Bologna-Venezia 0-1: decidere Okereke, altro colpo dei lagunari

BOLOGNA — Vi diranno che il Venezia aveva vinto nel 1947 l’ultima volta contro il Bologna. Ed è vero. In casa. Mai nella sua storia i neroverdi, cui poi fu aggiunto l’arancio per l’Unione, avevano conquistato la posta intera sotto le due torri. Succede alla fine di una partita difficilissima, in modo inopinato, raccogliendo quel poco che la squadra di Mihajhlovic concede. Con Okereke, opportunista come mai, nello sfruttare una tardiva uscita bassa di Skorupski che fino a quel momento aveva patito il freddo. Esaltandosi nella cerniera difensiva, inespugnabile: sarebbe potuta durare ore, questa partita, senza che il risultato cambiasse. Così è venuto da pensare, a un certo punto.

Venezia, difesa perfetta

È il secondo successo di fila dei veneti, che fanno collezione di scalpi di grandi avversari, ultima la Roma. Mentre il Bologna si ferma dopo due vittorie, costretto com’è stato a patire la fame, forse per la pecca di non riuscire a cambiare marcia negli ultimi metri. Ma è eroica la partita di Caldara e Ceccaroli, i soli ospiti a vincere gli scontri individuali, coppia centrale che blinda la porta, ben sostenuta sui lati da Mazzocchi e Haps. 

Il Bologna fa la partita dal primo all’ultimo minuto, ma sbatte su un muro. E alla fine, in modo fortuito e sfortunato, un rimpallo su Busio frutta la palla del match all’ospite. Bravo nello sfruttare l’occasione. La conferma che il calcio non è una scienza esatta nei numeri: 17 angoli a zero, 65 per cento di possesso palla, 22 tiri in porta contro otto, la maggior parte dei quali nel finale concitato. Insomma, i colori rossoblù escono dal match con la sensazione che pure il pareggio sarebbe stato stretto.   

LA DIRETTA DI BOLOGNA-VENEZIA 0-1

 

Bologna, si rivede Orsolini

Mihajlovic non ha il terzino goleador, De Silvestri, nè l’imbronciato Skov Olsen, che si è fatto male alla caviglia. Così riesuma Orsolini, preferito a Mbaye, col compito di perlustrare l’intera fascia. Zanetti sceglie la cavalleria leggera, ipotizzando una manovra di rimessa snella e ariosa in transizione. Il primo tempo è un monologo, il Bologna stradomina, Skorupski deve uscire a smanacciare un cross ed è l’intera produzione arancioneroverde in 45′. Ma gli ospiti, seguiti a Bologna da un migliaio di tifosi, cancellano la profondità a Barrow e Arnautovic, specie Ceccaroni sull’austriaco, anche se non c’è mai riproposizione, e questo per l’attenta opera da recuperatore di palloni di Dominguez, spesso accompagnato da applausi. 

Collezione rossoblù di angoli

Il Bologna fa collezione di angoli, al riposo sono sei a zero, ma davanti a Romero la porta è sbarrata. La sola scintilla viene da Svanberg, ancora una prova di sostanza importante nei primi 45′, che riceve al limite e scaglia un destro radente su cui Romero è pronto a ribattere a mani chiuse, in tuffo. Il primo tempo è tutto qui, il Bologna recrimina su una girata ravvicinata di Barrow che Caldara ribatte con un braccio, movimento giudicato legale dal fischietto di Padova, che grazia anche Mazzocchi da un’ammonizione per trattenuta. Ma la sfida è molto corretta. 

Esame di maturità rimandato

C’è poco da fare, il Bologna soffre terribilmente le squadre che si arroccano. Era successo anche col Cagliari, così pensano al Dall’Ara dopo un primo tempo molto simile, e le statistiche, 16 di 19 gol arrivano la difesa che annulla gli attacchi. Ma il Venezia ha dalla sua anche il know-how del viaggio dei sardi. E il Bologna dal canto suo è il liceale che dopo tanti bei voti fallisce l’esame di maturità: il paradiso può attendere.

Henry la carta per alzare la squadra

Zanetti a bordo campo e Aramu sul campo hanno un bello sbracciarsi perché vedono i lagunari appiattirsi dietro la linea del pallone, l’assalto bolognese diventa assedio, ma il fortino davanti a Romero consente all’estremo di vivere un pomeriggio di allerta senza troppi patemi. Poche parate dell’esperto argentino perché il Bologna finisce sempre per non trovare soluzioni decisive. Zanetti (che con Henry al posto di Johnsen riesce ad avere un riferimento per alzare la squadra) dopo un’ora pesca il jolly con Okereke nella sola chance costruita. Un rimpallo al limite tra Theate e Busio finisce sui piedi di Okereke che, con uno scavino, elude l’incerta uscita di Skorupski. È il gol partita. Da quel momento assalto all’arma bianca felsinea, solo nel recupero un paio di rovesciamenti pericolosi. Un tiro, un gol: nel calcio succede. 

Il tabellino

BOLOGNA (3-5-2): Skorupski, Soumaoro, Medel, Theate, Orsolini (24′ st Vignato), Soriano, Dominguez (42′ st Viola), Svanberg, Hickey (34′ st Santander), Barrow (24′ st Sansone), Arnautovic. (22 Bardi, 23 Bagnolini, 2 Binks, 4 Bonifazi, 15 Mbaye, 35 Dijks, 20 Van Hooijdonk, 74 Cangiano). All.: Mihajlovic.

VENEZIA (4-3-1-2): Romero, Mazzocchi, Caldara, Ceccaroni, Haps, Ampadu, Vacca (14′ st Tessmann), Busio (35′ st Modolo), Aramu (14′ st Kiyine), Okereke (35′ st Peretz), Johnsen (9′ st Henry). (1 Maenpaa, 28 Schnegg, 3 Molinaro, 13 Modolo, 18 Heymans, 19 Bjarkason, 9 Forte, 11 Sigurdsson). All.: Zanetti.

Arbitro: Chiffi di Padova.

Reti: nel st 16′ Okereke.

Note: Angoli: 17-1 per il Bologna. Recupero: 0′ e 5′.

Ammoniti: Busio, Haps per gioco scorretto; Romero per comportamento non regolamentare.

Spettatori: 15.255.

Fonte Repubblica.it

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