Allegri: “In cinque giorni buttato a mare il lavoro di un mese e mezzo”

Massimiliano Allegri, quanto sarebbe importante vincere domani? Un passaggio del turno migliorerebbe l’umore?
“Domani è il primo obiettivo della stagione, quindi centrarlo sarebbe una bellissima cosa, mancherebbero due partite alla fine del girone e ci permetterebbe di pensare al campionato”.
Può fare il punto sugli indisponibili?
“De Ligt e Chiesa stanno bene, gli indisponibili sono Kean, De Sciglio, Ramsey. Gli altri sono tutti a disposizione”.
Come ha visto i giocatori dopo Verona?
“In questo momento tutti siamo arrabbiati e dispiaciuti, abbiamo buttato a mare in cinque giorni quello che abbiamo costruito in un mese e mezzo. La Juventus sembrava tornata ma siamo ricaduti: su questo dobbiamo riflettere e migliorare, abbiamo preso 15 gol di cui 11 in 6 partite contro squadre che ci hanno battuto meritatamente ma con tutto il rispetto giocano dal decimo al ventesimo posto”.

<<Le classifiche di Champions>>

Locatelli e Arthur possono essere la coppia titolare del centrocampo?
“Giocando tante partite è difficile avere la coppia fissa, non possono giocare solo loro due”.
Viste le difficoltà, sta pensando di cambiare il progetto tecnico tattico passando alla difesa a tre?
“Spesso la facciamo, ma se avessimo la garanzia che passando a tre vinceremmo tutte le partite senza prendere gol, passerei anche a sette. Ma dobbiamo migliorare la gestione della partita e la fase difensiva: anche a San Pietroburgo abbiamo fatto una fase difensiva non buonissima, abbiamo lasciato troppe occasioni favorevoli a loro. Ecco perché dobbiamo alzare le antenne contro squadre di questo tipo, perché abbiamo pagato tanto. I numeri sono inconfutabili”.
Il problema della Juve è mentale, caratteriale o atletico?
“Inutile parlare del problema, ma trovare la soluzione. Lavorare e stare zitti, chi vince è bravo e ha ragione, chi perde ha torto. Negli ultimi cinque giorni abbiamo subito due sconfitte buttando tutto a mare quindi dobbiamo stare zitti. Bisogna giocare le partite e vincerle. Spiegare perché hai vinto o perso non serve a niente, nel calcio come nella vita bisogna fare. Un mattoncino alla volta per ricostruire: non possiamo cambiare adesso, visto che abbiamo già pagato, se dopo ricapiterà vuole dire che analizzeremo altri problemi. Ma ora bisogna stare in silenzio”.
Chiesa partirà dal primo minuto? Morata, Dybala e Chiesa possono giocare insieme?
“Hanno già giocato con il Sassuolo. Le squadre si possono permettere tutto e il contrario di tutto. Dipende dal momento, da come stanno i giocatori: domenica non era a dipsosizione, domani sì. Magari giocherà dall’inizio”.
C’è un problema di testa in attacco?
“Il calcio è questo, ora Morata non sta segnando, magari domani fa gol e lo farà per quattro mesi. Non è diventato scarso, ci sono momenti in cui va bene e altri meno. Bisogna mantenere inalterata la stima e la fiducia, pensare poco e lavorare tanto. Poi le cose verranno sicuramente”.
Capello le aveva sconsigliato di tornare alla Juve, dicendo che avrebbe fatto da ombrellone per parare tutti i guai. Si sente così?
“Mi sento l’allenatore della Juventus, perché ho la voglia di tornare a vincere e stare il più a lungo possibile alla Juventus. Non è facile, non si torna a vincere in un giorno ma ci vuole tempo, costruzione. Insieme alla società e ai giocatori stiamo lavorando per questo, le cose non stanno andando bene in campionato mentre cinque giorni fa sì. Bisogna pensare un pezzettino alla volta, iniziando dalla Champions domani e poi alla Fiorentina sabato”.
Il centrocampo è il motore della squadra, pensa che cambierà qualcosa? Queste distanze qui vanno colmate, è bastato il pressing del Verona per allungarvi…
“Giocare contro quelle squadre lì non è mai semplice, abbiamo sbagliato tre o quattro passaggi e abbiamo preso il primo gol in maniera passiva. Locatelli e Arthur potranno giocare insieme, Arthur è un giocatore tecnico e dipende da chi metterò in campo e anche dal momento. L’importante è lavorare e avere una compattezza di squadra diversa da quella che abbiamo avuto a Verona. Ma non serve parlare di quello che è stato fatto, pensiamo a domani, il primo obiettivo della stagione e poi penseremo alla Fiorentina. Il giudizio sulla squadra non è cambiato, è un’ottima squadra e un’ottima rosa”.
Lo Zenit dell’andata è diverso da quello che troverà domani, nelle ultime due partite ha segnato 11 gol. Imposterà diversamente la partita?
“Lo Zenit ha giocatori tecnici, fa molti gol e per noi sarà difficile come sempre in Champions. Poche squadre hanno la possibilità di chiudere la questione qualificazione, dipende solo da noi domani facendo una bella partita sia in fase offensiva che difensiva, riuscire a ottenere la quarta vittoria e il passaggio del turno”.
Dopo Verona c’è stato bisogno di alzare la voce?
“Ho una squadra intelligente che capisce che quando ci sono momenti così come il post Sassuolo o Verona non c’è bisogno di alzare la voce, capiscono che siamo sicuramente in un momento no. Fare due sconfitte di seguito in quel momento lì non se l’aspettava nessuno: quindi bisogna reagire, fare una bella partita, vincere contrasti e duelli aerei in più. Per poter portare le partite dalla nostra parte: sabato il Verona ha fatto 25 falli e noi 8”.
Ha pensato di uscirne con qualche soluzione drastica?
“Non è una questione di valori tecnici, ma di un’approccio diverso tra quando giochiamo le grandi partite e le partite normali. Visto che i campionati passano dalle partite normali noi le abbiamo sbagliate e dobbiamo lavorare perché non capiti più”.

Fonte Repubblica.it

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