Chiellini dà l’addio alla Nazionale: “A Wembley sarà l’ultima”. La Juve invece può attendere

Chiellini dà l'addio alla Nazionale: "A Wembley sarà l'ultima". La Juve invece può attendere

REGGIO EMILIA – Giorgio Chiellini è ancora qui a sbuffare e sgomitare (“Sto alla grande, in forma strepitosa”) perché aveva un obiettivo in testa: tirare avanti fino al Mondiale e provare a ripetere in Qatar qualcosa di almeno vagamente simile a quello che gli era successo l’estate scorsa tra l’Olimpico e Wembley. È andata come è andata, ma del resto Giorgione con la Coppa del Mondo ha avuto un rapporto pessimo: due eliminazioni al primo turno e una ancora prima di arrivarci. Questa è la seconda. Sfumato il sogno, anticiperà di sei mesi l’addio alla maglia che più ha amato: quella dell’Italia.

L’addio a Wembley: “Lì ho toccato l’apice”

In attesa di sapere con esattezza cosa farà con la Juve, a Reggio Emilia Chiellini ha dato ufficialmente l’addio all’azzurro, lui che non ha mai voluto rinunciarvi nemmeno quando gli infortuni non smettevano di tormentarlo: vestirà la maglia numero 3 della Nazionale, e la fascia di capitano, per l’ultima volta il 1° giugno a Wembley, Italia-Argentina, la “Finalissima”: “Di base, se starò bene giocherò e saluterò a Wembley, dove ho vissuto sicuramente l’apice della mia carriera in azzurro e forse della mia carriera in generale. La vittoria all’Europeo è stata qualcosa di unico e mi piacerebbe salutare la maglia della Nazionale con una partita celebrativa come quella lì”.

L’addio alla Juve può aspettare: “Prima la Coppa Italia”

Sarà la sua 117ª partita con l’Italia e raggiungerà De Rossi al quarto posto nella classifica delle presenze, dietro a Buffon, Maldini e Cannavaro. Con la Juve è invece arrivato a quota 557 e potrà aggiungerne altre cinque e magari un trofeo, la Coppa Italia: sarebbe il ventesimo della sua vita in bianconero. L’addio alla Juventus non è ancora ufficiale anche per questo: perché c’è ancora qualcosa da vincere. “Devo fare delle valutazioni, ma prima vengono il quarto posto e la Coppa Italia. Dopo penserò al resto. L’anno scorso ho rinnovato dopo l’Europeo, vivo alla giornata con serenità e felicità”.

Un anno in America

Chiellini non dovrebbe in ogni caso andare oltre. “Devo parlarne con le mie due famiglie, quella a casa e quella in campo”, dice. Deve parlarne con la Juve e con sua moglie Carolina, ma le idee sono già abbastanza chiare: l’intenzione è di chiudere la carriera all’estero, preferibilmente negli Stati Uniti, e preparare in un ambiente stimolante la transizione tra il calcio giocato e quello da scrivania cui Chiellini è destinato, anche per mettere a frutto la laurea magistrale in Business Administration.

Il sogno nel cassetto: diventare “ministro degli esteri” della Juve

Le due bimbe di Giorgio, Nina e Olivia, hanno 6 e 3 anni e al padre piacerebbe che già imparassero l’inglese. Lui, da parte sua, lo parla piuttosto fluentemente, ma l’esperienza americana la vorrebbe anche per perfezionare la lingua: l’ambizione di Chiellini, infatti, sarebbe di diventare una sorta di ministro degli esteri della Juventus, curare le relazioni internazionale e soprattutto contribuire alla nascita della Superlega, di cui è un grande sostenitore. Ma prima, ballerà la sua last dance negli stadi della sua estate più memorabile: l’11 maggio sarà all’Olimpico per la Coppa Italia, il 1° giugno a Wembley per Italia-Argentina, la cosiddetta Finalissima: quale occasione migliore per il suo finalissimo?

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
27 giorni fa

Sassuolo-Juventus, la moviola della Gazzetta: “Morata cintura Kyriakopoulos, episodio dubbio”la pietá della gazzetta di vinovo ci fa schifo.
lo stesso fallo, le stesse manacce lunghe addosso ad un avversario, se fosse stato un giocatore dell’inter avrebbero avuto come conseguenze:
1) esposto all’unicef
2) ricorso ala sacra rota
3) interrogazione parlamentare della commissione antimafia
MA QUANDO AD USARE LE MANI É UNO DEGLI ORANGONI DELLA SQUADRA LADRA&DOPATA allora gli arbitri se ne lavano le mani…