Bonucci: “I fischi a Donnarumma? Gente senza cervello”

Bonucci: "I fischi a Donnarumma? Gente senza cervello"

FIRENZE – Non sarà una partita qualunque, quella che domani a San Siro opporrà le due finaliste dell’ultimo Europeo. Entrambe le squadre giocheranno col lutto al braccio: gli azzurri per le vittime dell’alluvione, gli inglesi per la scomparsa della regina Elisabetta e ascolteranno per la prima volta l’inno God Save the king, il re Carlo.

Il capitano della Nazionale Leonardo Bonucci, che nella finale di Wembley segnò forse il gol più importante della carriera e che aggancerà a quota 117 presenze De Rossi e Chiellini, ha lanciato un appello al pubblico di Milano, dove nella semifinale della Final Four di Nations contro la Spagna venne fischiato Donnarumma per il trasferimento estivo al Psg: “Era stata gente senza cervello: non vedo perché fischiare chi rappresenta l’Italia e che ha fatto una scelta professionale. Dai 40 mila e passa di San Siro mi aspetto che ci aiutino, con orgoglio, a battere di nuovo l’Inghilterra. È stata una grande vittoria, nel calcio si ha spesso la memoria corta, ci si focalizza troppo su quello che non va”. Mancini lo ha parzialmente contraddetto sul tema dei fischi a Donnarumma: “Il calcio è emozione, a volte un tifoso fischia perché si è sentito tradito dal suo idolo. Magari i milanisti amavano così tanto Gigio che hanno reagito in quel modo. Certo, la Nazionale sarebbe meglio non fischiarla, ma sono cose che possono capitare”.

“Bersagliato dai tempi del calcioscommesse”

Non può di sicuro capitare quello che invece succede ultimamente sui social e che hanno apertamente denunciato in questi giorni a Coverciano tre vittime dell’odio da tastiera: Acerbi, Immobile e adesso appunto Bonucci a Radiorai: “È vergognoso, non è ammissibile, è una piaga sociale. Toglierei l’avverbio ultimamente, a me succede da parecchio, dai tempi del calcioscommesse, quando ero innocente e mi davano già del condannato. Sono molto preoccupato e non solo nel calcio, sono preoccupato per i miei figli. Non ho mai visto tanta cattiveria. Spesso nel calcio vengono sfogate frustrazioni della vita quotidiana. Chi può intervenire deve farlo al più presto”.     

Tifosi ingrati

Non sono giorni semplici per Bonucci, che alla Juventus è al centro delle critiche e gioca meno del solito: la Nazionale ridiventa il balsamo: “L’ingratitudine non mi spaventa, non mi spaventa niente, ognuno è libero di pensare quello che vuole, vado a testa alta. Io ho vissuto momenti più difficili, nella mia vita, di quello delle persone che parlano troppo”. Il capitano deve essere leader per definizione? “Io mi sento sempre me stesso , nel bene e nel male. Tutto ciò che ho fatto l’ho fatto appunto sforzandomi sempre di essere me stesso, nel bene e nel male. Quando vengo in Nazionale, mi rigenero, è così da 12 anni a questa parte. Si respira aria fresca. Al Mondiale 2026 come Immobile? Non penso, non è il mio obiettivo. Penso ad aiutare la squadra ora e fino a quando potrò”.

Obiettivo Final Four

L’obiettivo di Bonucci non è la salvezza in Lega A: “Se vinciamo, possiamo andare alla Final Four e migliorare il ranking per il sorteggio delle qualificazioni a Euro 2024. È una partita molto importante, ci farà capire a che punto siamo di questo percorso, dopo la mancata qualificazione al Mondiale e il giusto ricambio di giugno, dovuto alle tante partite che c’erano in calendario. L’Inghilterra ha grandi individualità soprattutto davanti, incluso il nuovo arrivato Toney, che ho visto nelle clip, io che sono abituato ai duelli con Kane: di sicuro è un bell’esame”. Anche tattico, a giudicare dalle premesse: “Le scelte tattiche spettano al ct, noi siamo a disposizione. Prima dell’Europeo avevamo la certezza di un percorso anche perché alcuni giocatori c’erano sempre, adesso mancano e servono più soluzioni. Ma quello che conta è giocare bene le partite, a prescindere dal modulo”.

I giovani e l’entusiasmo

Il coraggio manca a volte ai club italiani, nel lanciare i giovani? “C’è un mix: la mancanza di coraggio e la difficoltà di trovare giocatori di livello alto, già pronti per certe competizioni. Ma per avere una Nazionale al livello del passato bisogna rischiare, come fanno i club inglesi, che valorizzano il talento. La capacità di rischiare, a volte, porta a risultati impensati”. Che portano all’entusiasmo: “Se pensiamo all’Europeo, quello era un entusiasmo diverso. Qui a Coverciano c’è ancora, ma lo amplificano le vittorie. Se non reagiamo, cadremo sempre più verso il basso”.

Fonte Repubblica.it

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