Allegri ha il centrocampista che voleva: ecco la Juventus di Locatelli

I primi due gol da professionista di Manuel Locatelli sono stati una premonizione, il sommario della carriera che lo attendeva: primo colpo il 2 ottobre 2016 contro il Sassuolo, che avrebbe poi raggiunto due anni dopo collezionando, nelle tre stagioni in neroverde, 99 presenze e 7 reti, mentre il secondo è arrivato 20 giorni dopo contro la Juventus, con cui ha svolto le visite mediche aprendo una nuova parentesi nella sua ancora breve carriera. Partito dalle giovanili del Milan, con cui ha esordito in Serie A, negli ultimi cinque anni Locatelli ha lavorato duramente per dare seguito alle speranze riposte in lui: prima in rossonero, quindi in Emilia alla corte di De Zerbi, con cui ha conquistato la maglia della Nazionale.

L’ESTATE DELLA MATURITÀ

Anno dopo anno Locatelli ha costruito il suo presente, esploso in tutto il suo splendore quest’estate, quando il tormentone sul suo futuro era già iniziato: mentre Juventus e Sassuolo trattavano, il centrocampista classe 1998 viveva la sua estate di gloria, passata per la doppietta alla Svizzera con la maglia della nazionale e conclusa con il titolo di campione d’Europa. Senza Verratti, infortunato nelle prime partite, Mancini si è fidato ciecamente di Locatelli, venendo ripagato con prestazioni convincenti culminate proprio contro gli svizzeri: primo gol nato da un suo lancio lungo, ricevuto da Berardi e concluso proprio con l’inserimento sotto porta di “Loca”, seconda rete arrivata con un altro classico del suo repertorio, il tiro dalla distanza potente e preciso. Un’estate che difficilmente scorderà, passata dal trionfo di Wembley e conclusasi con la fine della trattativa tra Sassuolo e Juventus a cinque giorni dal via del campionato: prestito biennale gratuito, riscatto obbligatorio per i bianconeri fissato a quota 35 milioni. Una formula che permette di rinviare il pagamento alla Juventus, sistemando però il bilancio del Sassuolo. Alla Continassa sono certi che Locatelli dimostrerà da subito di valere il prezzo d’acquisto, oltre a colmare una “lacuna” creatasi negli ultimi anni: l’ultimo centrocampista italiano a partire titolare in maglia bianconera è stato Stefano Sturaro nella stagione 2017/18.

ALLEGRI E LOCATELLI

L’allenatore della Juventus non ha mai nascosto la sua passione per il mediano ex Sassuolo. “Una volta per essere considerato un calciatore dovevi avere almeno 100 partite in serie A alle spalle” aveva raccontato in conferenza stampa qualche anno fa il tecnico livornese, stigmatizzando le etichette frettolose affibbiate ai giovani promettenti: nonostante Locatelli si sia fermato a quota 99, l’esperienza non manca al centrocampista nato a Lecco. Che in campo sarà un jolly da poter schierare in diverse zone: nel 4-3-3 scelto dall’allenatore, potrà giocare in posizione di centrale, in attesa di ritrovare Arthur. Con il ritorno del brasiliano, ancora convalescente dopo l’operazione di inizio stagione, Locatelli potrà tornare a ricoprire la posizione di mezz’ala, quella che ha sempre interpretato nel centrocampo a due del Sassuolo di De Zerbi, mettendo in mostra le sue caratteristiche migliori. Bravo negli inserimenti, preciso nel lancio lungo, dovrà scrollarsi di dosso alcune idee tattiche interpretate fino allo scorso anno: non sarà più il migliore della Serie A per passaggi effettuati e completati, come successo lo scorso anno, ma dovrà puntare sulla qualità più che sulla quantità. Dai suoi piedi, in alternativa a quelli di Bonucci, partiranno le aperture per lanciare Ronaldo a sinistra e Chiesa a destra, che potranno trarre beneficio dalle doti tecniche del nuovo compagno di squadra. Tra le quali spicca la versatilità, che permetterà ad Allegri di cambiare volto alla sua Juventus una volta che avrà il centrocampo al completo.

Fonte Repubblica.it

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