Agnelli: “100 anni con la Juve da onorare con un trofeo”

VILLAR PEROSA – Passerà alla storia come il discorso del cimitero, senza che in questa definizione ci siano dei doppi sensi di cattivo gusto: John Elkann e Andrea Agnelli hanno deciso di radunare lì la squadra, davanti alla cappella di famiglia del piccolo camposanto del paese, e di scandire il tradizionale discorso di inizio stagione in un luogo simbolico. “Villar Perosa è un pezzo di storia”, ha cominciato Andrea, “dal campo e dallo spogliatoio dove fra poco andrete sono passati tutti i più grandi: Sivori, Platini, Zidane, Baggio, Del Piero, Scirea. Siamo venuti qui perché nel 2023 celebreremo i 100 anni di proprietà della famiglia Agnelli. Siamo la più longeva proprietà di qualsiasi club sportivo di qualunque disciplina al mondo e se la Juve è quella che è tanto lo dobbiamo a chi sta riposando qui dentro, dal senatore Giovanni Agnelli a suo figlio Edoardo, passando per l’Avvocato mio zio e Umberto mio padre. L’auspicio è di tornare in questo stesso posto l’anno prossimo con uno o più trofei”.

Quest’anno sono stati portati in processione solamente i tre vinti dalle ragazze, mentre i ragazzi ascoltavano in compito silenzio quelle parole che venivano dall’alto e pesavano loro addosso. Li hanno portati lì, proprio lì, perché afferrassero concetti che evidentemente di recente erano sfuggiti. E hanno fatto quel discorso lì, proprio quello, per evitare un mesta replica dell’ultima stagione. Elkann è stato diretto, a suo modo duro: “Solo chi conosce il passato è in grado di costruire il futuro vivendo il presente al massimo. Avete una grande responsabilità, è un anno speciale e voi dovete dimostrare di essere la Juventus. Oggi siamo qui per un momento di raccoglimento e per ricordare chi ha costruito il nostro passato, poi andrete a vedere quanta passione e quanto amore ci sono: voi avete la responsabilità di mantenere quell’affetto e quella fede vivi”.

La responsabilità di vincere è la conseguenza di questo carico di simbolismi, come quando Bonucci ha regalato la sua maglia a Furino, in sedia a rotelle dopo l’ictus di febbraio. Da tempo alla Juve non si faceva un tale richiamo ai valori, come se si fosse lasciato che il tempo assecondasse il deragliamento progressivo. Non sarà facile riprendere la rotta, né sufficiente l’assunzione di responsabilità. 

Ieri a Villar c’erano 2.500 tifosi appena: la maggioranza è stata tenuta lontana dai prezzi esagerati ma anche dal gioco scadente delle ultime stagioni e infatti è andata maluccio la campagna abbonamenti, con sole 20.200 tessere staccate (le curve costano il triplo che altrove) quando invece in passato avrebbero potuto riempire lo Stadium solo con gli habitué, se avessero voluto. E poi la squadra è incompleta, Allegri aspetta tre giocatori ma al momento non ritira la fiducia: “La società è vigile e credo che entro il 31 agosto la rosa sarà al completo. Numericamente abbiamo bisogno di qualcuno”. Le necessità sono il centrocampista (Paredes), l’ala sinistra (Kostic) e l’attaccante (Muriel o Depay o Martial), oltre a un difensore se Rugani partirà (Sampdoria). Gli inviti al dovere di vincere si sono succeduti, ma Allegri dà l’idea di non sentirsi affatto favorito, un po’ per la vicenda Pogba che di sicuro non l’ha entusiasmato (“Bisogna avere fiducia per forza: la decisione è stata quella, poi vedremo se è stata giusta o sbagliata”) un po’ per i limiti che ancora vede attorno. “Ma d’estate siamo tutti bravi, poi però tra dieci giorni iniziano le partite e dobbiamo cambiare faccia”. E i discorsi se li porta via il fischio d’inizio. Agnelli: “100 anni con la Juve da onorare con un trofeo”Fonte Repubblica.it

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