Allegri e quel podio che non scalda: ‘vince’ il rimpianto per lo scudetto


Corsa Scudetto: il calendario di Milan, Inter, Napoli e Juve

  34a giornata recupero 35a giornata 36a giornata 37a giornata 38a giornata
Milan 74 pt LAZIO
(vittoria)
Fiorentina VERONA Atalanta SASSUOLO
Inter 72 pt Roma
(vittoria)
BOLOGNA
(27 aprile)
UDINESE Empoli CAGLIARI Sampdoria
Napoli 67 pt EMPOLI
(sconfitta)
Sassuolo TORINO Genoa SPEZIA
Juve 63 pt SASSUOLO Venezia GENOA Lazio FIORENTINA

In maiuscolo le partite da giocare fuori casa

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REGGIO EMILIA – Allegri aveva raccontato per settimane, le lunghe settimane dell’imbattibilità e della rimonta durate da fine novembre a inizio aprile, che mai e poi mai la Juventus avrebbe potuto lottare per il titolo: “È un questione di numeri”. Invece non era per niente vero, bluffava, lo ammette adesso che deve fare i conti con i rimpianti che sta faticosamente cercando di tenere a bada: “Se con l’Inter ci fosse stato un risultato diverso, adesso staremmo lottando per lo scudetto”, diceva nella notte del 25 aprile dopo il successo sul Sassuolo che lo ha riavvicinato al podio ma gli ha alimentato i tormenti per quello che poteva essere e non è stato. Perché in cuor suo Max è sempre stato convinto che, con la vittoria e il conseguente sorpasso sui nerazzurri, la Juve sarebbe davvero diventata la favorita per il tricolore. “Invece è l’Inter, come ho sempre detto”.

Il podio vale 5 milioni di euro

La possibilità del terzo posto non lo scalda, ma il podio è un traguardo che invece la società ci terrebbe assai a raggiungere: in ballo ci sono dei soldi, circa 5 milioni di euro (una parte dei proventi in arrivo della Champions e dei diritti tv per la serie A vengono distribuiti anche in base al piazzamento in campionato) ma anche un po’ di prestigio, una gratificazione e la sensazione di essere migliorati almeno in qualcosa rispetto a un anno fa, quando Pirlo artigliò il quarto posto solamente all’ultima giornata approfittando dei disastri del Napoli. Allegri continua a ripetere che “in questa stagione abbiamo messo delle basi”, ma è chiaro che il senso anche numerico di un progresso – tenendo conto che il numero dei trofei vinti sarà comunque inferiore e che quello dei punti conquistati non potrà essere superiore – rappresenta al tempo stesso un conforto e una motivazione. Un soddisfazione, però, proprio no.

Allegri non si scalda: “Potevamo lottare per altro”

La prospettiva del podio non riesce a scaldare Allegri, al momento. La vede come un’occasione perduta, non come la possibilità di alzare il livello delle ambizioni. “Abbiamo il Napoli a un punto. Speriamo di essere bravi e di superarlo come speravamo, dopo i tanti risultati positivi, di essere più vicini a quelli in testa e lottare per qualcosa, ma non ci siamo riusciti. Ora dobbiamo fare il meglio possibile da qui alla fine”. Quest’anno la Juve non è mai stata tra le prime tre. Avrebbe potuto esserci il 3 aprile, se avesse battuto l’Inter: l’avrebbe sorpassata e si sarebbe portata -5 dal Milan e -4 dal Napoli.

Champions in tasca, priorità alla Coppa Italia

Quando gli sarà passata l’amarezza (anzi, l’avrà fatta passare facendosene una ragione), Allegri proverà però a rilanciare e a offrire l’ambizione di qualcosa di più dell'”obiettivo minimo”, quella pura e semplice qualificazione alla Champions che, secondo l’allenatore, sarà ampiamente sufficiente per giudicare positivo il bilancio dell’annata. La priorità adesso è tuttavia la Coppa Italia e la finale dell’11 maggio, sulla quale la Juve potrà concentrarsi con maggiore dedizione ora che il quarto posto è assolutamente blindato, visto che per la matematica certezza di ottenerlo bastano appena sei punti e il calendario offre subiti due partite ideali, quelle con le pericolanti Venezia e Genoa, per conquistarli.

Il quarto posto può essere matematico già il 1° maggio

A livello teorico, la qualificazione alla Champions potrebbe addirittura essere matematica già domenica prossima se la Juve batterà il Venezia, se la Roma non vincerà con il Bologna e se la Fiorentina non farà più di tre punti tra il recupero del 27 aprile con l’Udinese e la trasferta del 1° maggio in casa del Milan. A questo punto, il traguardo minimo è giusto che diventi il terzo posto, almeno per provare a dare una spallata al rimpianto massimo. Per altro, la Juve è ancora aritmeticamente in lotta per lo scudetto: ogni volta che guarda la classifica, Allegri si mangia i gomiti.

Allegri e quel podio che non scalda: 'vince' il rimpianto per lo scudettoFonte Repubblica.it

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