Chelsea a Boehly e Wyss: ecco cosa cambierà adesso

Chelsea a Boehly e Wyss: ecco cosa cambierà adesso

LONDRA – Mancano alcune formalità e soprattutto l’ok del governo inglese. Ma il Chelsea sembra oramai nelle mani della cordata guidata dal proprietario della squadra di baseball LA Dodgers, l’americano Todd Boehly, e dal miliardario 86enne svizzero Hansjorg Wyss. Ma chi sono questi nuovi proprietari? Andrà davvero tutto liscio, nonostante l’ok informale della banca Raine Group che sta valutando le offerte? E che cosa cambierà adesso per un Chelsea che dice addio alla lunga, vittoriosa e infine insostenibile reggenza di Roman Abramovich?

Chi è Todd Boehly?
Imprenditore, investitore e filantropo americano, la sua età non è ufficialmente conosciuta, ma dovrebbe avere 46 anni. Sposato con Katie Boehly, tre figli, nonni tedeschi, lui nato in Maryland e laureatosi in Finanza alla London School of Economics, Boehly oggi è conosciuto soprattutto per essere il co-proprietario della squadra di baseball Los Angeles Dodgers. Ma le sue fortune originariamente le deve all’ingresso in Guggenheim Partners e poi soprattutto alla holding Eldridge Industries. Ha un patrimonio di circa 4 miliardi di dollari e il suo interesse per il Chelsea non viene dal nulla: già nel 2019 cercò di prendersi il club di West London, ma l’allora proprietario Roman Abramovich respinse l’offerta.

Chi c’è dietro Boehly?
A supporto della cordata del paperone americano, che dovrebbe aver offerto oltre i 4 miliardi di sterline richiesti da Abramovich per liberarsi del club, c’è come detto Wyss (che però, qualora l’operazione riuscisse, rimarrà nell’ombra), ma anche l’altro co-presidente dei Dodgers Mark Walter, il fondo di investimenti americano Clearlake Capital, l’imprenditore britannico Jonathan Goldenstein (Ceo di Cain International) e Daniel Finkelstein, storico editorialista conservatore del “Times”, tifoso del Chelsea e membro della camera dei Lord britannica. Finkelstein dovrebbe diventare il direttore non esecutivo.

Ma è davvero finita per gli altri?
Praticamente sì se pensiamo alle cordate che facevano riferimento a Stephen Pagliuca (troppo complicato vendere l’Atalanta) e quelle a Lewis Hamilton e Serena Williams, seppur non si siano ancora tirati indietro e sperino in un colpo di scena dell’ultim’ora. Ma attenzione, perché c’è ancora una minaccia per Boehly. E cioè Sir Jim Ratcliffe, il gran capo del colosso petrolchimico Ineos.

Ratcliffe ha ancora speranze?
Poche, ma lui non molla. Per questo, ieri, ha cercato di far saltare il banco con una improvvisa e clamorosa offerta da circa 5 miliardi di sterline, di cui 3 di offerta per rilevare il club e altri 2 di investimenti nei prossimi anni. Ratcliffe poi ha parlato a vari giornali inglesi sottolineando di essere “l’unica cordata britannica. Il Chelsea è un patrimonio nazionale e la sua gestione dovrebbe rimanere in questo Paese”. Il ceo di Ineos fa ovviamente appello alla rabbia dei tifosi post fallimento Superlega “straniera” ma soprattutto al Tesoro britannico, che avrà l’ultima parola sulla cessione del Chelsea. Le credenziali sportive di Ratcliffe, poi, sono eccellenti: nel ciclismo ha rilevato il Team Sky, mentre in Formula 1 ha una quota nella Mercedes proprio di Sir Lewis Hamilton, oltre a essere un importante sponsor del team. Ma sembrerebbe essere troppo tardi per Ratcliffe.

Come sarà il Chelsea con Boehly al comando?
L’imprenditore americano è molto ambizioso, questo sarebbe il suo primo vero palcoscenico all’estero, ha investito e creduto nei LA Dodgers, che sono sicuramente migliorati sotto la sua guida societaria. Quindi non ci sarebbe da preoccuparsi per i tifosi dei Blues. Secondo il “Guardian”, però, è difficile che il club abbia subito centinaia di milioni da spendere quest’estate, quando si spera sarà sbloccato il mercato, ora fermo causa sanzioni contro Abramovich per la guerra della Russia contro l’Ucraina. Poi c’è la questione stadio. Lo Stamford Bridge è un pezzo di storia del calcio inglese e londinese, ma con i suoi 44mila posti non sembra più adeguato. Allo stesso tempo, costruirne uno nuovo richiederebbe un investimento di denaro e tempo eccessivi, e della stessa idea è anche Radcliffe. Più probabile un suo rifacimento, con un’espansione degli spalti (tuttavia non facile, essendo stretto tra case).

Come sarà il mercato calciatori del Chelsea?
Molti andranno via in ogni caso, soprattutto in difesa. Il tedesco Antonio Rudiger (ex Roma e seguito anche dalla Juventus) ha scelto il Real Madrid e un altro parametro zero come Christensen dovrebbe andare al Barcellona. I catalani vogliono anche il capitano del Chelsea, lo spagnolo Azpilicueta, su cui però i blues hanno una opzione di rinnovo automatico. In difesa, dunque, per ora sono confermati di certo per la prossima stagione soltanto Chalobah, Sarr e il 37enne Thiago Silva.

E Jorginho e Lukaku?
Il centrocampista della nazionale italiana ha il contratto in scadenza tra un anno, lo stesso un altro pilastro come Kanté, mentre Mason Mount tra due anni. Il Chelsea proverà a rinnovarli tutti e tre il prima possibile per non ripetere gli errori commessi con Rudiger e Christensen. Diversa la questione Lukaku. L’attaccante belga, pagato 120 milioni all’Inter l’estate scorsa, è un separato in casa nel Chelsea, perché con Thomas Tuchel non si è mai preso, né tatticamente, né umanamente. Inoltre, l’allenatore tedesco a questo punto dovrebbe rimanere e con un ruolo tecnico ancora più esteso, perché la nuova dirigenza Boehly si aggrapperà a lui per la ripartenza. Dunque Lukaku è più che mai in partenza. Ma vista la stagione incolore, difficile che qualcuno lo ricompri alla stessa cifra monstre di qualche mese fa.

Fonte Repubblica.it

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