Atalanta-Milan inaugura il campionato della Lombardia

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Atalanta-Milan inaugura il campionato della Lombardia

MILANO – Comincia domenica sera, con Atalanta-Milan, un campionato nel campionato, fatto di 20 derby: la Lega lombarda. Prende il via alla seconda giornata e finirà alla trentottesima e ultima, il 4 giugno 2023 con Atalanta-Monza, questo torneo padano che si gioca in un fazzoletto di pianura, il lembo di terra più ricco d’Italia (25.330 euro di reddito medio annuo, secondo i dati del ministero dell’Economia), con le montagne Orobie a frastagliare l’orizzonte sopra Bergamo e le colline della Brianza a ondulare il paesaggio attorno a Monza: si vede anche la Grigna, quando l’aria è limpida, ma sull’enorme prato virtuale, tra grattacieli, industrie e aziende agricole, il pallone rimbalza sempre benissimo come ai tempi dei garzoni Trapattoni e Lodetti e dei fratelli Franco e Beppe Baresi figli delle cascine di Travagliato.
Il pallone rimbalza veloce. Cremona è la trasferta più lunga, si fa per dire: un centinaio di chilometri e un’oretta d’auto, rettilineo più rettilineo meno, attendono i tifosi di Inter, Milan, Atalanta e Monza, se vogliono arrivare allo stadio Zini. Invece fanno 25 chilometri scarsi e 22 minuti da San Siro al Brianteo, che nell’era monzese di Berlusconi e Galliani si chiama U-Power Stadium: serve più tempo per andare dalla Bovisa a piazza Duomo, se c’è traffico.

Ritorno al Boom

Di traffico in campo se ne prevede parecchio, perché il luogo comune sul calcio in cui non c’è nulla di scontato è verissimo: per informazioni chiedere all’Inter di Helenio Herrera, che nella stagione 1966-67 perse a Mantova lo scudetto col famoso gol di Di Giacomo e la papera di Sarti, oppure al Milan del Gre-No-Li, che nel 1951-52 concesse definitivamente lo scudetto alla Juventus con la sconfitta contro il Legnano sul neutro di Brescia. Quelle furono le due stagioni record della Lombardia, con sei squadre in serie A: 71 anni fa c’erano appunto Legnano, Busto Arsizio con la Pro Patria e Como, a fare compagnia alle milanesi e all’Atalanta, mentre 56 anni fa fu il turno di Brescia, Mantova e Lecco. Le 5 elette di oggi possono gettare le basi per il nuovo record, a giudicare dalla partenza. Non sembra infatti esserci una vittima designata per la retrocessione, a differenza di quel Legnano e quel Lecco, che chiusero all’ultimo posto. Se Milan e Inter, monopoliste degli ultimi due campionati, intendono ancora sfidarsi per il titolo e l’Atalanta ha subito vinto in trasferta con la Sampdoria, le due che hanno perso alla prima giornata non sono certo crollate: la Cremonese ha fatto ottima figura con la Fiorentina e il Monza si è svegliato tardi col Torino. Siccome in serie B il Brescia e un po’ anche il ricco Como indonesiano puntano alla promozione, l’idea di un prossimo campionato ancora più lombardo non è affatto bislacca. Questo, intanto, non scherza: i calciatori stranieri sfiorano il 60%, con buona pace del ct Mancini, però sul 40% di italiani è di nuovo consistente e consolida un primato classico il numero dei giocatori nati in Lombardia: il 20% degli azzurri arriva storicamente da lì. Capeggia la lista il milanista Sandro Tonali da Sant’Angelo Lodigiano, con l’amico bresciano Calabria, ma l’elenco è davvero lungo e lo alimentano con orgoglio le 5 iscritte al campionato nel campionato: il totale fa 22. Dentro ci sono l’Inter di Bastoni, Dimarco, Bellanova,
Darmian e Gagliardini
, la Cremonese di Bianchetti, Ghiglione e Zanimacchia, l’Atalanta di Scalvini e naturalmente il Monza, che ha scelto come capitano un simbolo del luogo, il brianzolo Pessina.

Tra la Brianza e gli Usa

Dell’orgoglio di Brianza si è ammantato lo storico debutto in A, al culmine dell’operazione condotta dal monzese Galliani e da Silvio Berlusconi, che dalla villa di Arcore vede le luci dello stadio, dove è verosimile che possa consumare parte della campagna elettorale, come ai tempi del Milan. Giovanni Arvedi, l’industriale cremonese dell’acciaio, prova a rinfrescare il mito del genius loci, mentre i Percassi, artefici bergamaschi del favoloso triennio atalantino in Champions, hanno coinvolto nell’azionariato del club l’americano Stephen Pagliuca. Straniero è del resto da tempo il calcio a Milano. Il Milan è statunitense, col fondo Elliott, e a settembre dovrebbe restarlo, passando (anche attraverso un prestito di Elliott) alla società d’investimento Red Bird di Gerry Cardinale: in pochi giorni si capirà se l’operazione sia stata rallentata o se invece è vicina alla chiusura. L’Inter cinese respinge con sdegno le notizie sull’imminente getto della spugna degli Zhang. Conta il fatturato da 330 milioni di euro e alla soglia dei 300 si avvicina anche il Milan. Questione di Champions: l’Atalanta ha raggiunto i 242 milioni di ricavi grazie alla coppa più importante, della quale è adesso orfana. La Cremonese, che punta allo stadio di proprietà, atterra su un pianeta inesplorato: quello dei diritti tv, che con la trentina di milioni previsti porteranno certamente al record del fatturato. Quanto al Monza, viaggiando sulla navicella Fininvest, percorre rotte speciali. Attenti alla Lega lombarda, la vecchia novità della serie A. 

Atalanta-Milan inaugura il campionato della LombardiaFonte Repubblica.it

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