Bundesliga e Ligue 1, al via con una missione quasi impossibile: spezzare il dominio di Bayern e Psg

Bundesliga e Ligue 1, al via con una missione quasi impossibile: spezzare il dominio di Bayern e Psg

Bundesliga e Ligue 1, che cominciano venerdì sera con Lione-Ajaccio e un elettrizzante Eintracht-Bayern, sarebbero campionati splendidi se non fossero vampirizzati da Bayern e Psg, due club totalmente fuori taglia, con possibilità tecniche e soprattutto economiche che mortificano la concorrenza. La loro superiorità rasenta livelli talora imbarazzanti ed è una delle ragioni, per esempio, per cui molte delle stelle strapagate di Parigi finiscono per annoiarsi, allentano attenzione e concentrazione, s’allenano il minimo indispensabile e finiscono per farsi trovare impreparati quando vanno in Europa.

Il calendario della Bundesliga

Il circolo virtuoso del Bayern che domina

A Monaco le cose vanno diversamente (anche in Champions, di conseguenza) prima di tutto perché in Baviera la ricchezza se la costruiscono anno dopo anno con la capacità gestionale (conti in equilibrio, straordinaria capacità di moltiplicare i ricavi, ingaggi sotto controllo, spese mirate e valorizzazione dei giovani), anche se alla fine il campionato tedesco è finito in un spirale da cui non esce più: le sfidanti si avvicinano portando alla ribalta nuove stelle che però, presto o tardi, se le compra il Bayern, che finisce per ristabilire le distanze e nel frattempo si prepara a rastrellare il nuovo talento emergente.

Karim Adeyemi (Borussia Dortmund) Karim Adeyemi (Borussia Dortmund)
Karim Adeyemi (Borussia Dortmund) (afp)

Il Borussia ci prova, Adeyemi è il nuovo Haaland

Lewandowski è stato il simbolo più alto di questo processo, anche se quest’estate è stato il Borussia Dortmund a movimentare il mercato interno, prendendo i difensori (nazionali) Schlotterbeck dal Friburgo e Süle proprio dal Bayern, a fine contratto. I gialloneri si sono assicurati anche uno dei migliori talenti in circolazione, l’imprendibile Karim Adeyemi, vent’anni appena e già ben saldo nella Mannschaft di Fritz. È costato 30 milioni e viene dal Salisburgo, dunque sta facendo lo stesso identico percorso di Haaland, che a Dortmund hanno rimpiazzato con questo formidabile attaccante giovane e con lo sfortunatissimo Haller, preso per 31 milioni dall’Ajax ma costretto alle cure per un tumore maligno ai testicoli. Arriverà un altro centravanti, ma certo che la botta è dura.

Mané, De Ligt e il ragazzino Tel dopo Lewandowski

Il Bayern vince il titolo ininterrottamente da dieci anni, duranti i quali il Borussia Dortmund è arrivato per sei volte secondo. Per strada ha lasciato giusto qualche Coppa di Germania (tra cui l’ultima, vinta dal Lipsia che ha così conquistato il primo trofeo della sua storia) e quest’anno ha deciso di consolidare il dominio prendendo De Ligt, Mané, Gravenberch, Mazraoui e il 17enne francese Tel (Rennes), pagato ben 20 milioni, ma soprattutto provando a dare aria fresca al suo gioco, che fino a maggio era totalmente orientato a mandare in gol Lewandowski. L’era del polacco si è chiusa con 344 reti in 375 partite e a Monaco non hanno voluto un sostituto di ruolo: giocheranno senza un centravanti di riferimento “e così saremo più imprevedibili” ha dichiarato l’allenatore Nagelsmann, giovanissimo anche lui e così bravo e precoce da risultare a volte spocchioso. In ogni caso, la stagione l’ha inaugurata con un 5-3 al Lipsia in Supercoppa, risultato che dice tutto del Bayern che dobbiamo aspettarci: esagerato ma anche un po’ farfallone.

Matthijs de Ligt Matthijs de Ligt
Matthijs de Ligt (ansa)

La sfida del Lipsia e il ritorno di Götze

Proprio il Lipsia proverà a inserirsi tra le due big storiche, a maggior ragione ora che ha finalmente una coppa sugli scaffali. Ha preso uno dei migliori dell’ultima Bundesliga, il terzino sinistro Raum (Hoffenheim) e sogna il ritorno di Werner. Il Bayern azzera le speranze di vittoria per chiunque, ma alle sue spalle c’è continuamente fermento: in Europa League le tedesche vanno sempre fortissimo (e l’Eintracht ha vinto l’ultima edizione) e ogni anno salgono alla ribalta almeno una dozzina di giovani di valore, anche se proprio a Francoforte hanno puntato invece su un veterano, l’eroe del Mondiale 2014, Götze, richiamato in patria dopo due anni al Psv.

Gli stadi più pieni e appassionati del mondo

Gli stadi traboccano di tifo e sono i più caldi (e i più pieni) d’Europa, gli allenatori hanno generalmente idee fresche e audaci, i ritmi sono altissimi e lo spettacolo divertente. La Bundesliga valorizza al massimo soprattutto i talenti dell’est, della vicina Polonia e dell’ex Jugoslavia in particolare: comprano a poco, rivendono a tanto e il saldo di mercato è sempre positivo. Nemmeno lo stucchevole dominio del Bayern riesce ad annoiare il pubblico, visceralmente legato alle realtà locali. Quello della Bundes è il calcio più puro, a livello di passione.

Christophe Galtier, nuovo allenatore del Psg, con Luis Campos, uomo mercato del club parigino Christophe Galtier, nuovo allenatore del Psg, con Luis Campos, uomo mercato del club parigino
Christophe Galtier, nuovo allenatore del Psg, con Luis Campos, uomo mercato del club parigino (afp)

Il talentificio della Ligue 1: mille francesi giocano all’estero

Anche la Ligue 1 è un campionato divertente e aperto (alle spalle del Psg, ça va sans dire), ma con molte criticità in più: il clima degli stadi non è ugualmente rilassato e la passione spesso tracima in violenza. Non mancano le dure contestazioni ai club, dalle quali non è rimasto immune nemmeno il Psg. Il calcio francese è ormai un talentificio e le società puntano quasi esclusivamente a buttare nella mischia il prima possibile i loro giovani migliori, anche perché i vivai transalpini sono di gran lunga i migliori al mondo e valorizzano in particolare i talenti africani, di prima e seconda generazione. Nella scorsa stagione i calciatori francesi espatriati erano addirittura 978 (emigrano di più solo i brasiliani) e quest’anno si supererà facilmente quota mille. Vanno all’estero non solo le stelline nascenti, ma anche solidi prodotti della classe media che sono apprezzatissimi in tutti i campionati di primo livello. Ormai si punta sui francesi a occhi chiusi: quest’estate il Real ha investito 80 milioni su Tchouaméni, ma hanno colpito soprattutto i 20 che il Bayern ha puntato sul diciassettenne Tel, gioiellino del Rennes.

Il calendario della Ligue 1

Il giro di vite del Psg di Galtier, quello che lo batteva

Il Psg è stato più sobrio del solito e si è dato una svolta che somiglia a un giro di vite. Ha acquistato il giovane portoghese Vitinha, due francesi di prospettiva, Ekitiké e Mukiele, e sta per chiudere per Renato Sanches. Ma, soprattutto, ha chiesto più disciplina, ha messo alla porta una dozzina di esuberi e si è messa nelle mani di Cristophe Galtier, quanto ci sia di più distante dal glamour parigino: l’allenatore marsigliese è ruvido, ruspante, va dritto al punto e ha introdotto la novità della difesa a tre (più equilibrio, meno svolazzi). Gli emiri, in pratica, si sono affidati all’unico che in questi anni abbia loro rotto le uova nel paniere, per lo meno sul fronte interno, visto che Galtier ha portato via al Psg un campionato (Lille 2021) e li ha eliminati dalla Coppa di Lega con il Saint-Étienne (2013) e dalla Coppa di Francia con il Nizza, pochi mesi fa, sempre guidando squadre dalle potenzialità smisuratamente inferiori.

Igor Tudor, nuovo allenatore del Marsiglia Igor Tudor, nuovo allenatore del Marsiglia
Igor Tudor, nuovo allenatore del Marsiglia (afp)

Il caos Marsiglia travolge Tudor

L’anno scorso alle spalle del Psg è arrivato il Marsiglia, che però ha liquidato Sampaoli affidando a Tudor una sorta di rivoluzione tecnica che non sta funzionando per nulla: lo spogliatoio è in ebollizione, la tifoseria contesta e la ricca campagna acquisti (molto quotati soprattutto di due esterni Clauss e Nuno Tavares) rischia di non attecchire. In particolare sono sul piede di guerra i due trascinatori dell’anno scorso, Payer e Ünder.

Nizza punta su Viti e Ramsey, il Lille vende sempre

Meglio le cose vanno a Nizza, dove è tornato un allenatore capace e carismatico come lo svizzero Favre e dove hanno piazzato colpi interessanti prendendo sia giovani, come l’empolese Viti, sia elementi di lungo corso come Schmeichel e Ramsey. Il Lille come al solito ha venduto i suoi talenti che sforna in serie, ha messo da parte qualche altra decina di milioni e ne ha reinvestiti una minima parte sui prossimi fenomeni che rivenderà. Maignan, Pépé, Leao, Osimhen, Hazard, Botman, Hazard, Thiago Mendes, Celik, Origi, Ikoné, Sidibé, Gueye, Pavard, Payet, Gervinho, Digne sono solo alcuni dei giocatori partiti da Lille nell’ultimo decennio.

Occhio al Lione “americano” di Tolisso e Lacazette

C’è invece curiosità per il Lione, passato a una proprietà americana e reduce da un stagione disastrosa: sono rimasti l’allenatore Bosz e Paquetà, che in Francia si è rilanciato alla grande, sono tornati Lacazette e Tolisso, è arrivato un buon terzino come Tagliafico e c’è grande curiosità per il 19enne Lepenant, regista del Caen, miglior giocatore dell’ultimo campionato di seconda divisione. A occhio, il Lione quest’anno è il favorito per il secondo posto, il migliore disponibile se il Psg gioca almeno al 30% delle sue potenzialità.

Fonte Repubblica.it

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