Allegri: “Bisogna ripartire subito. Lite con Dybala? Hanno fatto una richiesta, ho detto no”

La partita con la Salernitana è dietro l’angolo ma sono ancora il ko con il Villarreal e l’eliminazione in Champions a tenere banco in casa Juventus. Alla vigilia con la squadra di Nicola, Allegri difende a spada tratta la squadra e l’annata in corso: in caso di vittoria con i campani la Juventus, che dovrà fare a meno anche di Locatelli, positivo al Covid, si giocherà il terzo posto nel prossimo turno, dopo la sosta per le Nazionali, contro l’Inter, pur con una partita in meno.

Massimiliano Allegri, che reazione vuole vedere domani?
“La Salernitana è diversa da quella dell’andata, ha pareggiato con squadre come Milan e Sassuolo ed è più propositiva. Noi dobbiamo chiudere questo momento nel migliore dei modi, restare a -3 dall’Inter e giocarci lo scontro diretto in casa”.

Vista l’assenza di Locatelli, potrebbe toccare a Miretti o pensa a un cambio di modulo?
“Devo valutare e scegliere, stamattina abbiamo provato alcune soluzioni. Dybala, Chiellini e Bernardeschi stanno bene ma non avendo i 90′ nelle gambe devo scegliere bene chi far giocare e chi portare in panchina”.

Ha voglia di chiarire la situazione Dybala?
“Hanno fatto una richiesta e io ho detto no. Non è successo niente, anzi hanno capito. Dopo l’allenamento si rimane in ritiro, domani sarà una partita delicata: stiamo insieme, ci riposiamo, stiamo sereni. Così ho chiesto di rimanere tutti insieme, appassionatamente. Nessuna discussione. Sono stato giocatore anche io e ogni tanto un po’ di casino ci serve altrimenti diventiamo piatti. Dopo la partita con il Villarreal, prima di addormentarmi, ho detto “siamo troppo piatti, dobbiamo fare casino”. Ringrazio i ragazzi per l’opportunità”.

Si è sfogato sulla questione fallimento. Dopo qualche giorno, ha qualcosa da aggiungere? Si è  sentito attaccato ingiustamente?
“No, nulla e neanche da chiarire. Stiamo costruendo insieme alla società un percorso importante gettando buone basi. Non tutto si può ottenere subito ma siamo sulla buona strada, abbiamo trovato una scorciatoia. Per distruggere ci vuole poco e dobbiamo stare attenti. Siamo passati da una situazione molto pericolosa, visto che il 6 gennaio alle 22.30, eravamo a -10 dall’Atalanta (in realtà il 6 gennaio la Juve era a -3 dall’Atalanta con una partita in più, ndR). Siamo stati bravi e fortunati a differenza della sfida con il Villarreal. Domani abbiamo la possibilità di consolidare il quarto posto, di avere la possibilità di giocare lo scontro diretto con l’Inter essendo a -3. Per arrivare agli obiettivi non si può salire sulle montagne russe. Martedì ho detto che avremmo dovuto avere l’ambizione di arrivare in finale, mentre giovedì è tutto da rifare, è un fallimento. Voi dovete scrivere, noi dobbiamo essere lucidi. La Juve ha creato con il Villarreal cinque o sei palle gol: ma quante ne vuoi creare in un quarto di  finale? Dodici? Ne abbiamo create meno con lo Spezia. Normale che nessuno se l’aspettasse una sconfitta 3-0 e nessuno l’avrebbe messo in preventivo. Ma il calcio è questo. Il positivo è che dopo la sosta avremo tutti i giocatori a disposizione, eccetto Chiesa e McKennie. Rientreranno Zakaria, Alex Sandro, gli infortunati saranno in condizione migliore: quindi abbiamo la possibilità di giocare le ultime partite con tutta la rosa a disposizione e avrò la possibilità di rimediare alla formazione. Io non sono matto che metto Dybala a 10′ dalla fine perché dormo in panchina: lo faccio perché ho i miei buoni motivi. Io difficilmente mi faccio spostare nei miei giudizi, sulla valutazione dei giocatori difficilmente sbaglio”.

Secondo lei il quarto posto basta per non giudicare deludente la stagione?
“Prima cosa, non sono abituato a giudicare. Chi giudica mi sa di poco. Devo guardare insieme alla società, e mi hanno chiamato per questo, perché insieme si potesse costruire un lavoro per qualche anno. La società ha fatto un ottimo mercato di gennaio, ora faremo delle valutazioni su come migliorare la squadra. Poi se il quarto posto è un fallimento secondo voi, fate bene a scriverlo. A calcio tanto chi vince è un bravo ragazzo, chi perde invece… Non bisogna spaccare l’atomo, bisogna vincere partendo dalla valutazione su quello che abbiamo a disposizione. Ora cerchiamo di battere la Salernitana, Nicola è un osso duro, poi vedremo. Soprattutto per avere l’ambizione di arrivare a giocare lo scontro diretto con l’Inter a -3, anche se hanno una partita in meno”.  

Mercoledì ha detto che sa benissimo come valutare i giocatori. Aspetta delle risposte da chi ha deluso?
“Un mio ex allenatore mi diceva “se a gennaio o febbraio non conosco la squadra, vuol dire che abbiamo buttato mesi di lavoro”. Abbiamo le idee chiare, la stessa linea. Ma ora non conta, contano questi giocatori a cui non ho da rimproverare niente. Abbiamo nove partite per fare il massimo, dove si arriva si traccia una linea. Ma non cambio le valutazioni sui calciatori. Sono ragazzi e come tutti gli esseri umani hanno le loro problematiche. Guai a chi li tocca, si sono messi a disposizione con carattere, che rispecchia il dna della Juventus. Ma ora bisogna mettere da parte tutto e pensare alle ultime partite senza rovinare la sosta. Poi penseremo alle altre”.

Aveva parlato di gestione dell’imprevisto. Come mai non avete saputo gestire il rigore? Vista la fragilità, teme che la gestione dell’imprevisto possa allargarsi alla reazione della ripresa?
“Mi sono riguardato gli ultimi minuti, dall’1-0 al 2-0 la squadra aveva giocato con ordine. Poi su calcio  d’angolo siamo stati disattenti ma nel secondo tempo loro sono venuti avanti due volte. Purtroppo succedono anche queste cose, ma fino al 2-0 siamo stati in partita. Per otto minuti abbiamo tenuto la palla cercando l’1-1. Io l’unica cosa che ho chiesto ai ragazzi è di smaltire la sconfitta, visto che ormai è finita. La bellezza del calcio è che domani abbiamo la possibilità di rifarci subito”.

Dopo l’ultima eliminazione parlò di squadra da rifare adesso invece no. Crede in questo gruppo?
“Come ha detto il presidente, per costruire ci vuole tempo. Con il mercato di gennaio e il lavoro che stiamo facendo, abbiamo accorciato i tempi della ricostruzione quindi sono contento di come stiamo lavorando. Poi ogni anno la squadra va modellata, aggiustata, ma con lucidità e senza farsi prendere dalla fretta. Ho molta fiducia in questa squadra”.

Qual è la sua valutazione su Arthur?
“Domani gioca, ultimamente lo fa sempre. Veniva da sei mesi di inattività, serviva tempo per metterlo in condizione. Servivano altri giocatori, ci sono vari passaggi per costruire qualsiasi cosa nella vita. Ci vuole pazienza, ci vuole tempo”.

Premesso che non si può fare un bilancio, non era giusto pretendere un miglioramento di risultati rispetto allo scorso anno? Il suo giudizio dopo l’eliminazione è che la squadra ha le potenzialità da essere quarto in classifica?
“Come ha detto Arrivabene, l’obiettivo minimo sono il quarto posto e gli ottavi di Champions. Piano piano la squadra e l’ambiente hanno ritrovato fiducia, un modo di lavorare diverso da quello di prima, non dico meglio o peggio. Siamo in una situazione in cui dobbiamo fare un passetto alla volta, arrivare il 3 aprile a giocarci il terzo posto con l’Inter, anche se ha una partita in meno, è un buon successo. Ecco perché non bisogna dare giudizi assoluti. Arrivare secondi, terzi o quarti cambia poco. Quando una squadra è abituata a vincere gli scudetti, se non lotta per il titolo rischia anche di perdere il quarto. Ecco perché i risultati fino ad oggi sono positivi ma non abbiamo ancora fatto nulla: Roma, Lazio e Atalanta sono lì”.

Nello scegliere la formazione per domani, valuta anche le diffide in attacco?
“No, domani è da vincere, quelli che saranno a disposizione giocheranno con l’Inter”.

Allegri: "Bisogna ripartire subito. Lite con Dybala? Hanno fatto una richiesta, ho detto no"Fonte Repubblica.it

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