace stasera: 3-5-2 aggressivo e mordace, i due gol che arrivano dai calci piazzati e dall’esuberanza fisica delle “api” che soverchiano gli svuotati Gunners. 

Lo si vede dalla fiammata di Mbeumo, dopo soli 10 minuti: l’ex calciatore più pagato del Brentford (7 milioni, almeno prima dei 15 per il difensore Ajer arrivato quest’anno dal Celtic) prende il palo da fuori area, imbeccato in verticale dal bomber Toney. È solo l’avvertimento per il portiere Leno e per un’Arsenal che è tornato a perdersi nell’inconcludente immaturità degli ultimi anni. Perché poco dopo arriva il primo gol, al 22esimo, del laterale Sergi Canos, che, dopo vari colpi di testa e batti e ribatti, recupera palla defilato dalla sinistra, rientra e fulmina Leno sul suo palo. 

La seconda rete che ammazza la partita, al 73esimo, è ancora su palla inattiva. Anzi, addirittura su rimessa laterale, con le mani di Sorensen, blocco del difensore Pinnock che beffa Leno e lo stralunato Marì, e il mediano Noorgard che irrompe di testa. Si gonfia la rete e esplode il boato di gioia degli increduli tifosi del Brentford. Inutile l’ingresso di Saka, accolto da una standing ovation di tutto lo stadio contro il razzismo dopo gli insulti subiti per il rigore fallito contro l’Italia, per un’Arsenal ancora una volta senza capo né coda, di una disarmante inconsistenza, nonostante l’arrivo in difesa dell’inglese Ben White dal Brighton per quasi 60 milioni dopo aver fatto panchina per tutto Euro 2020.

Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Come aveva detto alla vigilia il tecnico del Brentford, Thomas Frank: “In realtà siamo come i bombi: non siamo fatti per volare, eppure abbiamo volato fino alla Premier League. Faremo di tutto per continuare a volare il più in alto possibile”. E infatti. Sabato prossimo si va a Londra sud, a Crystal Palace, per un altro derby della capitale. Perché le api volano, eccome. E pungono forte.

Fonte Repubblica.it

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