Ciro ‘sempre più’ Grande: la Lazio incorona il suo re

ROMA – “Merita una statua a grandezza naturale da piazzare a Formello: organizziamoci”. L’entusiasmo di un tifoso sintetizza cosa rappresenti Immobile per la Lazio. Nelle radio ormai è Ciro-mania: “E dicono che all’Italia manchi un centravanti”, il concetto ricorrente. In effetti le critiche che lo accompagnano in Nazionale appaiono paradossali soprattutto adesso: nessuno ha segnato come lui nella storia della Lazio. A Marsiglia è arrivato a 160, il mitico Silvio Piola – 78 anni fa, era il 1943 – si fermò a 159. Numeri impressionanti, quelli di Immobile, straordinario goleador e in questa stagione anche capitano-leader della squadra di Sarri. “La Lazio è la mia vita”, diceva nei giorni controversi dell’Europeo, l’anima strattonata tra la felicità per le vittorie e l’amarezza per il veleno dei detrattori: “Ma perché ce l’hanno così tanto con me?”. In quel periodo, poi, arrivò la telefonata di Sarri, appena diventato l’allenatore della Lazio: “Con me ti divertirai e segnerai un sacco di gol”. È nato un patto tra loro, la promessa di giocare un campionato da protagonisti anche se la “squadra è in costruzione”, come ripete il Comandante. La prova di Marsiglia è l’ennesima testimonianza di questo feeling: non solo il gol della storia, ma anche un lavoro incredibile in pressing e copertura nonostante un ginocchio malandato, fino all’ultima azione della partita.

L’elogio del Comandante Sarri

“Questo record è un’emozione e uno stimolo”, aveva detto dopo aver raggiunto Piola, sabato a Bergamo. Ora l’ha superato, presto porterà i compagni a cena per ringraziarli dell’aiuto. E la Lazio lo festeggerà come merita in una delle prossime partite. “Con lui i difensori non possono distrarsi un attimo”, l’elogio di Sarri. Che a volte, proprio come il ct Mancini, gli raccomanda di non esagerare con le corse a perdifiato: le energie vanno gestite, Ciro non ci riesce granché. È un generoso, gioca per la squadra, non per i record. Ma le statistiche lo proiettano nel mito: 160 gol in 233 partite con la Lazio, media di 0,68. Un bottino realizzato in poco più di 5 anni, contro i 9 di Piola (a quei tempi, però, il campionato era a 16 squadre, non a 20): 0,65 la media dell’illustre predecessore, con 10 partite in più (243) e 37 rigori in meno (44 a 11).

Lo specialista della marcature multiple

Specialista delle marcature multiple, Immobile ha realizzato 1 poker, 5 triplette, 26 doppiette. Ha segnato a 40 squadre diverse, la Sampdoria la vittima preferita (10 reti). Sono 125 i gol colpendo con il destro, il suo piede, 18 con il sinistro e 17 di testa. Un goleador completo, capace di buttarla dentro in tutti i modi. In Serie A, ha partecipato al 44% delle reti della Lazio: 132 reti e ben 35 assist. “Ha ancora 5 anni di contratto (fino al 2026, ingaggio da 4 milioni a stagione più bonus, ndr), chissà dove potrà arrivare”, sottolinea il suo agente Sommella. A 31 anni, Immobile da Torre Annunziata è una macchina da gol che non si pone limiti, vuole vincere con la Lazio e con la Nazionale. E divertirsi a zittire – sempre con il sorriso da scugnizzo sulle labbra – chi ancora lo sottovaluta.

Fonte Repubblica.it

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