Con l’attacco riecco la ‘vecchia’ Atalanta. Gasp: “Non è solo quello, ci hanno fatto cose pesantissime”

Bentornato Luis Muriel. Con una doppietta e un assist, il trentenne di Santo Tomas in Colombia si è ripresentato ai sui tifosi per quel che è: uno dei più forti attaccanti del campionato italiano. Per mettere in mostra il proprio valore, dopo una serie di prestazioni opache in campionato, ha scelto la vetrina europea. Nella sfida con il Bayer Leverkusen il centravanti, che da ragazzo veniva paragonato a Ronaldo il Fenomeno, ha mostrato tutto il suo repertorio. Destro, sinistro, abilità nel passaggio e corsa a campo libero. “Non ho mai avuto dubbi su di lui”, ha detto Gasperini dopo avere incassato la vittoria per 3-2. E si vede. Lo ha saputo aspettare e nella sera magica di Bergamo, che ha costretto il Leverkusen a vincere al ritorno, si è goduto lo spettacolo.

Numeri non da Atalanta

Il risveglio di Muriel fa sperare nel ritorno dell’Atalanta come l’abbiamo conosciuta nelle ultime stagioni. Quest’anno le cose fin qui non sono andate come al solito. In 27 partite di campionato i nerazzurri hanno segnato 50 gol, dieci meno dell’Inter, che ha lo stesso numero di partite. Ma anche sette meno della Lazio e quattro meno del Milan, che però hanno giocato una gara in più. Per trovare il primo atalantino nella classifica dei marcatori, bisogna scendere fino alla dodicesima posizione, dove bivaccano a quota 9 reti Pasalic e Zapata, fermo dallo scorso  febbraio per uno strappo muscolare agli adduttori. E qui viene il punto: gli infortuni e le assenze.

I troppi infortuni

Dei sei attaccanti in rosa di fatto Gasperini nell’ultimo periodo ha potuto contare solo su Boga e Muriel, affiancati dal centrocampista avanzato Malinovskyi, che ieri ha servito due assist e fatto gol, dedicando poi la rete alle vittime della guerra in Ucraina, il Paese in cui è nato e dove vive la sua famiglia di origine. Per il resto, tutti indisponibili. Il 24enne Bryan Cabezas, rientrato dal prestito in Turchia, è fermo per la rottura del crociato. Josip Ilicic dopo un periodo di assenza si è fatto rivedere a Zingonia, e si spera possa ricominciare presto ad allenarsi con i compagni. Sarebbe bello rivederlo in campo nel finale di stagione proprio con Zapata, che su Instagram ha pubblicato un video in cui si allena in palestra. La descrizione del post è chiara: “Manca poco”.

Uno Zapata in più per il finale

A frenare l’ottimismo dell’attaccante colombiano è il direttore generale della Dea, Umberto Marino, che a Sky ha detto: “Duvan sicuramente ci darà una grossa mano, ma deve rispettare i tempi giusti. Siamo fiduciosi, ma non vogliamo accelerare: quando sarà pronto lo utilizzeremo”. La speranza è recuperarlo fra un mese o poco più, per la volata finale verso un posto Champions, obiettivo che i nerazzurri hanno centrato negli ultimi due anni ma che ora rischia di sfuggire. In campionato l’Atalanta ha perso tre delle ultime cinque partite. È stata scavalcata dalla Juventus, da cui è ora distanziata di sei punti, che potrebbero diventare tre nel caso in cui Gasperini e i suoi riuscissero a vincere nel recupero della partita mai disputata in casa col Torino. Per il resto, il calendario da qui alla fine non è dei più semplici. La banda del Gasp dovrà fra l’altro ricevere il Napoli il 3 aprile, il 10 sarà a Reggio Emilia col Sassuolo. Alla penultima di campionato incontrerà il Milan a San Siro. Un tour de force. Ma la migliore Dea, trainata dai suoi attaccanti, è abituata a questo e altro. 

Gasperini attacca ancora: “Contro di noi cose pensantissime”

Della partita con il Bayer, ma soprattutto della stagione, ha parlato anche Gian Piero Gasperini, molto polemico ai microfoni di Sky: “Abbiamo avuto un calendario durissimo, il Covid, un attacco spuntato. Eppure abbiamo sempre giocato con grande rispetto dell’avversario, rispetto che nei nostri confronti non c’è stato. Quello che è stato fatto all’Atalanta è pesantissimo, se avete voglia andate a vedervelo”.

Con l'attacco riecco la 'vecchia' Atalanta. Gasp: "Non è solo quello, ci hanno fatto cose pesantissime"Fonte Repubblica.it

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