Bologna-Udinese 2-2: gol e occasioni al Dall’Ara tra squadre senza pensieri

Bologna-Udinese 2-2: gol e occasioni al Dall'Ara tra squadre senza pensieri

BOLOGNA – Come a Monopoli, Bologna e Udinese si presentano al via e finiscono sulla casella degli imprevisti: fuori Dijks e Schouten da un lato, l’Udinese invece perde Pereyra. In pratica mancano soprattutto gli ingegneri. Non è un grosso problema in cantiere, visto che i tempi di costruzione sono stati rispettati e visto che si gioca liberi da ogni cattivo pensiero. Almeno in partenza. Nel Bologna, la prima da  titolare di Nico Dominguez dopo l’operazione, nell’Udinese c’è Arslan, preferito in avvio a Samardzic. E’ chiaro che è uno sforzo in più quello di chi si trova, in poche ore, a cambiare la prospettiva. Campo e non panchina, non è elemento da sottovalutare l’approccio mentale al match. Specie nella lettura complessiva, fatta di pregi e di errori. 

<<La cronaca della gara>>

Come ai tempi del cortile

In avvio è il match che può piacere a chi rimpiange i beati anni del cortile. Perché i ventidue ragazzotti sembra si siano trovati per il gusto di giocare. Con annessi e no. Il che tradotto vuol dire: quando il cervello si collega, belle cose; quando si stacca, avviene il contrario. Una considerazione che muta quando l’Udinese, trovato il vantaggio specula largamente sulla sua struttura fisica, “sporcando” spesso e volentieri le giocate. Regolamento interpretato al limite del lecito. Si parte sulla dimensione di gioco, sul bello del gioco. E il Bologna va subito in vantaggio. Dopo 5′, la rete è frutto di una bella combinazione, si parte a destra per finire a sinistra.  Bonifazi invita al traversone basso De Silvestri, Barrow tocca indietro con la punta a Svanberg che è lesto a vedere libero e bello Hickey: lo scozzese calcia scivolando, la palla batte sul palo e s’infila. Applausi meritati. Ecco allora che l’Udinese capisce che bisogna accendere il motore. E il motore è sempre lo stesso, energici contrasti, usando i corpaccioni, corsa e muscoli. Ma Cioffi ha dato pure raziocinio. 

Success uomo squadra

Non c’è Beto, ma Success è comunque la teoria del tutto. Gioca come un pivot che fa il playmaker. Difende palla con le dimensioni e poi dà spettacolo con la distribuzione. Prima del gol del Bologna, per esempio, manda in porta Makengo che calcia alto (azione viziata però da un fuorigioco in avvio), poi premia l’inserimento di Molina, fermato da Bardi in uscita (anche Skorpuski non c’è, colpito da Montezuma). Il pareggio è un mix tra meriti e colpe. Perché l’ostinazione alla costruzione “dal basso” porta a una palla persa malamente in mezzo dai padroni di casa, Udogie anticipa De Silvestri e poi corre fino a essere il terminale della bella e geometrica costruzione che passa dai piedi del solito Success e finisce nell’angolino dove l’ex Frosinone non può arrivare. Uno a uno.    

Barrow non si sblocca

Ma il gioco resta sempre collegato allo stato d’animo iniziale, si gioca per il gioco. E così lo stadio ha un sussulto quando Barrow si invola, fino all’area di rigore, dalla trequarti, ma con un solo difensore tra lui e Silvestri, rifiuta l’occasione, si ferma e calcia dal limite su Silvestri. Si rumoreggia, il gambiano è un caso tecnico in questo Bologna. Si rumoreggia perché senza Arnautovic il Bologna non dà riferimenti offensivi all’avversario, ma anche non li trova. C’è poca profondità. Un’assurda palla persa dal Bologna porta al vantaggio immediato dell’Udinese, dopo 24 secondi di gioco della ripresa, dopo che il calcio d’inizio era stato del Bologna. Fila via Deulofeu, si ferma in area, crossa sul secondo palo, Success stop e tiro ravvicinato: 2 a 1. All’ora di gioco, il Bologna prova a scardinare il mestiere degli ospiti cambiando schema tattico: squadra a 4 dietro e Aebischer playmaker, fuori Dominguez, ancora convalescente. E con Sansone che rileva Binks, apparso meno brillante, si mette a tre in avanti. La scelta premia subito 

Orsolini premia Sansone

Il pareggio arriva con guizzo di Orsolini, cross teso e basso, Sansone infila a porta vuota. Dopo un tiro alto di De Silvestri, Cioffi gioca la carta Samardzic per Arslan. Makengo calcia dalla distanza, alto, ma l’Udinese riparte meno. La condotta ostruzionistica e lo sfruttamento della fisicità al limite del lecito dei calciatori ospiti innervosisce il clima, sul campo e sugli spalti. Santoro ha dimenticato i cartellini sui ripetuti contrasti ruvidi di Becao. Ci casca Sansone, che reagisce, fa male, e lui sì viene ammonito. Orsolini si mangia letteralmente il gol del vantaggio (traversone al bacio di Sansone) l’ala – lo diciamo a beneficio dei giovani – colpisce di testa senza staccare   e così facendo alza un colpo di testa elementare. L’ospite risponde quando  Bardi vola a deviare un tiro di Success dalla distanza. Pussetto e Falcineli – a 4′ dalla fine – sono cambi che dicono della voglia di vincere dei due tecnici.  Ma non accade più nulla. Due a due. Migliori in campo, per distacco: Theate e Success. 

BOLOGNA (3-5-2): Bardi – Bonifazi, Binks (12’st Sansone), Theate –  De Silvestri, Soriano (42’st Falcinelli), Dominguez (12’st Aebischer), Svanberg (30’st Viola), Hickey (30’st Mbaye) – Orsolini, Barrow.  All. Mihajlovic (in panchina Tanjga).
UDINESE (3-5-2): Silvestri – Becao, Pablo Mari’, Perez – Molina, Arslan (18’st Samardzic), Walace, Makengo, Udogie – Success, Deulofeu (42’st Pussetto).  All. Cioffi.
ARBITRO: Santoro di Messina.
RETI: 6’pt Hickey, 25’pt Udogie 1’st Success, 14’st Sansone.
NOTE: pomeriggio sereno, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Perez, Sansone, De Silvestri, Pussetto. Angoli: 4-2 per l’Udinese. Recupero: 0′ e 3′

Bologna-Udinese 2-2: gol e occasioni al Dall'Ara tra squadre senza pensieriFonte Repubblica.it

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