Chelsea in bilico, 200 interessati all’acquisto: la ‘scandalosa’ offerta dei sauditi. Intanto squadra a Middlesbrough con 10 ore di pullman

Chelsea in bilico, 200 interessati all'acquisto: la 'scandalosa' offerta dei sauditi. Intanto squadra a Middlesbrough con 10 ore di pullman

LONDRA  È la domanda da un milione di dollari nei corridoi della Premier League: che Chelsea vedremo l’anno prossimo? Proviamo a capirlo. Una delle poche certezze è che la squadra campione d’Europa e del mondo dovrebbe arrivare a fine stagione senza andare in amministrazione controllata o tecnicamente fallire. Almeno è questo ciò che si percepisce dal club del sanzionato e defenestrato oligarca russo Roman Abramovich, grazie all’ultima linea di credito di 100 milioni concessa dal governo britannico, attraverso gli introiti sbloccati come premi di piazzamento nel campionato inglese e in Premier League. Anche se domenica per la FA cup contro il Middlesbrough, il budget limite di 25mila euro a trasferta non permetterà al Chelsea di prendere un aereo privato. Risultato: 10 ore di pullman, unica alternativa. Ma ci sono altre grosse incognite sul futuro del club. E sono tante.

Chi salverà il Chelsea?

I potenziali acquirenti ci sono, e tanti. Sarebbero addirittura circa 200 individui e cordate che hanno espresso interesse nei blues. Per fare delle offerte c’è tempo fino a venerdì di questa settimana presso la banca d’investimento Raine Group di New York, che sta supervisionando il passaggio di proprietà del club dopo il congelamento di beni e asset di Abramovich. Il quale, tra le altre cose, ieri è stato visto per la prima volta dall’esplosione dello scandalo all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in attesa del suo jet privato che lo ha riportato a Mosca. In ogni caso, Raine Group valuterà le offerte, con l’ulteriore supervisione del governo britannico che tecnicamente vieta ancora ogni cessione societaria, e nel weekend dovremmo sapere qualcosa di più.

La “scandalosa” offerta dei sauditi

Ieri è arrivata una offerta clamorosa: come riportato da Nizaar Kinsella di Goal.com, c’è una cordata saudita, con a capo l’impero mediatico Saudi Media Group e il suo capo miliardario Mohamed Alkhereiji (anche tifosi del Chelsea), che avrebbe già fatto una offerta sensazionale per rilevare il Chelsea: quasi 3,3 miliardi di euro. Irrinunciabile? Forse sì. Innanzitutto il governo Johnson non vuole di certo ritrovarsi in un’altra situazione spinosa tra qualche tempo, come capitato con Abramovich. Inoltre, ci sarebbero problemi di conflitti di interesse, in quanto i sauditi, tramite il fondo Public Investment Fund (Pif) si sono già presi tutto il Newcastle. Se il Pif è espressione totale del principe ereditario e regnante de facto Mohammed Bin Salman, anche il Saudi Media Group è strettamente legato al leader di Riad. Il grande commentatore Martin Samuel del Daily Mail ha scritto: “Se abbiamo fatto entrare i sauditi a Newcastle, su che base potrebbe respingerli per il Chelsea?”

Dagli inglesi agli americani: i pretendenti

Al momento però la cordata favorita per la corsa ai blues è svizzero-americana: e cioè quella del miliardario elvetico Hangjörg Wyss e Todd Boehly, proprietario della squadra di baseball Los Angeles Dodgers, che già tre anni fa provò a prendersi il Chelsea, senza successo. Allora con circa 2,7 miliardi di euro, ora, secondo Sky News, sarebbe arrivato a 2,4. Le alternative sono diverse: Nick Candy, paperone londinese, colonna degli immobili di lusso e tifoso del Chelsea che avrebbe già parlato con il presidente del Chelsea Bruce Buck e la “zarina” direttrice sportiva del club e fedelissima di Abramovich, Marina Granovskaia. In lizza, ci sono anche Sir Martin Broughton, ex presidente di British Airways e Liverpool; Tilman Fertitta, che possiede la squadra di basket americano Houston Rockets e un patrimonio di 5,6 miliardi di euro; Thomas Ricketts, a capo dei Chicago Cubs di Baseball e che in passato ha provato anche ad acquistare il Milan; il patron dei Philadelphia 76ers, Josh Harris e la società private equity RedBird Capital Partners, che però prima dovrebbero vendere le loro rispettive quote in Crystal Palace e Liverpool; il lottatore irlandese Conor McGregor, che su Twitter ha annunciato una offerta di quasi 1,8 miliardi di euro; Sir Jim Ratcliffe, proprietario di Ineos e già di due club come il Nizza e il Losanna. E poi Woody Johnson, paperone trumpiano ed ex ambasciatore Usa a Londra, uno dei magnati dell’impero Johnson & Johnson nonché proprietario della squadra di football americano New York Jets.

Tuchel sarà ancora allenatore?

C’è un grosso punto interrogativo. Domenica il tecnico Thomas Tuchel ha assicurato che rimarrà fino alle fine stagione, dopo non si sa, nonostante il suo contratto pluriennale. Le alternative, al momento, sono Diego Simeone, Zinedine Zidane, Mauricio Pochettino in uscita dal Psg, e Paulo Fonseca ex Roma, ma è ovvio che la scelta dell’eventuale nuovo allenatore dipenderà dalla nuova dirigenza.

E i calciatori che fine faranno?

Anzi, i campioni, del Chelsea? Altra bella domanda. È chiaro che molti attendono di capire le mosse degli eredi di Abramovich. Ma qualcuno inizia già a guardarsi in giro. In primis Romeu Lukaku, tornato quest’anno allo Stamford Bridge e poi pentitosi di aver lasciato l’Inter, dove ora potrebbe e vorrebbe tornare. Ma ci sono altri casi: Rudiger è in scadenza di contratto e potrebbe passare alla Juventus, che è interessata anche a Jorginho e Marcos Alonso per sistemare centrocampo e fascia sinistra. Il regista italiano, tra l’altro, l’anno prossimo va in scadenza di contratto, così come Ngolo Kanté, uno dei centrocampisti più forti d’Europa. Inoltre, Reece James, il devastante terzino destro inglese, avrebbe dovuto mettersi in queste settimane a ridiscutere il contratto per un sostanzioso aumento, ora invece potrebbe cedere alle sirene di Real Madrid e Manchester City. E ci sono dubbi ora sulla permanenza persino di un fedelissimo come Mason Mount.

Ma le polemiche continuano

Già, perché per esempio ieri alcuni club di Premier League, nella videochiamata collettiva del lunedì, ieri si sono lamentati del fatto che, a causa del congelamento dei beni, al Chelsea verrebbero eliminati 2 miliardi di debiti (che in realtà sarebbero crediti di Abramovich nei confronti del club) che lo renderebbe il club di West London “più competitivo” sul mercato rispetto ad altri. Poi, quel che resta della dirigenza blues ci mette anche del suo, in questo momento già complicato: oggi sul sito del Chelsea, il club si è lamentato per la vendita bloccata dei biglietti ai propri tifosi causa sanzioni, in vista della trasferta di Middlesborough di domani, citando una “mancanza di integrità sportiva” alla base di questa decisione. Inutile riportare lo tsunami di critiche e indignazione che ha scatenato una frase simile, dopo quanto successo in questi giorni.

Fonte Repubblica.it

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