Atalanta-Napoli 1-2: con Osimhen ed Elmas è fuga scudetto

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Atalanta-Napoli 1-2: con Osimhen ed Elmas è fuga scudetto

BERGAMO — Sono diventate nove le vittorie di fila in campionato del Napoli, che si è imposto in rimonta (2-1) anche nello scontro al vertice con l’Atalanta e ha blindato il suo primato solitario in classifica. Alla squadra di Gasperini non è bastato passare quasi subito in vantaggio con un rigore di Lookman. Già nel primo tempo gli azzurri hanno infatti ribaltato con i gol di Osimhen ed Elmas, portando via poi i preziosi tre punti con una ripresa di sofferenza. Decisive anche al Gewiss Stadium le mosse di Spalletti.

Lo scontro al vertice della classifica è stato condizionato dalle assenze pesanti di Muriel da una parte e Kvaratskhelia dall’altra, che hanno costretto Gasperini e Spalletti a ritoccare l’assetto dei rispettivi reparti offensivi. Più spregiudicata la scelta dell’Atalanta di dare fiducia in coppia con Lookman a Hojlund, un po’ più conservativa quella del Napoli di inserire sulla fascia sinistra Elmas, preferito a Raspadori e spesso centrocampista aggiunto. Ma la mossa è servita inizialmente agli azzurri solo per guadagnare metri con il possesso di palla, abbastanza sterile e meno pericoloso rispetto alle improvvise ripartenze in campo aperto degli avversari. Davanti a Meret si è infatti subito aperta una voragine e il portiere ha dovuto compiere una prodezza (3′) sul tiro ravvicinato di Hojlund, liberato da un assist in orizzontale dell’ispiratissimo Lookman. Molto buono l’impatto con la sfida dei padroni di casa, spinti dal gran tifo del Gewiss Stadium (macchiato da qualche coro razzista) e capaci di mettere alle strette la capolista giocando in velocità, sovente di rimessa. Non è quindi arrivato per caso il vantaggio della Dea: angolo velenoso di Koopmeiners e tocco di mano in mischia di Osimhen, segnalato dal Var all’arbitro Mariani. Sul dischetto si è presentato Lookman e quasi senza rincorsa ha spedito il pallone sotto l’incrocio dei pali, sbloccando (19′) il risultato dopo poco più di un quarto d’ora quasi a senso unico.

Ma il gol subito ancora una volta ha scosso in maniera positiva il Napoli, invece di deprimerlo. Il segnale della riscossa lo ha dato ai compagni con un’improvvisa percussione Lobotka, costringendo l’Atalanta a rifugiarsi in calcio d’angolo. E proprio dalla bandierina (23′) è giunto il pareggio quasi immediato dagli azzurri, con Zielinski che ha pennellato un assist elegante e preciso sulla testa di Osimhen, bravo a sua volta a fare centro. L’episodio ha cambiato oltre al risultato anche l’inerzia della gara e un altro colpo di testa di Anguissa, alto di poco, ha messo di nuovo i brividi a Musso (29′). Gasperini ha ordinato invano ai suoi giocatori di rimanere sempre corti e di non concedere troppi spazi agli avversari, intuendo il momento di difficoltà psicologica e tattica di capitan Toloi e compagni. I suggerimenti dalla panchina sono però rimasti inascoltati ed è bastata una verticalizzazione di Anguissa per spalancare la strada all’uno contro uno di Osimhen con Demiral, stravinto di prepotenza dopo un corpo a corpo dal centravanti nigeriano, che è stato poi pure bravo a mettere Elmas nella condizione di spostarsi il pallone sul sinistro (35′) e battere per la seconda volta Musso. Convinti gli applausi dalla panchina di Spalletti, ancora più felice di aver scelto il macedone come vice Kvaratskhelia.

Sul Napoli incombeva anche il fattore stanchezza e per questo è stato ancora più importante per gli azzurri ribaltare il risultato prima dell’intervallo, in vista della prevedibile reazione d’orgoglio in avvio di ripresa da parte dell’Atalanta, molto più riposata non avendo in questa stagione impegni internazionali. La squadra di Gasperini è in effetti ripartita a razzo e ha preso d’assedio la metà campo avversaria, ribellandosi a sua volta con determinazione e lucidità allo svantaggio. Clamorosa l’occasione per il pareggio sfumata (10′) per la Dea, con Maehle che ha sfruttato un errore di Zielinski per arrivare a due passi da Meret e impegnarlo con un bel diagonale, mentre è stata la traversa a beffare Lookman sul successivo tap-in da due passi. Alla Gewiss Arena si sono però mangiati ancora di più le mani poco dopo (18′), quando Hojlund ha mancato il bersaglio sotto misura con una scellerata spaccata. Ma Spalletti s’è reso conto del calo dei suoi nonostante lo scampato pericolo ed è corso ai ripari inserendo Politano e Ndombele, forze fresche per uscire dal bunker. Di sofferenza il secondo tempo della capolista, costretta a fronteggiare un’altra ondata con gli ingressi di Zapata e Malinovskyi. Il match ball è capitato tuttavia a Simeone, appena subentrato a Osimhen e liberato sul dischetto del rigore da una combinazione tra Elmas e Olivera: grave l’errore di mira (33′) del Cholito, su un tiro che pareva a colpo sicuro.

Il risultato è così rimasto in bilico nel rovente finale, con Meret di nuovo attento (36′) sul tiro di Malinovskyi dalla distanza. L’Atalanta ha inserito anche Boga per fare l’ultimo sforzo e il Napoli si è aggrappato alle ripartenze di Politano per respirare, in un braccio di ferro appassionante e ad alta tensione, allungato dai quattro minuti di recupero concessi (con Gasperini furibondo) da Mariani. Ma il bunker azzurro non ha tremato più. La fuga della capolista diventa sempre più consistente.   

Fonte Repubblica.it

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