Allegri: “E’ il momento decisivo della stagione. Servono fatti, non chiacchiere”

L’ultima sconfitta in campionato della Juventus risale al 27 novembre, quando proprio l’Atalanta di Gasperini espugnò l’Allianz  Stadium. Sembra passata una vita visto che oggi i bianconeri sono reduci da nove partite senza sconfitte in campionato, striscia che si allunga se si considera la Coppa Italia. Discorso diverso per la Dea, che non vince dal 9 gennaio quando passeggiò sui resti dell’Udinese decimata dal Covid. Eppure la partita di domani sera del Gewiss Stadium resta un crocevia per il quarto posto, con i bianconeri che stanno vivendo un periodo decisamente positivo reso entusiasmante dall’arrivo di Vlahovic  e Zakaria dal mercato di gennaio. Investimenti che per essere supportati economicamente devono essere seguiti dalla qualificazione in Champions: con la rosa quasi al completo (saranno assenti Chiellini e Bernardeschi) e i nerazzurri senza Musso e Zapata, match winner dell’andata, la partita non sarà “decisiva”, come sostiene Allegri, ma è certamente un’occasione da cogliere al volo.

Massimiliano Allegri, quanto conta la sfida di domani con l’Atalanta?
“É uno scontro diretto per il quarto posto, quindi una partita molto importante ma non decisiva, visto che ne mancano tante altre. Però è un bel passaggio, sarà una partita difficile, l’Atalanta ha dimostrato in questi anni di lottare per le prime quattro posizioni e sono due o tre anni che gioca la Champions. Quindi una partita difficile, sono una squadra fisica e molto arrabbiata dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia. Servirà una partita fisica, tecnica, di alto livello per portare a casa un risultato importante”.

Ha detto che serve una partita fisica e tecnica: quindi preferisce Arthur o Locatelli come centrale in mediana?
“Non so le condizioni di chi ha giocato giovedì, veniamo da due partite pesanti fisicamente e mentalmente, perché con l’arrivo di Vlahovic e Zakaria è cresciuto l’entusiasmo. Ora voglio vedere come stanno. Una cosa su cui sono sereno è che i cambi ci hanno dato molto e deve essere così da qui alla fine del campionato visto che abbiamo una partita ogni tre giorni. Dobbiamo stare bene e fare bene quando si è chiamati in causa. È andata così giovedì con il Sassuolo, con il Verona, e mi rende sereno indipententemente da chi parte titolare”.

Dove pensa che la squadra abbia più margini di crescita?
“Bisogna migliorare singolarmente, nelle scelte dell’ultimo passaggio. Contro il Sassuolo abbiamo commesso degli errori di precisione, ma è stata anche una partita particolare, dopo il vantaggio siamo usciti dal gioco. Domani sarà completamente diversa, abbiamo una squadra di ragazzi che hanno qualità, qualcuno con più e altri con meno esperienza. Ma tutti possono e devono migliorare”.

Quando si gioca contro l’Atalanta si ricorre spesso al paragone di Guardiola del dentista. Secondo lei i rapporti di forza si sono ribaltati?
“Dico sempre che ci vuole equilibrio, veniamo da un buon periodo di dodici partite. L’equilibrio è sottile quindi bisogna essere bravi a portare gli episodi dalla nostra parte. Bisogna essere concentrati, non pensare troppo altrimenti perdiamo attenzione su quello che dobbiamo fare. Abbiamo raggiunto la semifinale di Coppa Italia e ora dobbiamo pensare a sistemare il campionato partita dopo partita. Più si va avanti più è difficile vincere, i punti contano molto di più: quindi bisognerà essere bravi a farsi trovare pronti quando la palla decisiva sarà sui piedi”.

Con l’arrivo di Vlahovic sono migliorate le prestazioni di Dybala?
Vlahovic è un tipo di giocatore che per caratteristiche ci mancava. Gli altri ne traggono giovamento e tutti stiamo lavorando con un entusiasmo diverso. Però ripeto, non abbiamo fatto niente, la normalità della Juventus è vincere le partite quindi domani abbiamo l’Atalanta e dobbiamo fare risultato pieno contro una squadra molto arrabbiata. Poi penseremo al Torino, alla Champions, al campionato. Non abbiamo fatto niente, questo è il momento decisivo della stagione quindi c’è da fare e non da chiacchierare”.

Viste le caratteristiche dell’Atalanta, schiererà il tridente?
“Può essere schierato come può non essere schierato. Valuterò oggi, c’è il rientro di Kean che sta bene. Bernardeschi non sarà della partita, ieri ha fatto lavoro parziale con la squadra e da lunedì sarà a disposizione. Chiellini è out, gli altri ci sono”.

L’Atalanta non avrà Musso e Zapata, la bestia nera della Juventus. Come l’avete studiata e quale sarà il punto di forza della Dea?
“Ne ha tanti, ma noi dobbiamo andare sui loro punti deboli. Serve una partita molto buona sotto l’aspetto tecnico e fisico, sarà bella e combattuta quindi dovremo essere pronti”.

Negli ultimi quattro incroci con Gasperini ha ottenuto due sconfitte e due pareggi. È il collega che le dà più fastidio?
“Speriamo che domani arrivi la vittoria. Ha fatto un lavoro straordinario all’Atalanta, sono anni che è nelle prime posizioni del campionato, ha giocato la Champions e ha sfiorato una finale. Un lavoro straordinario, insieme alla società, perché ha tirato fuori dai suoi giocatori il massimo possibile. C’è solo da fare i complimenti, ma per noi è molto molto importante”.

Che garanzie potrebbe dare un centrocampo a due con Zakaria e Locatelli?
“Vediamo, è una soluzione che domani o nelle prossime possiamo effettuare, ma dipende anche dai calciatori a disposizione”.

È fattibile una corsa anche su altre squadre?
“In questo momento bisogna fare un passetto alla volta, tenere i piedi piantati in terra altrimenti si vola e si casca. Pensiamo all’Atalanta e poi ad altro. L’obiettivo è il quarto posto, poi vediamo. Le tre davanti hanno troppo vantaggio, lo ripeto fino alla noia. Quando potenzialmente l’Inter ha 11 punti di vantaggio è difficile, più facile per il Napoli o per il Milan, molto più difficile per noi. Anche perché sono tre, ce ne fosse stata una sarebbe stato diverso”.

Quale può essere l’evoluzione di questa squadra? Zakaria è un giocatore chiave?
“È bravo a giocare a calcio, è pulito nel passaggio: non era facile arrivare ed inserirsi così. Ha trovato una squadra pronta, stiamo bene fisicamente e abbiamo avuto la possibilità di lavorare. Ci sono tutte le possibilità per poter fare bene, quindi sono contento. Ma questo non deve esaltare nessuno, deve essere la normalità alla Juventus: vincere una partita e metterla da parte perché poi quella dopo siamo sotto osservazione, se la pareggi non va bene. Quando abbiamo perso all’inizio abbiamo capito che era meglio vincerne qualcuna in più”.

Come si trova a gestire l’abbondanza?
“Abbiamo una partita ogni tre giorni, quindi ho detto ai ragazzi che più andiamo avanti più hanno possibilità di giocare. Nell’arco della stagione ci sono momenti in cui ti mancano i giocatori, altri in cui li hai tutti: a parte Chiellini e Bernardeschi, che rientra la prossima settimana, li ho tutti a disposizione e stanno bene. Si alza il livello della squadra e degli allenamenti, quindi anche delle prestazioni”.

Ha detto che non è decisiva, ma può essere uno spartiacque?
“No, perché hanno una partita in meno e sono potenzialmente a +1. Non è decisiva per noi né per loro, una partita importante e bella da giocare però non decisiva”.

Allegri: "E' il momento decisivo della stagione. Servono fatti, non chiacchiere"Fonte Repubblica.it

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