Allegri e la forza dei nervi (di nuovo) distesi: “Basta ansia, con il Milan sarà una grande Juve”

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Alla domanda su come la Juventus avrebbe dovuto affrontare il Milan, Allegri ha risposto con la consueta “come sempre”. In realtà guardando le ultime sfide con le tre grandi del campionato, Inter, Milan e Napoli, i bianconeri farebbero meglio a cambiare passo per non allungare ulteriormente la striscia di scontri diretti senza vittorie. Il big match di San Siro contro i campioni d’Italia in carica sarà un test per le sue ambizioni e quelle della Juventus, ringalluzzita dalle due vittorie con Bologna e Maccabi Haifa. Senza nulla togliere alle due avversarie affrontate, contro il Milan servirà una prestazione di ben altro spessore per tornare da San Siro con i tre punti, nonostante la squadra di Pioli non stia attraversando un buon momento sia dal punto di vista dei risultati che per gli infortuni accumulati. Se fino a mercoledì, invece, l’infermeria pareva non essere  più un problema per Allegri, le condizioni di Milik preoccupano: dopo aver visto la Champions dalla panchina, il polacco si è allenato a parte e sta cercando di recuperare per San Siro. Di sicuro mancherà Di Maria, che sconterà l’ultima giornata di squalifica.

La Juve di Allegri prova a sbloccarsi in trasferta e nei big match

Non solo gli scontri diretti nella lista di criticità della Juventus. Quest’anno, ad esempio non ha ancora ottenuto una vittoria in trasferta, tornando da Genova con la Sampdoria e da Firenze con un pareggio prima del ko con il Monza: “Potrebbe essere a San Siro con il Milan la prima volta, ce lo auguriamo tutti”. Scavando nella memoria si comprende che il problema non è circoscritto a questa stagione: l’ultima vittoria ottenuta dalla Juventus lontano dall’Allianz Stadium risale allo scorso 25 aprile, quando i bianconeri tornarono dal Mapei Stadium di Reggio Emilia dopo aver vinto 1-2 contro il Sassuolo grazie alla rimonta completata dal gol di Kean. Un test sul reale potenziale dei bianconeri lontano da casa alla vigilia di tre trasferte fondamentali: la prima con il Milan, martedì ad Haifa contro il Maccabi, la terza il derby della Mole contro il Torino. Dopo questi tre appuntamenti, ma probabilmente già dopo il big match di sabato sera, si saprà di più sulla reale dimensione della squadra e degli interpreti, almeno in questa configurazione: recuperare Di Maria dalla squalifica e più avanti Pogba e Chiesa costringerà Allegri a ripensare nuovamente gli equilibri di squadra. Un “problema” piacevole da risolvere: l’abbondanza genera errori ma anche tante possibilità in più.

La chiave della partita: “Limitare la sinistra e il campo aperto del Milan”

Anche se l’assenza di Di Maria e i dubbi su Milik potrebbero costringere Allegri a rinunciare alle due certezze fino a oggi accumulate, il tridente con il Fideo a inventare o il doppio centravanti con il polacco al fianco di Vlahovic, sabato sera sarà fondamentale anche cucire addosso al Milan la  giusta prestazione dal punto di vista tattico. I pericoli arrivano principalmente da sinistra, il regno di Leao e Theo Hernandez, che rientrerà dall’infortunio proprio contro i bianconeri. Non solo, perché lasciare campo aperto al Milan, con le sue mezz’ali e trequartisti rapidi e bravi negli inserimenti, potrebbe essere fatale per i bianconeri: “Su quella fascia sono molto bravi, creano molto, mentre in campo aperto sono difficili da affrontare. Dovremo essere molto bravi in quella situazione”. Una delle possibili soluzioni potrebbe essere proporre un 4-3-3 atipico, più precisamente un 4-5-1 con Vlahovic unica punta con il compito di complicare la vita a Bennacer e Tonali, la doppia-regia dei rossoneri. Al momento Cuadrado a destra e Kostic a sinistra sembrano in vantaggio per giocare da esterni, anche se non è da escludere l’utilizzo di McKennie che già contro il Maccabi aveva iniziato la partita molto alto, collocandosi al fianco di Di Maria. Cuadrado non è al massimo della condizione e lo statunitense, pur disponendo di qualità tecniche nettamente inferiori, è bravo negli inserimenti ed è pericoloso di testa. In difesa toccherà a Bonucci e Bremer al centro, mentre l’assenza di De Sciglio costringe Allegri a puntare su Danilo e Alex Sandro come terzini. In mediana toccherà invece a Rabiot, Paredes e Locatelli confrontarsi con il centrocampo del Milan.

La risposta mentale al test di San Siro

Se l’aspetto tattico sarà prioritario, anche la risposta mentale del gruppo alle due vittorie sarà indicativo del momento dei bianconeri quando  mancano dieci partite alla sosta per Qatar 2022. Tre vittorie di fila non arrivano da tempo e, visto il livello dell’avversaria, riuscire a sbloccarsi darebbe sprint alla rincorsa dei bianconeri alla vetta della classifica e agli ottavi di Champions: “Fare risultato significherà aver superato il test, per tornare  da  San Siro con dei punti occorre una grande prestazione”. Se davvero Milik non dovesse farcela, la Juventus si ritroverebbe senza i due uomini della provvidenza. Perché se Vlahovic ha segnato sia in campionato che in Champions, gran parte del merito va attribuito a Milik, che ha fatto il lavoro sporco giocando spesso per il compagno di reparto, e a Di Maria, che con tre assist ha sopperito all’assenza del polacco in Champions. Servirà un salto di qualità da parte di chi fino a oggi non ha reso come ci si aspettava: Cuadrado, McKennie, Locatelli, Bremer, Alex Sandro. Provando a non farsi prendere dal nervosismo, come successo dopo il match con la Salernitana, per non perdere il filo della partita e non compromettere quelle seguenti: “Ci siamo fatti prendere dal nervosismo e non deve più capitare. La stagione è lunga, con il Milan è una bella partita da giocare ma bisogna tornare a Torino con dei punti. Hanno giocatori tecnici, di velocità, hanno Leao che può spostare gli equilibri della partita, giocano davanti ai loro tifosi e San Siro spinge i propri calciatori. Sarà un bel test”. Passarlo sarà fondamentale per il futuro della stagione. 

Allegri e la forza dei nervi (di nuovo) distesi: "Basta ansia, con il Milan sarà una grande Juve"Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
2 mesi fa

“Juventus, i compensi ai vertici del club: il più pagato è Arrivabene, quasi 1.2 milioni di euro”.
soldi ben spesi.
da quando é arrivato lui alla giuventus, sono arrivati anche i risultati…
PER IL MONZA!!!
AHAHAHAHAHA

La Diga Nerazzurra
Ospite
La Diga Nerazzurra
2 mesi fa
Reply to  castigamatti

😂 😂 😂 😂