Azzurri, un tour de force per votare tra le due partite della Nazionale. Ma nessuno vuole rinunciare

Azzurri, un tour de force per votare tra le due partite della Nazionale. Ma nessuno vuole rinunciare

Azzurri, un tour de force per votare tra le due partite della Nazionale. Ma nessuno vuole rinunciare

FIRENZE. Che la maggioranza degli azzurri della Nazionale di calcio voglia esercitare domenica il diritto di voto, nonostante l’intreccio con la trasferta in Ungheria,  è parso chiaro dalle parole di uno tra i più giovani del gruppo. Giacomo Raspadori, 22 anni, neoattaccante del Napoli, ha lanciato dal ritiro fiorentino di Coverciano un appello in piena regola: “È molto importante e giusto esprimere il proprio pensiero, se non ci sono viaggi pazzeschi da fare”. La difficoltà, in effetti, è proprio logistica. Domenica la squadra di Mancini e il gruppo di un’ottantina di persone (calciatori, staff, collaboratori, sponsor, dirigenti della Figc) sarà in partenza per Budapest, dove lunedì sera affronterà l’Ungheria nell’ultima partita del girone della Nations League. Il volo charter, dopo il decollo romano da Fiumicino, farà una tappa intermedia a Malpensa, perché parte della delegazione si muove appunto da Roma e l’altra da Milano, dove l’Italia resterà in ritiro sabato, dopo avere giocato la sera di venerdì a San Siro con l’Inghilterra.

In pratica chi intende votare lo potrà fare con tempi piuttosto stretti: potrà raggiungerà il luogo di residenza da sabato, dopo l’allenamento mattutino a Milano al centro Vismara del Milan, e domenica di buon mattino andare al seggio appena aperto, per poi muoversi subito verso l’aeroporto di Roma, dove il decollo è previsto intorno alle 10,30 o per lo scalo milanese, dove l’aereo atterrerà dopo un’ora per ripartire alle 12 per l’Ungheria. La missione appare più complicata per chi risiede al sud, meno per chi abita al nord: il suddetto Raspadori, che ha la residenza a Bologna, ha appunto dichiarato l’intenzione di votare. La Figc non comunicherà per la privacy i nomi di chi sceglierà di restare in ritiro e di chi invece si sposterà per le elezioni, anche se rischia di essere il classico segreto di Pulcinella. È già filtrato che voterà il ct Mancini, residente a Roma. Non avrà questo genere di problema il responsabile dell’area performance e ricerca del Club Italia, Valter Di Salvo, che essendo dal 2010 direttore della sezione Performance and Science dell’Aspire Academy di Doha, ha la residenza in Qatar e ha già votato come italiano all’estero.

La questione del voto degli azzurri era stata affrontata in largo anticipo, ma l’idea di allestire un seggio apposito per loro è stata scartata: sia per non creare una condizione privilegiata sia soprattutto per ragioni tecniche, legate al sistema elettorale misto, il Rosatellum, in vigore dal 2017. Lo spostamento di quasi un centinaio di persone dall’abituale luogo di residenza, e dal seggio al quale sono iscritte, avrebbe infatti rischiato in teoria di alterare il risultato dei collegi uninominali. L’unico precedente in materia risale alle Europee del giugno 2004, quando  però si votò col sistema proporzionale e la delegazione della Nazionale, che si trovava in Portogallo per l’Europeo, poté dunque votare a Lisbona. Stavolta, per la stessa ragione che ha impedito l’allestimento di un seggio ad hoc a Milano, non è stata possibile un’eccezione neanche per gli azzurri dell’Under 21, che domenica si trovano a Castel di Sangro alla vigilia dell’amichevole col Giappone, né per quelli dell’Under 20, a Varese perché impegnati martedì 27 in amichevole con la Svizzera.        

Fonte Repubblica.it

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