Barcellona-Inter 3-3: i nerazzurri sfiorano l’impresa ma vedono gli ottavi ad un passo

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Barcellona-Inter 3-3: i nerazzurri sfiorano l'impresa ma vedono gli ottavi ad un passo

BARCELLONA – Fare tre gol al Camp Nou in Champions League e non vincere. Questo il paradosso, tutto sommato dolce, di un’Inter stupenda, mai in affanno in uno stadio impossibile, riagguantata in un finale senza senso da Robert Lewandowski e da un po’ di sfortuna. Ora alla squadra di Inzaghi per qualificarsi basta vincere a San Siro contro il Viktoria Plzen, che ha perso per 4-2 contro un Bayern sempre più primo nel gruppo. Ecco perché il pareggio fra blaugrana e nerazzurri non è proprio un pareggio. E perché i tifosi interisti, relegati in piccionaia, ancora mezz’ora dopo la fine cantavano i loro cori, mentre quelli catalani lasciavano lo stadio sbottando contro la Uefa, definita “mafia”. Ma se l’arbitro ha fatto favori a qualcuno, quel qualcuno è Dembelé, che nell’intervento su Darmian avrebbe meritato il rosso diretto. Proprio il francese aveva segnato il primo gol del match nel primo tempo. A mettere i conti in pari è stato Barella, poi è toccato a Lautaro e Gosens. E con un 3-3 impossibile da dimenticare non solo per chi c’era, ma anche per chi ha sentito il solo finale in radio, si allontanano le mire di ottavi della squadra capolista in Liga, che solo con la qualificazione potrebbe aiutare un bilancio da bancarotta, su cui grava più di un miliardo di debito. Storie brutte da calcio moderno. Come non bello è stato l’avvicinamento alla gara, a partire dal divieto per gli interisti di vestire il nero e l’azzurro al di fuori del settore ospiti.

<<La cronaca della gara>>

Già un’ora prima dell’inizio, il catino ululante del Camp Nou ha provato ad atterrire i giocatori interisti. I tifosi blaugrana hanno allenato il loro italiano di modo da insultare gli ospiti nella loro lingua. Eppure l’Inter non si è fatta intimidire. Per la prima mezz’ora, pur senza contendere il possesso palla alla squadra di Xavi, quella di Inzaghi è riuscita a difendersi e ripartire. Tanto che nel primo terzo di partita le migliori occasioni sono state nerazzurre. Prima una traversa di Dzeko. Poi un tiro da fuori di Mkhitaryan. Quindi un contropiede acceso da Barella e spento da Dumfries addosso a Ter Stegen. Xavi ha dato libertà tanto a Pedri quanto a Dembelé, che ha buttato in porta da un passo una bella palla servita dall’incursore Sergi Roberto.

Nella ripresa è stata l’Inter a fare quel che il Barcellona recitava e basta: attaccare. E con un’imbucata feroce di Barella, innescato da Bastoni con un lancio da bravo trequartista, quale sarebbe potuto essere se solo fosse nato un po’ più basso. Ed è arrivato anche il raddoppio, con Lautaro che ha interrotto il suo lungo sciopero dal gol qando più contava, complice un erroraccio di Busquets, subito tolto dal campo da Xavi, che con quella sostituzione punitiva ha dimostrato tutto il suo nervosismo. Una sofferenza che viene da lontano, da quel 2010 in cui l’Inter al Camp Nou conquistò la finale Champions. Una nemesi. Saggi invece i cambi di Inzaghi, che inserendo Bellanova e Gosens per Çalhanoglu e Dzeko ha blindato la sua Inter in un Mourinhano 7-2-1. Ma il pareggio blaugrana è arrivato lo stesso, per colpa di una palla persa da De Vrij e infine deviata da Bastoni dopo che Lewandowski l’aveva calciata. Ma il destino della partita era di non finire mai, e fra ultimi minuti e recupero si sono incastrati due gol, il primo di Gosens e il secondo di testa di Lewandowski, e una rete giàfatta buttata da Asllani. Per l’Inter l’unica vittoria al Camp Nou resta quella del 1970 in Coppa delle Fiere. Ma nella corsa agli ottavi ora è padrona del proprio destino.

Barcellona 3
Dembele 40′ pt, Lewandowski 37′ st e 47′ st
Inter 3
Barella 5′ st, Lautaro 18′ st, Gosens 44′ st
Barcellona (4-3-3) Ter Stegen 6 – Sergi Roberto 5.5 (28′ st Kessie 6), Piqué 5, Eric Garcia 5, Marcos Alonso 5.5 (27′ st Balde 6) – Pedri 6.5, Busquets 5 (20′ st De Jong 6.5), Gavi 6.5 (37′ st Ferran Torres Sv) – Dembelé 7, Lewandowski 7, Raphinha 5.5 (21′ st Ansu Fati 6). All. Xavi 6
Inter (3-5-2) Onana 6.5 – Bastoni 7 (41′ st Acerbi 5.5), De Vrij 6.5, Skriniar 7 – Dumfries 7, Barella 7.5 (40′ st Asllani 5.5), Calhanoglu 6.5 (32′ st Gosens 7), Mkhitaryan 6, Dimarco 6.5 (22′ st Darmian 6) – Dzeko 7 (31′ st Bellanova 6), Lautaro 8. All. Inzaghi 7
Arbitro Marciniak 5.5 (Pol)
Note Ammoniti Lautaro, De Vrij, Dembelé, Mkhitaryan. Spettatori 82.302

Fonte Repubblica.it

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