Chelsea, la favola è finita: conti bloccati e giocatori pronti all’addio

Chelsea, la favola è finita: conti bloccati e giocatori pronti all'addio

LONDRA – Va bene che tira una bruttissima aria, ma ieri i dipendenti del Chelsea non si aspettavano una tale, brutta sorpresa. Perché nel tardo pomeriggio e senza alcun preavviso, la banca Barclay’s ha sospeso e congelato le carte di credito aziendali di tutti i dipendenti. È solo l’ennesima misura restrittiva, conseguenza delle ultime, durissime sanzioni agli oligarchi russi nel Regno Unito, tra cui finalmente anche Roman Abramovich, il patron del Chelsea campione d’Europa e del mondo, che sinora era stato intoccabile.

28 milioni al mese di stipendi

E ora chi salverà il Chelsea? La situazione è drammatica, tanto che si parla di altri 16 giorni di vita per il club, prima del suo fallimento. Perché, come ha notato il Daily Mail, con un monte stipendi di 28 milioni al mese e i conti più recenti con riserve di 16 milioni di sterline, il club brucerebbe le ultime sterline in meno di due settimane, dato che al momento il Chelsea non può raccogliere fondi in alcun modo. Inoltre, secondo le disposizioni del governo britannico che ha in pratica commissariato il club, ci sono soltanto poco più di 600mila euro da spendere a partita, mentre il Chelsea in genere dedica ben oltre un milione a match.

I primi tagli, caccia ai volontari

Una miseria, perché in questo budget va incluso tutto, dalle luci alla sicurezza, fino ai salari degli steward o per esempio il catering interno agli addetti ai lavori, sinora raffinatissimo e di una classe cui si è avvicina solo il Tottenham. Per la partita di domani contro il Newcastle in casa, non saranno disponibili per la prima volta dopo immemore tempo i “programmes”, ossia i libretti della partita del giorno, ossessione collezionista dei tifosi. Mentre non saranno pagati i lavoratori freelance e a cottimo. Volontari cercansi. Per le trasferte, invece, il budget è ancora più ristretto: 25mila euro a partita.

Lo sponsor si fa da parte

Insomma, dopo la feroce invasione della Russia in Ucraina, la favola del Chelsea è finita. Ora è arrivato l’incubo, per i dipendenti, cui si è sgretolata improvvisamente la terra sotto i piedi, ma anche per i calciatori. L’allenatore Thomas Tuchel ha detto l’altro giorno: “Finché abbiamo un pullman, la benzina e ci danno le maglie, noi continueremo a giocare”. Ma fino a quando? Persino lo sponsor principe dei blues, la compagnia telefonica “3”, ha sbattuto la porta. Il governo Johnson ha limitato praticamente ogni spesa oltre il minimo indispensabile.

Vendere il più in fretta possibile

L’unica soluzione ragionevole è vendere il club a terzi, il più in fretta possibile, anche se per ora la cessione è formalmente congelata. È questa la lettura che arriva anche da Downing Street e Whitehall, per non aizzare ancora di più gli animi, visto che molti tifosi del Chelsea in tutta risposta continuano a dedicare cori ad Abramovich, il tycoon vicino a Putin che in 19 anni li ha portati a vincere 21 trofei, tra cui due Champions League. I fan lo sottolineano, anche con scritte sui muri a West London, che la loro “squadra non è responsabile della guerra in Ucraina: lasciateci in pace”.

Le offerte sul tavolo

Dunque il governo non vede l’ora di accettare offerte vere per il Chelsea e sbarazzarsi di questo fardello il prima possibile. Per ora, sono due i consorzi più realistici. Uno è quello guidato dal paperone immobiliare britannico e conservatore Nick Candy, tra l’altro tifoso dei blues. L’altro sono l’americano Todd Boehly (LA Dodgers, baseball) e il miliardario svizzero Hansjörg Wyss, che avrebbero già fatto una offerta iniziale tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro. Per ora più staccato Woody Johnson, paperone trumpiano ed ex ambasciatore Usa a Londra, uno dei magnati dell’impero Johnson & Johnson nonché proprietario della squadra di football americano New York Jets.

Tanti giocatori possono andar via

Questa instabilità societaria, apre infine molti inediti scenari anche in termini di trasferimenti. Visto che al momento il mercato è bloccato e non si sa su che basi riaprirà per il Chelsea. Per questo, sono tornate le voci di possibili ritorni in eccellenti in Italia, come quello di Romelu Lukaku all’Inter, ma si parla anche di Jorginho e Marcos Alonso direzione Juventus. Anche i giocatori in scadenza, come il difensore Antonio Rüdiger, pensano di non rinnovare, e pure lui potrebbe arrivare a Torino. Insomma è già partito il fuggi-fuggi dal Chelsea. Oramai alla canna del gas, quello russo.

Fonte Repubblica.it

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