Chiesa pronto a tornare, Allegri ha una carta in più per risollevare la Juve

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Il ritorno in campo di Federico Chiesa è l’evento più atteso dell’autunno della Juve. Ormai non siamo più nel campo delle speranze, ma in quello delle certezze: Allegri è intenzionato a convocare l’esterno già per la partita di venerdì con l’Empoli, chiudendo così un’assenza che durava dallo scorso 9 gennaio, dalla partita con la Roma in cui si infortunò al crociato. Nove mesi e dodici giorni lontano dai campi fatti di alti ma anche di bassi, di preoccupazione per la risposta del ginocchio: rispetto alle previsioni iniziali, infatti, la prognosi è aumentata di due mesi. Il giorno del suo ritorno inizierà una nuova fase per lui e per la Juventus, una parentesi di sette partite da qui al 13 novembre, quando la sfida con la Lazio chiuderà il primo spicchio di stagione. Con Di Maria ai box per infortunio, poter contare su Chiesa è un’opportunità per il presente ma anche una certezza per il futuro: la Juventus di gennaio, con il rientro suo e di Pogba, sarà una squadra completamente diversa. Molto dipenderà anche da Allegri, dalla sua capacità di sfruttare al meglio la rosa a disposizione cucendo su misura l’abito migliore: la versatilità di Chiesa sarà un altro assist per l’allenatore. Prima però c’è il presente da sistemare, una stagione da rimettere in piedi: in campionato il tempo non manca mentre per l’Europa servirà un vero e proprio miracolo.

L’avvicinamento al Benfica, tra speranze e timori

Tutto ruota intorno alla Champions League, alle residue speranze di poter agguantare gli ottavi di finale. Non dipenderà solo dalla Juventus, visto che al Benfica e al Psg basterà vincere contro il Maccabi Haifa per avere la matematica certezza della qualificazione. Un compito decisamente abbordabile, ma che potrebbe diventare più complicato se all’aspetto tecnico si riuscisse a sommare quello psicologico. Giocare ad Haifa non è mai facile, lo può testimoniare la Juve che proprio in Israele ha compromesso forse definitivamente le speranze di qualificazione. Per il Benfica, che nel match casalingo contro il Maccabi ha faticato fino ad inizio ripresa per risolvere la questione, giocare al Sammy Ofer l’ultima partita del girone, con l’obbligo di vincere, rappresenterebbe un esame complicato: il clima è torrido per il tifo costante degli israeliani, che trasforma la squadra di Bakhar. Per creare queste condizioni, la Juventus dovrà vincere con due gol di scarto a Lisbona, provando a giocarsi il tutto per tutto nell’ultima sfida in casa con il Psg, nella speranza concreta che sia già qualificato. Non sarà semplice ma la svolta può avvenire solo con una grande prestazione: ecco perché la presenza di Chiesa, anche solo per uno spezzone, potrebbe essere un valore aggiunto da non sottovalutare. Il ritorno da un infortunio e le prime partite ufficiali sono solitamente le migliori, prima del fisiologico calo: out Di Maria, potersi giocare la carta Chiesa cambierebbe volto alla partita.

Gli assetti futuri e la versatilità di Chiesa

Esterno d’attacco, a centrocampo, in caso di necessità anche seconda punta. Chiesa rappresenta per Allegri una risorsa adattabile a ogni situazione: nella testa del tecnico prende sempre più forma il tridente formato da lui a sinistra, Vlahovic al centro e Di Maria a destra, anche se non è da escludere nessun’altra soluzione. Più di una volta il tecnico ha definito Chiesa una seconda punta, il che gli permetterebbe di giocare anche al fianco di Vlahovic o Milik, se dovesse essere necessario. Non solo, perché con il doppio attaccante potrebbe fare l’esterno a centrocampo, formando con Kostic una coppia di ali da far impazzire gli  avversari. Non è da escludere neanche la soluzione “all in”, tutti dentro, in un 4-2-3-1 che farebbe sognare i tifosi ma che dovrà prima trovare il giusto equilibrio: Pogba e Rabiot o Paredes a centrocampo, linea dei trequartisti formata da Di Maria, Chiesa e Kostic dietro Vlahovic. Con Milik e Cuadrado pronti a subentrare per cambiare volto alle partite. Il momento difficile della Juventus non può dipendere esclusivamente dagli infortuni, visti gli avversari con cui i bianconeri non hanno vinto. Tuttavia recuperare Pogba e Chiesa darà una marcia in più alla squadra sia dal punto di vista tecnico che da quello tattico. Risvegliando magari la voglia di “allegrate” da parte del tecnico. 

Fonte Repubblica.it

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