Allegri si è rimesso al centro della Juve: ora detta le regole del mercato

Allegri si è rimesso al centro della Juve: ora detta le regole del mercato

TORINO – È accaduta una cosa importante, dopo che la Juventus si è guadagnata la finale di Coppa Italia: Allegri ha marcato il territorio. La frase secca con cui ha risposto a una domanda di routine (La rivedremo sulla panchina della Juve anche l’anno prossimo? “Anche per i prossimi tre”) vale molto di più di una semplice rassicurazione: è prima di tutto una rivendicazione.

La risposta alle critiche: “Resto altri tre anni”

Che per Allegri sia stato un anno complicato è evidente. Che il bilancio sia negativo pure, e non sarà certo un trofeo (minore) in più o in meno a spostare il giudizio: lui stesso ha spiegato che quando sarà il momento di tirare le somme non bisognerà guardare ai risultati. Ma al di là di tutto questo, è evidente che le critiche e le illazioni dell’ultimo periodo l’abbiano infastidito: più che punzecchiature di Lapo (“È un amico, ci sentiamo spesso, è un tifoso che parla con affetto”), non ha apprezzato un’intervista parecchio critica di Evelina Christillin alla Gazzetta della Sport, nella quale spiccava l’accusa all’allenatore di appagamento. Quando ha detto “a me piace poco parlare, a qualcuno di più” pare si riferisse a lei, così come quando ha scherzato sul suo appetito, dopo aver eliminato la Fiorentina: “Ho ancora fame, vado a cena”. Più in generale, Allegri ha avvertito il soffio gelido di tanti spifferi ostili e anche il rimbombo lontano del fuoco amico. Non dev’essersene rimasto sorpreso, perché conosce a menadito le dinamiche del mondo juventino e se n’è tenuto aggiornato anche durante il biennio di inattività, però non gli è piaciuto che siano state sottovalutate le difficoltà in mezzo alle quali ha ricominciato il suo lavoro in bianconero. Con la frase nell’altra sera, ha rimesso se stesso al centro di tutto.

Max non è in discussione, ma l’anno prossimo non può sbagliare

La panchina di Allegri non è mai stata minimamente in discussione, se non altro per il fatto che la società non potrebbe permettersi di mettercelo. Il giudizio sul primo anno del suo ritorno può anche essere negativo, ma il dato di fatto è che Max è stato richiamato per assumere la responsabilità tecnica di un piano quadriennale e a nessuno è mai venuto in mente di buttarlo a mare quando neanche un quarto di quel quadriennio è stato consumato. Diverso è il discorso se nella prossima stagione il trend negativo non venisse invertito.

Badiashile e Antony, mercato giovane

Allegri sta dettando la linea per il mercato estivo, per altro già anticipato con la pretesa di Vlahovic e l’abbandono di Dybala. Se un anno fa ha potuto incidere poco, limitandosi ad accettare Locatelli, a imporre la permanenza di De Sciglio e a caldeggiare il ritorno di Kean (la vera scommessa persa), stavolta i margini di intervento saranno più ampi, anche se qualche concessione dovrà comunque farla: in difesa, per esempio, preferirebbe un giocatore esperto come Rüdiger, ma dovrà probabilmente “accontentarsi” di un giovane come Badiashile, il capitano dell’under 21 francese (dove fa coppia con Kalulu) sulla quale la Juventus sta lavorando con molta sollecitudine, tant’è che Cherubini è già stato a Montecarlo a trattare. Anche in attacco la preferenza del club è per un giovane, ma in questo caso Allegri sembra della stessa idea: le preferenze vanno a Zaniolo, Raspadori e Antony, il 22enne brasiliano dell’Ajax che potrebbe anche costare meno (30-35 milioni) rispetto ai due azzurri. Il problema è che Ten Haag, allenatore uscente dei lancieri ed entrante dello United, se lo vorrebbe portare a Manchester, dove tuttavia le ali non scarseggiano.

A maggio vertice con la dirigenza: possibili cambiamenti nello staff

Allegri ha dunque pienamente in mano la Juventus del futuro, o perlomeno quella della stagione prossima. Guardare più in là oggi non ha troppo senso. A fine maggio allenatore e dirigenza faranno il punto della situazione: ci saranno delle correzioni ai metodi di lavoro e probabilmente anche nello staff del tecnico (lo ha ammesso lui stesso: “Faremo le valutazioni su dove migliorare e su tutti i settori dello Continassa”), ma la responsabilità del progetto resta totalmente nelle mani di Allegri, che gode anche della fiducia di John Elkann. Se poi fra un anno la situazione sarà la stessa di oggi, il quadro potrà cambiare. Ma a quel punto cambierebbe quasi tutto.

Allegri si è rimesso al centro della Juve: ora detta le regole del mercatoFonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

(scritto da Nicola Lo Conte): Juventus, non è colpa di Allegri: “Squadra non all’altezza”(commento di castigamatti): ovviamente é colpa di pirlo che l’anno scorso aveva persino qualche punto in piú, se hanno cacciato a malo modo un giocatore che aveva fatto 30 gol per prendere il chattaro socialoide mr kean…
beh, auguriamoci che l’inteligentone allegri rimanga e con lui anche il rampollo pieno di soldi non guadaganti che ha cambiato 4 allenatori in 4 anni per uscire sempre dalla champions dopo i gironi, come le altre squadre italiano non sovvenzionate dalla politica e dalla fiat.