Ceferin: “Supelega piano arrogante di pochi miliardari che non sanno perdere”

Ceferin: "Supelega piano arrogante di pochi miliardari che non sanno perdere"

VIENNA – Prima la pandemia, poi la Superlega e ora anche una guerra, ma alla fine il calcio ne esce comunque vincitore. Il 46° Congresso ordinario della Uefa, in corso a Vienna, offre ad Aleksander Ceferin l’occasione per rivendicare una volta di più, con orgoglio, i successi ottenuti, in primis sul progetto portato avanti da 12 club e che vede oggi solo Real, Barcellona e Juve ancora in ballo. “Siamo stati forti malgrado le avversità – ha sottolineato – Insieme abbiamo trovato le soluzioni che ci servivano. Se siamo uniti siamo imbattibili e anche la società vince”.

“Se Uefa affronta milionari che comprano tutto vince”

Ceferin ha descritto il fallimento della Superlega come “un tentativo sfacciato di pochi oligarchi e aristocratici di lanciare un progetto che avrebbe calpestato tutti i valori del calcio e della società europea”. E se questo tentativo è sfumato è stato grazie al grande spirito di unità dimostrato da federazioni, club, leghe, giocatori, allenatori, tifosi, partner commerciali e televisivi, Cio, autorità politiche dell’Unione europea e governi nell'”opporsi a un piano arrogante e sprezzante, ideato da pochi miliardari i quali non concepiscono che, sul campo come nella vita, puoi perdere contro qualcuno più piccolo di te. Quando la Uefa affronta i milionari che pensano di comprare tutto, il calcio vince. Dobbiamo continuare a incoraggiare i pesci più piccoli a lottare per battere i giganti. La legge e la moralità sono dalla nostra parte”.

Gli stretti legami con la European Club Association

Durante il suo discorso rivolto ai delegati delle 55 federazioni affiliate, il dirigente sloveno ha espresso gratitudine per gli stretti legami che sta instaurando con la European Club Association (“Si prospetta un periodo pacifico per il calcio di club nel decennio a venire”), sottolineando come il format e la lista di accesso delle competizioni Uefa per club 2024/25 sia figlio anche delle consultazioni con la comunità calcistica europea: “Se la Uefa ascolta la maggior parte dei club, dei tifosi e degli allenatori ed elimina una volta per tutte il concetto di qualificazione alle competizioni Uefa in base ai coefficienti, a vincere è il calcio. In qualità di organo di governo con il dovere e la responsabilità di difendere gli interessi generali, e non gli interessi di una minoranza, insieme all’Eca e ai club abbiamo deciso di rimanere fedeli ai nostri principi di merito sportivo e scopo anziché profitto”.

“Reinvestiamo oltre il 97% delle entrate nel calcio”

Il numero uno della confederazione europea ha ricordato la gestione della pandemia, col rinvio delle sue competizioni per favorire il completamento di quelle nazionali modificando poi a tempo di record i vari format e portando avanti un progetto nuovo come la Conference League, “una competizione che ci fa vivere e respirare il calcio che amiamo e rievoca gli anni ’80”. Il calcio ne ha beneficiato “perché la Uefa gestisce le sue finanze in modo così rigoroso da poter reinvestire oltre il 97% delle entrate nel calcio e spendere meno del 3% per i costi operativi”.

“Misure per evitare maltrattamenti giocatori sui social”

Fra le novità degli ultimi mesi il nuovo fair play finanziario, studiato “al fine di salvaguardare il futuro a lungo termine del calcio di club, stimolare gli investimenti e ristabilire l’equilibrio economico”. Non mancano i problemi da risolvere, dalla violenza negli stadi al razzismo, passando per la necessità di dare a tutti una possibilità nel calcio, “affinché i piccoli possano continuare a giocare contro i grandi e, a volte, batterli sorprendendo tutti. È per questo che il calcio è un gioco fantastico”. Senza dimenticare gli stessi protagonisti: “Dobbiamo prenderci cura della salute fisica e mentale dei giocatori. Dobbiamo adottare misure per evitare che vengano maltrattati sui social media, dobbiamo offrire supporto psicologico per aiutarli ad affrontare la pressione a cui sono sottoposti”, ha dichiarato Ceferin, prima di rivolgere un monito ai leader del calcio, che “devono stare molto attenti a non mordere la mano che li nutre. Se le loro richieste vanno troppo oltre, rischiano di distruggere il patto sociale su cui poggia il nostro sport. Se il calcio dimostra che è possibile un mondo diverso, un mondo di resilienza e speranza in cui non tutto è dettato dal potere, dal profitto o dal cinismo – conclude il presidente Uefa -, a vincere è l’intera società”.

Fonte Repubblica.it

Voglio essere avvisato
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments