Cagliari-Roma 1-2: Ibanez e Pellegrini firmano il colpo in rimonta

CAGLIARI – “A Cagliari ci sono più salite che discese”, dicono con la loro ironia un po’ pessimista i sardi. È la fotografia della partita della Roma, che per trovare l’uscita ha dovuto arrampicarsi come si fa tra le vie della città che salgono verso il Castello. Il miglior risultato ottenuto finora da José Mourinho non è (solo) il 4° posto che continua a difendere dalla pressione dell’Atalanta. Ma la definitiva maturazione di Lorenzo Pellegrini. Come uno scultore, più che aggiungere sull’opera grezza del suo talento, José ha sottratto: la comfort zone del paterno Di Francesco e del rassicurante Fonseca, l’ombra ingombrante di Dzeko, estraendone un calciatore finalmente determinante. Chissà se tra una decina di anni ce ne ricorderemo come un altro di quei centrocampisti che incontrando lo Special hanno trovato la strada in cui consacrarsi a una dimensione superiore. Era successo a Lampard al Chelsea e a Sneijder all’Inter. L’ultimo passo per provare a raggiungere il livello dei due campioni d’Europa, Lorenzo l’ha mosso a Cagliari. Se la Roma non ha rovinato a Cagliari l’immagine lucidata nei 90 minuti contro il Napoli è grazie a un gesto che Pellegrini sapeva di avere. Ma era l’unico a crederci.

La punizione di Pellegrini e il ragazzino Felix

Da anni, a Roma, si sorrideva dei suoi tentativi su punizione. Troppo bassi, più spesso altissimi: l’unico gol da fermo finora era stato un regalo del terzo portiere dell’Ajax ad aprile. Fino a ieri. Quando invece ha preso il pallone nel momento più pesante della partita, spedendolo all’incrocio dei pali della porta di Cragno, quei risolini sono stati cerchiati da bocche tonde di stupore, 5° gol del suo campionato, 8° stagionale. “Mi dicono che non so battere le punizioni, ma io continuo ad allenarmi”. Quasi si dimentica per un istante che il fallo della punizione non era fallo. In tribuna lo hanno urlato facendo infuriare Mourinho, che per l’agitazione ha perso gli occhiali, mentre ribatteva (“Taci!”) alle proteste. Un Mourinho sparito nell’intervallo, chissà se come ai tempi del Chelsea per nascondersi nello spogliatoio. Certo nella ripresa la Roma è cresciuta. Anche grazie al 18enne Felix Afena, ultima scommesa di Mou. 

Il ritorno di Pavoletti, ma la Roma la ribalta

Ma solo dopo essersi messa nei guai, spalancando al Cagliari senza cinque titolari – e parliamo di gente come Nandez e Strootman, Godin e Caceres – l’occasione per andare in vantaggio con Pavoletti, un Mida capace di trasformare un rimpallo tra Viña e Bellanova nel vantaggio, 171 giorni dopo il suo ultimo gol. Conseguenza fatale di un nervosismo tagliente, se Abraham arrivava a rimproverare Zaniolo caduto, urlando “alzati”. A rialzarsi è la Roma, chiudendo 7 giorni iniziati con i 6 gol di Bodø. Mazzarri invece lamenta un rigore non dato, ma è di nuovo ultimo da solo. Gennaio e il mercato sono lontani: aspettarli per intervenire rischia di essere un azzardo. 

Cagliari-Roma 1-2 (0-0).
Cagliari (4-4-2):
Cragno, Zappa, Ceppitelli, Carboni, Lykogiannis; Bellanova, Deiola (37′ st Keita), Grassi (34′ st Oliva), Marin; Pavoletti, Joao Pedro. (1 Aresti, 31 Radunović 15 Altare, 33 Obert, 17 Farias, 36 Delpupo, 20 Pereiro). All.:Mazzarri.
Roma (4-2-3-1): Rui Patricio, Karsdorp, Mancini, Ibanez, Vina (12′ st Felix Afena) Cristante, Veretout (45′ st Kumbulla), Zaniolo (35′ st Calafiori) Pellegrini, Mkhhitaryan (1′ st El Shaarawy), Abraham. (87 Fuzato, 55 Darboe, 52 Bove, 62 Volpato, Zalewski, 11 Pérez, 14 Shomurodov, 65 Tripi ). All.: Mourinho sualificato (in panchina Sacramento).
Arbitro: Pezzuto di Lecce.
Reti: nel st 8′ Pavoletti, 26′ Ibanez, 33′ Pellegrini.
Recupero: 2′ e 4′.
Angoli: 10-2 per la Roma.
Ammoniti: Zaniolo, Joao Pedro, Lykogiannis, Calafiori, Bellanova per gioco scorretto, Abraham per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 8.547.

Fonte Repubblica.it

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