Arteta fa volare l’Arsenal, l’allievo vuole battere il maestro Guardiola

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LONDRA – Nove vittorie in dieci partite. L’Arsenal 2022-’23 di Mikel Arteta non sarà invincibile come quello di Arsene Wenger che due decenni or sono vinse l’ultimo titolo per i Gunners senza perdere una sola partita: ha già perso una gara, non può dunque più ambire a ripetere quell’eccezionale exploit. Ma è appunto da allora che i tifosi di Highbury non avevano più visto una partenza di campionato così a razzo.

Arsenal a +4 sul City

Dopo due mesi e mezzo, l’Arsenal è solo in testa alla classifica della Premier League con 27 punti e 4 di vantaggio sui campioni in carica (da due stagioni) del Manchester City. La squadra di Guardiola rimane la favorita dei commentatori, per la ricchezza della sua formazione, trascinata dal giovane, inarrestabile centravanti norvegese Haaland, capocannoniere e aspirante al Pallone d’Oro: ma ieri il City ha perso (battuto 1-0 dal Liverpool ad Anfield), per la prima volta dal febbraio scorso, e il suo goleador è rimasto una volta tanto all’ asciutto. Il Pep ha dato la colpa al Var, che gli ha annullato un gol, ma i giornali inglesi oggi concordano che il fallo (commesso proprio da Haaland) c’era e che la colpa della sconfitta non è l’arbitro elettronico, bensì “l’inconsistenza” dei Citizens. Così l’idea che l’allievo Arteta possa superare il maestro Guardiola, di cui è stato assistente e discepolo, non sembra più del tutto azzardata.

La soddisfazione di Arteta

L’Arsenal di questa prima fase del torneo ha tutto: gioco, determinazione, perfino un pizzico di fortuna. Risssume bene la situazione il suo alienatire dopo la vittoria per 1-0 sul Leeds: “È stato un successo importante. Abbiamo commesso troppi errori. Non siamo riusciti a chiudere il risultato nel primo tempo quando ne avevamo avuta l’occasione. E gli avversari ci hanno fatto soffrire sino alla fine. Ma ho adorato la resilienza, il coraggio e lo spirito combattivo dei miei. Abbiamo trovato la maniera di vincere”.

Ed è così, vincendo anche quando non tutto va per il verso giusto, che l’Arsenal si ritrova capolista, pur senza avere speso come il City per rafforzarsi, con una compagine giovane che crede in se stessa, si diverte e fa divertire. Il campionato è ancora lungo ed è presto per nutrire illusioni: resta come monito la lezione della passata stagione, quando i Gunners sciuparono tutto nelle ultime giornate, uscendo dalla zona Champions (superato in extremis dal Tottenham di Conte) proprio nei 90 minuti conclusivi. Ma per adesso nei pub di Highbury si festeggia. E non si può fare a meno di sognare. 

Fonte Repubblica.it

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