Al Chelsea licenziamenti, mobbing, un suicidio sospetto: mesi da incubo per i dipendenti del club

Al Chelsea licenziamenti, mobbing, un suicidio sospetto: mesi da incubo per i dipendenti del club

Licenziamenti, certificati medici di lunga durata, sguardi imbarazzati, un suicidio sospetto. L’area marketing del Chelsea, club di Londra passato da poco da Abramovic al miliardario Todd Bohely, negli ultimi mesi non sarebbe stato un posto dove lavorare serenamente, come riporta il New York Times. Che ha intervistato dodici dipendenti e ricostruito cosia sia successo nelle ultime settimane. Una situazione che la nuova proprietà conosce e che sta cercando di risolvere.

Chelsea Tv, il suicidio di Richard Bignell

Secondo il racconto del quotidiano americano, all’interno del Chelsea i problemi presenti da mesi si sarebbero ingigantiti nelle ultime settimane: quasi una dozzina di dipendenti del dipartimento marketing del club hanno affermato di aspettarsi di essere rimproverati dal loro capo di fronte ai colleghi ogni giorno. Altri hanno detto di aver affrontato la sua ira, sfogata nei modi più umilianti. L’anno scorso alcuni lavoratori erano scomparsi per settimane o mesi sfruttando certificati medici. Almeno dieci membri dello staff – di un dipartimento che impiega 50 persone – si sono licenziati. Poi, all’inizio di gennaio, un ex membro dello staff benvoluto dai colleghi si è suicidato: la motivazione non è nota, ma per molti Richard Bignell, l’ex capo di Chelsea Tv, non avrebbe retto la pressione esagerata presente sul posto di lavoro. E alcuni, al suo funerale, hanno sfogato la propria rabbia.

La cessione del Chelsea a Bohely

Il club ha cercato di rimediare assumendo in primavera una società di consulenza per condurre quella che è stata descritta come una “revisione culturale” del dipartimento di marketing. Ma pochi lavoratori hanno apprezzato: la revisione del posto di lavoro sarebbe stata supervisionata dallo stesso dirigente che ritenevano essere il colpevole di quel clima. Una stagione difficile culminata nel periodo in cui Abramovich, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ha dovuto vendere il club. L’iter del passaggio del club a Bohely avrebbe poi distratto i dirigenti da questa situazione.

Il Chelsea: “Indaghiamo su quello che è successo sotto la precedente proprietà”

Due giorni dopo l’inchiesta del Nyt, il Chelsea ha spiegato che il suo nuovo consiglio ha nominato “un team di revisione esterno per indagare sulle accuse che sono state avanzate sotto la precedente proprietà. Il nuovo cda del club – l’intento messo per scritto – crede fermamente in un ambiente di lavoro e in una cultura aziendale che responsabilizzi i suoi dipendenti e garantisca che si sentano al sicuro, inclusi, apprezzati e fidati. I nuovi proprietari hanno mosso i primi passi per creare un ambiente coerente con i nostri valori”.

Chelsea, Buck e Laurance silurati

Non solo. La nuova proprietà del Chelsea ha detto di aver contattato i parenti di Bignell e l’avvocato della sua famiglia. “Il nostro cuore è per tutta la famiglia di Richard. La sua scomparsa è stata profondamente sentita dai suoi colleghi e da tutta la comunità calcistica”. I dirigenti del Chelsea avevano già parlato con la famiglia, che aveva avanzato sospetti sulle circostanze della morte dell’uomo. I membri dello staff hanno affermato di aver sempre premuto internamente per arrivare alla verità. La cessione del club a maggio, però, ha portato solo nuove incertezze. Ora che i nuovi proprietari hanno preso il controllo del club, i dirigenti più potenti della vecchia gestione del Chelsea sono stati accompagnati all’uscita. Tra questi l’ad, Guy Laurence, e Bruce Buck, il presidente uscente.

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

sembra che il buon romelu avesse capito tutto in anticipo.