Barcellona, profondo rosso nel tetto salariale: -144 milioni. Si fa dura per Haaland

Barcellona, profondo rosso nel tetto salariale: -144 milioni. Si fa dura per Haaland

Barcellona, profondo rosso nel tetto salariale: -144 milioni. Si fa dura per Haaland

Profondo rosso in casa Barcellona. Se la classifica finalmente sorride alla squadra di Xavi, imbattuta da 12 partite nella Liga e tornata in zona Champions, la situazione finanziaria continua ad essere deficitaria. La Liga spagnola ha pubblicato i dati relativi ai parametri salariali di tutte le squadre e il club catalano è l’unico ad avere un numero negativo: meno 144,353 milioni di euro. In parole povere il Barça per ogni 4 euro risparmiati, ne può spendere uno.

Oltre un miliardo di debiti

Questo limite include anche le spese effettuate per le squadre giovanili, gli stipendi fissi e variabili dei tesserati, bonus collettivi, commissioni per gli agenti e altri ammortamenti. Già l’estate era arrivato un campanello d’allarme quando la Liga aveva bloccato il faraonico rinnovo di contratto di Leo Messi perché le cifre in ballo superavano i limiti economici. Il Barcellona, che “vanta” dei debiti superiori al miliardo di euro, fino allo scorso autunno era comunque riuscito ad avere un saldo positivo relativo al salary cap (+97,9 mln), ma evidentemente la situazione con il tempo è peggiorata. Non è bastato dunque liberarsi di alcuni ingaggi pesantissimi, da Messi a Pjanic fino a Coutinho e Griezmann.

Apertura al fondo Cvc

Per risanare i conti, la società catalana deve necessariamente continuare con la sua politica di ridimensionamento di costi, sia nella campagna acquisti che negli ingaggi dei calciatori. E oltre alla fondamentale qualificazione in Champions League, adesso i dirigenti stanno valutando un’apertura al fondo Cvc, fino ad oggi mai preso in considerazione ma che porterebbe al club blaugrana una cifra vicina ai 300 milioni di euro. Inoltre si valuta anche la cessione del 49% del “Barça Studios”, per altri 300 milioni. Una vera e propria manna dal cielo.

Da Haaland a de Ligt, colpi a rischio

In Spagna intanto ci si fanno alcune legittime domande. Per esempio come abbia fatto il Barça a gennaio ad acquistare Dani Alves, Ferran Torres, Adama Traore e Aubameyang. E se il Real Madrid resta la squadra spagnola con il maggior margine da spendere in stipendi dei suoi giocatori avendo la capacità di pagare fino a 739,163 milioni di euro (è tutto pronto per l’assalto a Mbappé, in scadenza con il Paris), il prossimo calciomercato in casa blaugrana rischia invece di essere molto limitato. Il presidente Laporta dal canto suo ha assicurato di “poter fare mercato”, ma gli obiettivi principali, da Haaland a de Ligt, adesso sono decisamente meno percorribili. Più facile che arrivino dei colpi a parametro zero come Kessie e Christensen, in scadenza rispettivamente con Milan e Chelsea. In totale nella Liga il tetto salariale è di 2.046,983 milioni di euro (a ottobre era di 2.277,214 milioni), mentre quello della Seconda Divisione è di 252,242 milioni di euro.

Fonte Repubblica.it

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